martedì 17 maggio 2022

Guerra in Ucraina, che cosa è successo questa notte 17 maggio

 @I soldati che hanno difeso ostinatamente un'acciaieria come l'ultima roccaforte ucraina nella città di Mariupol hanno dichiarato missione completa dopo che più di 260 tra loro, tra cui alcuni gravemente feriti, sono stati evacuati e portati in aree sotto il controllo russo. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha detto che l'evacuazione verso il territorio controllato dai separatisti è stata fatta per salvare le vite dei combattenti che hanno sopportato settimane di assalti nel labirinto di passaggi sotterranei sotto le imponenti acciaierie Azovstal. "L'Ucraina ha bisogno di eroi vivi", ha continuato, "Per riportarli a casa serve tempo e delicatezza". Al momento non è chiaro quanti siano i soldati del reggimento Azov rimasti indietro in attesa di soccorsi, se questi ci saranno o in alternativa dell'assalto, finale, da parte dei russi.

I difensori dell'acciaieria sono usciti mentre Mosca ha subito un'altra sconfitta diplomatica nella sua guerra con l'Ucraina: ieri anche la Svezia, dopo la Finlandia, ha deciso di chiedere l'adesione alla NATO abbandonando decenni di non allineamento militare a causa dell'aggressione russa all'Ucraina.

La prima reazione di Vladimir Putin è stata prudente, ha dichiarato che queste adesioni non rappresentano: "una minaccia immediata". Ma, ha proseguito, "il dispiegamento di infrastrutture militari sul territorio di questi Paesi darà ovviamente luogo alla nostra reazione". La Russia aveva spiegato il suo attacco all'Ucraina in particolare con il riavvicinamento del suo vicino occidentale alla NATO, ritenendo che questo costituisse una minaccia "esistenziale" alla sua sicurezza. Con il probabile ingresso della Finlandia nella NATO, la Russia condividerà 1.300 km di confini terrestri aggiuntivi con l'Alleanza Atlantica. Ieri sera, la Francia ha dichiarato che "sarà al fianco" dei due Paesi in caso di aggressione, mentre Londra ha chiesto che vengano integrati nella NATO "il prima possibile".

Sul cammino di Stoccolma e Helsinki verso la Nato resta l'ostacolo Erdogan. Il Presidente turco ha addirittura alzato il tono delle sue obiezioni alla loro adesione. Ha accusato Svezia e Finlandia di non aver preso una posizione "chiara" contro i militanti curdi del PKK che Ankara considera terroristi e di aver imposto sanzioni militari alla Turchia. Per la maggior parte degli osservatori Erdogan starebbe semplicemente 'trattando sul prezzo' del suo sì all'adesione di Helsinki e Stoccolma, poiché tutti i 30 membri attuali della NATO devono essere d'accordo a far entrare i vicini nordici.

Nonostante sia impegnato prevalentemente nel nel sud est dell'Ucraina, questa notte l'esercito russo è tornato a bombardare la zona di confine con la Polonia. Una base militare ucraina a circa 15 chilometri dal confine è stata ripetutamente colpita da un attacco missilistico russo. Una fonte della Cnn ha riferito di aver visto le difese aeree illuminarsi in direzione della struttura militare di Yavoriv, a una quarantina di chilometri di distanza da Leopoli, città da cui erano state sentite esplosioni.

Nella regione di Kharkiv, invece, l'Ucraina ha ottenuto un guadagno simbolico quando le sue forze hanno respinto gli invasori verso il confine russo. Tuttavia, le forze russe hanno bombardato gli obiettivi nel cuore industriale dell'Ucraina orientale, noto come Donbas, e il bilancio delle vittime, già molte migliaia, ha continuato a salire, con la guerra che mercoledì entrerà nella sua 12a settimana.

Vicino al villaggio di Davidovy Brod, nella regione di Kherson, è stato distrutto un deposito di munizioni dell'esercito russo - Oleksandr Vilkul, responsabile dello IAB di Kryvyi Rih. "Le truppe russe continuano a bombardare insediamenti pacifici praticamente lungo tutto l'intervallo tra la regione di Dnipropetrovsk e quella di Kherson. Gli attacchi vengono lanciati da lanciarazzi multipli, mortai e artiglieria semovente.
Sempre a Kherson le forze russe stanno cercando di limitare la circolazione dei cittadini di Kherson e sta bloccando le vie di uscita dalla regione introducendo permessi di residenza, lo rende noto il vicecapo del consiglio regionale Yuriy Sobolevsky, citato dal Kyiv Independent.

L'UE aiuterà l'Ucraina a esportare grano attraverso "corridoi di solidarietà" - ha confermato l'alto rappresentante per la politica estera dell'UE Josep Borrell, "Le strutture di stoccaggio dell'Ucraina sono ora piene, ma non possono esportare questo grano. Hanno bisogno di liberare capacità di stoccaggio per accogliere il prossimo raccolto. Stiamo quindi lavorando per aiutare a far uscire questo grano con i treni attraverso i 'corridoi di solidarietà", ha detto Borrell.

lunedì 16 maggio 2022

Pil italiano ed europeo, le stime Commissione Ue: la guerra in Ucraina abbatte la crescita 2022 e 2023

@ - La guerra in Ucraina abbatte le previsioni sull’andamento del Pil dell’Italia e dell’Eurozona. Secondo la Commissione europea, che lunedì ha pubblicato le nuove stime sul futuro dell’economia comunitaria, quest’anno il Pil italiano dovrebbe crescere del 2,4%, quasi la metà del +4,1% previsto lo scorso febbraio.


