La questione non riguarda solo dormire un'ora in più o in meno, ma ha conseguenze economiche rilevanti: abolendo il cambio dell'ora, ogni Stato potrà scegliere tra quella solare e legale. La stesso esecutivo di Bruxelles dice che una situazione disarmonica è "dannosa". E se vari studi contestano i presunti vantaggi energetici, i dati di Terna parlano di un risparmio per i cittadini italiani di 1 miliardo e 435 milioni tra il 2014 e il 2017
Non sono più i tempi di Benjamin Franklin, lo scienziato padre fondatore degli Usa che alla fine del XVIII secolo svegliava i suoi concittadini a colpi di cannonate per costringerli a sfruttare al meglio le ore di sole. E neanche quelli delle crisi petrolifere, quando l’Europa fresca di prime prove di unione decise di adottare lo stesso calendario per l’ora legale: il risparmio energetico allora era di vitale importanza. La Commissione Ue presenterà una proposta legislativa “per abolire il cambio d’ora due volte l’anno” da quella solare a quella legale. Il progetto arriva da Bruxelles ma è sponsorizzato soprattutto dai Paesi del Nord, come anche dalla Germania che la considera addirittura “una priorità“. Parola di Angela Merkel. E mentre si dibatte su eventuali costi e beneficidell’attuale sistema, una cosa è certa: sarà il caos. “Spetta agli Stati membri decidere se restare all’ora solare o all’ora legale”, in quanto “la scelta del fuso orario resta una competenza nazionale”, ha infatti spiegato l’esecutivo comunitario. Potenzialmente, fusi orari diversi sparsi a macchia di leopardo per il Vecchio Continente. E su questo punto è lo stesso studio della Commissione a essere chiaro: “Consentire cambiamenti temporali non coordinati tra gli Stati membri sarebbe dannoso per il mercato interno“.
Cambia l’ora legale, panico in Europa – Tra interessi commerciali, risparmio energetico e quindi anche economico, la questione del cambio dell’ora non è solamente un dibattito sul dormire un po’ di più o di meno, o sulla rottura di dover spostare le lancette due volte l’anno. Parafrasando il famoso titolo del settimanale satirico Cuore, il cambio dell’ora legale creerà panico non più tra i socialisti, ma in tutta Europa. Ecco un esempio: la Francia decide di mantenere l’ora solare, mentre in Italia rimane in vigore l’ora legale. Un viaggiatore che passa il confine a Ventimiglia deve spostare un’ora in avanti le lancette. Poi risale le Alpi e arriva al Brennero: l’Austria ha deciso come Parigi di tenere l’ora solare, quindi l’orologio va riportato indietro di un’ora. A quel punto da Vienna lo stesso viaggiatore prende un volo verso Atene per godersi pure qualche giorno di mare: la Grecia ha scelto l’ora legale, allora le lancette vanno spostate avanti di ben due ore, perché siamo anche in un fuso orario diverso (+2). Da mal di testa. E i problemi non riguarderanno solo un ipotetico turista. Citando sempre la Commissione, ci sarebbero maggiori costi per gli scambi transfrontalieri, inconvenienti nei trasporti, nella comunicazione e nei viaggi, oltre a un generale abbassamento della produttività nel mercato interno per beni e servizi.
Nessun commento:
Posta un commento