giovedì 6 febbraio 2020

Coronavirus, contagiato anche il medico eroe che per primo diede l'allarme

@ - Li Wenliang, oculista cinese 34enne, che aveva avvertito alcuni colleghi della possibilità della diffusione di una nuova epidemia di Sars, era stato accusato dalle autorità di far circolare notizie false. Sarebbe stato il primo, in Cina, a dare l'allarme della presenza di un virus misterioso che si stava diffondendo a grande velocità nella zona di Wuhan, una delle province più vaste del Paese asiatico.


L'allarme dell'oculista
La sua storia, qualche settimana fa, aveva fatto il giro del mondo, in quanto il medico era stato tra i primi a parlare della malattia che stava iniziando a diffondersi in Cina. Li Wenliang, un oculista, era convinto che i sintomi riconducessero alla Sars, che nel 2003, sempre nel Paese asiatico, aveva ucciso centinaia di persone, dopo una diffusione altrettanto rapida. Il dottore, il 30 dicembre, aveva pubblicato un post, in una chat tra colleghi, dove diceva ai suoi contatti che a sette pazienti che erano stati nel mercato ittico locale era stata diagnosticata una malattia molto simile alla Sars.

Le accuse e l'arresto
Gli screenshot dei suoi messaggi sarebbero, però, diventati virali senza che il suo nome venisse oscurato. In base a quanto riportato dal quotidiano, le autorità lo avrebbero obbligato al silenzio e la polizia lo accusò di raccontare e diffondere notizie false, arrestandolo con l'accusa (pesante) di procurato allarme. Ma nello stesso giorno, la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha emesso un avviso di emergenza sul virus. Li Wenliang era stato poi scarcerato qualche settimana dopo, quando ormai era evidente che il medico non si fosse sbagliato. Dopo la censura e l'arresto, l'oculista cinese era stato "riabilitato" ed era potuto tornare a esercitare la sua professione all'ospedale centrale di Wuhan.

Il ricovero
A qualche settimana dall'inizio della diffusione del virus, il medico ora si trova tra i pazienti della struttura ospedaliera della città isolata dell'Hubei. Li Wenliang, infatti, sarebbe stato contagiato (probabilmente durante una delle sue visite) e adesso è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. In base a quanto riportato dal quotidiano, l'esito della sua diagnosi avrebbe indignato il Paese, dove sta crescendo la convinzione dell'iniziale sottovalutazione delle conseguenze della malattia da pare delle autorità.

Come si è ammalato
Secondo quanto ricostruito, il 10 gennaio, dopo aver trattato un paziente affetto da coronavirus, Li Wenliang averbbe iniziato a tossire e il giorno seguente avrebbe avuto sintomi di febbre. Due giorni dopo è stato ricoverato in ospedale e, in seguito, le sue condizioni hanno iniziato a peggiorare a tal punto da richiedere il trasferimento nel reparto di terapia intensiva. Il 1° febbraio, infatti, è risultato positivo al virus. Intanto, secondo quanto riportato dal quotidiano, che cita i dati diffusi dalla Commissione sanitaria cinese, il numero di morti continua a salire, con più di 20mila contagi.

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