martedì 21 febbraio 2017

Un paese in rapido cambiamento

Un paese in rapido cambiamento: "Disuguaglianze, narcotraffico, povertà e mancanza di lavoro creano grandi sfide alla società e alla Chiesa in Costa Rica. Ma sono anche occasioni per rivedere la pastorale e cercare nuove modalità per annunciare il Vangelo in un paese in rapido cambiamento. In occasione della visita ad limina Apostolorum della Conferenza episcopale, ne abbiamo parlato con il vescovo presidente Oscar Fernández Guillen, in questa intervista all’Osservatore Romano.

Quali sono le sfide che deve affrontare la Chiesa in Costa Rica?



La nostra società sta sperimentando cambiamenti molto rapidi, che incidono sullo sviluppo integrale dell’uomo. Siamo preoccupati per la violenza e il crimine organizzato, che stanno creando molti problemi e tensioni. In particolare, il traffico di droga causa danni notevoli al tessuto sociale. Vediamo con grande preoccupazione l’alleanza del trafficanti con le fasce più povere della popolazione. Inoltre stiamo notando anche un aumento della disuguaglianza economica. Da un sistema basato sul bene sociale, si sta passando sempre più velocemente a un sistema di economia di mercato con tutte le sue conseguenze. Questi cambiamenti pongono nuove sfide alla Chiesa, che si trova davanti anche opportunità per un ulteriore slancio evangelizzatore.

Davanti al crescendo di queste disuguaglianze, che posto occupa l’attenzione ai poveri?

In ogni parrocchia esiste una commissione di pastorale sociale che si occupa delle povertà e delle persone in stato di bisogno. Da una parte l’impegno a favore di questi fratelli è portato avanti a livello parrocchiale e diocesano. In particolare, ci occupiamo delle famiglie indigenti e condividiamo con loro cibi e beni di prima necessità. Nelle parrocchie c’è molta gente generosa e sensibile, che rende concreta la carità verso il prossimo. È con questa forza ed energia che affrontiamo la situazione particolare della povertà.

Il fenomeno migratorio riguarda anche il vostro paese?

Negli ultimi tempi, la nostra posizione geografica ha favorito l’arrivo di migliaia di persone in cerca di migliori condizioni di vita. Alcuni rimangono, altri transitano solamente verso altre zone. Questo ha portato anche un nuovo fenomeno interno che aumenta la sfiducia della popolazione: è quello che chiamano la congestione del traffico. A causa dell’intenso traffico la gente deve alzarsi sempre prima al mattino, talvolta all’alba per arrivare in tempo al lavoro. Ciò crea un malessere che fa aumentare la violenza e il nervosismo, provocando migliaia di incidenti d’auto sulle strade. "


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