Venerdì attesa per il giudizio di Fitch. Poi toccherà a Moody’s e Standard & Poor’s.
di Michael Pontrelli - Twitter: @micpontrelli
Non accenna a placarsi lo scontro tra l’Italia e l’Europa che quotidianamente prosegue tra dichiarazioni ad effetto e minacce. Uno spettacolo a cui stanno assistendo le agenzie di rating da cui, volenti o nolenti, nei prossimi mesi dipenderà molto del destino della nostra economia e dunque dell’esperienza di governo in corso. Le prime anticipazioni del loro umore sono arrivate con il rapporto sulla Credit Worthiness dell’Italia ovvero sull’affidabilità del nostro credito pubblicato da Fitch che, tra le grandi agenzie, sarà la prima ad esprimersi, già venerdì sera, sul rating italiano.
Rischi per le dinamiche del debito
Le valutazioni di Fitch confermano che le esternazioni di Di Maio e Salvini non giovano alla percezione che le agenzie di rating hanno su di noi. “Molte delle paure che si profilavano con la crescita dei partiti populisti – si legge nel rapporto di Fitch – sono state confermate”. “E’ aumentata la possibilità che si perdano di vista gli obiettivi di finanza pubblica e si è ulteriormente indebolita la prospettiva di riforme strutturali. Il rischio principale – conclude il report – è che l’espansione fiscale faccia saltare le dinamiche del debito”.
Atteso un peggioramento dell'outlook
La relativa tranquillità dei mercati, con lo spread sostanzialmente stabile rispetto alle ultime sedute, lasciano prevedere che venerdì sera da Fitch non dovrebbe arrivare un taglio del rating. L’ipotesi peggiore potrebbe essere quella di una modifica dell’outlook (giudizio) da stabile a negativo.
Rating agenzie ha conseguenze importanti
Il tema però è molto delicato e sbaglia chi pensa di poter liquidare serenamente le agenzie di rating e il loro giudizio. I motivi sono essenzialmente due. Il primo è che la loro valutazione incide anche sugli aspetti regolamentari dei mercati finanziari. Nè la Bce, né la maggioranza dei fondi di investimento possono acquistare per statuto i junk bonds ovvero i titoli spazzatura.
Italia a due livelli di distanza dal baratro
Cosa c’entrano i titoli spazzatura con l’Italia? Purtroppo per noi c’entrano (e questo è il secondo motivo per cui non possiamo ignorare le agenzie di rating) perché il giudizio sui nostri titoli di Stato è a soli due passi dall’essere junk bonds. Il nostro rating è a livello di BBB, prima di diventare spazzatura possiamo permetterci solo un altro downgrade a BBB-. Dopo questo livello c’è solo l’abisso.
Non esiste bazooka per i junk bonds
Diventando spazzatura il nostro debito di fatto non sarebbe più collocabile sui mercati. E neanche la BCE (senza una modifica delle regole attuali) potrebbe salvarci lanciando un secondo Quantitative easing. Non ci sarebbe più nessun bazooka a disposizione per difenderci. Qualcuno potrebbe ipotizzare un aiuto da parte dei russi e soprattutto dei cinesi. Di questa prospettiva ha parlato Salvini nel corso della conferenza stampa con il leader ungherese Orban. Purtroppo per noi però il giudizio sull'Italia dell'agenzia di rating cinese Dagong è ancora più severo: siamo a BBB- ovvero ad un solo passo dall'essere junk bonds. Sperare in Pechino potrebbe essere un azzardo.
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