Le stime sul 2023, invece, sono state tagliate dal +2,3 al +1,9%.

Inflazione e disoccupazione in Italia
Il tasso di inflazione dovrebbe attestarsi al 5,9% quest’anno e al 2,3% l’anno prossimo (dopo 1,9% nel 2021).

La disoccupazione dovrebbe rimanere invece sostanzialmente stabile rispetto al 2021, al 9,5% per poi calare all’8,9% nel 2023.
Le nuove previsioni sul Pil di Eurozona e Ue

La scure si abbatte anche sulle previsioni di crescita relative all’intera Eurozona: la stima sul 2022 viene tagliata dal 4 al 2,7%, mentre quella sul 2023 dal 2,7 al 2,3%.

Quasi uguali le variazioni anche al livello Ue: rispettivamente dal 4 al 2,7% e dal 2,8 al 2,3%.

Inflazione e disoccupazione in Europa
Quanto al tasso medio d’inflazione, quest’anno nell’area euro dovrebbe attestarsi al 6,1% rispetto al 2,6% nel 2021 (stima di febbraio 3,5%), per poi scendere al 2,7% nel 2023 (contro una stima di febbraio che non andava oltre l’1,7%).

Il tasso di disoccupazione si dovrebbe attestare sul 7,3%, in calo rispetto al 7,7% nel 2021 per portarsi al 7% l’anno prossimo.
Nella Ue il tasso di inflazione sarà quest’anno al 6,8% e l’anno prossimo al 3,2%. La disoccupazione al 6,7% e al 6,5% rispettivamente.

Grande incertezza per guerra ucraina e impatto mercati energia
I rischi per la previsione dell’attività economica e dell’inflazione “dipendono fortemente dall’evoluzione della guerra, e soprattutto dal suo impatto sui mercati energetici”. È quanto indica la Commissione europea nel rapporto di previsione economica di primavera.

Data l’elevata incertezza, la previsione di base è accompagnata da un’analisi di scenario basata su modelli che simulano l’impatto dell’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, nonché di un netto taglio della fornitura di gas dalla Russia.
In quest’ultimo scenario, più severo, i tassi di crescita del Pil sarebbero di circa 2,5 e 1 punto percentuale al di sotto del valore di riferimento previsto rispettivamente nel 2022 e nel 2023, mentre l’inflazione aumenterebbe di 3 punti percentuali nel 2022 e di oltre un punto percentuale nel 2023, al di sopra delle proiezioni di base.

Gentiloni: siamo ancora lontani da una situazione economica normale
A causa del conflitto in Ucraina, “siamo ancora lontani da una situazione dell’economia normale”, ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni.

Dal giudizio di Bruxelles sull’evoluzione dell’economia dipende la decisione relativa alla sospensione delle regole di bilancio europee, che potrebbe essere prolungata in toto anche nel 2023.

sabato 14 maggio 2022

Ossezia del Sud nuovo Donbass per Putin? Il referendum per aderire a Mosca (e i dubbi del nuovo presidente)

@ - Il referendum è stato indetto dal presidente uscente Anatoly Babilov per il 17 luglio, ma la data non è ancora ufficiale.


L'idea di una riunificazione con la Russia non è in dubbio. Certo è che Alan Gagloyev, il neo presidente dell'Ossezia del Sud, repubblica de facto indipendente della Georgia e riconosciuta fin dal 2008 da Mosca, ha espresso dei dubbi sull'opportunità di tenere proprio in questi mesi il referendum sull'annessione alla Russia. Quest'ultimo è stato indetto dal presidente uscente e filo-Putin Anatoly Babilov per il 17 luglio, ma la data non è ancora ufficiale.

«Sostengo pienamente l'idea di una riunificazione del popolo osseto con la Russia - ha detto Gagloyev, citato da Interfax - ma un'altra questione è se questo sia il momento giusto per spingere per questo referendum». Gagloyev - che ha vinto le elezioni presidenziali in Ossezia del Sud con il 56,09% - ha detto di non essere sicuro che Babilov si sia consultato con Mosca prima di prendere la sua decisione.

Il valore dell'Ossezia del Sud
Ieri l'ex leader Anatoly Bibilov ha fissato il 17 luglio come data per lo svolgimento del voto. «Anatoly Bibilov ha firmato un decreto sullo svolgimento di un referendum nella Repubblica dell' Ossezia del Sud», ha affermato il suo ufficio in una nota, citando «l'aspirazione storica» del suo popolo ad unirsi alla Russia. Già nel 2016 l’allora presidente Leonid Tibilov aveva lanciato la proposta di un referendum, che poi però non si è mai tenuto. Nonostante questo l'Ossezia del Sud è una regione separatista dal 2008: il primo conflitto risale al 1991 e causò oltre mille morti, il secondo nel 2008. In quest'ultimo l'8 settembre viene firmato un accordo fra Sarkozy, presidente di turno dell'Unione europea, e Medvedev, presidente russo, che prevedeva l'impegno russo di ritirarsi dalla città di Poti entro una settimana e dal resto della "zona cuscinetto" entro un mese; e il passaggio della zona cuscinetto sotto il controllo di osservatori UE (EUMM) e non dell'esercito georgiano.


Il nuovo Donbass?
Con una nota la Farnesina ha comunicato che «In relazione alle cosiddette “elezioni presidenziali” svoltesi nella regione georgiana della Ossezia del Sud, l’Italia ribadisce il suo convinto e fermo sostegno all’integrità territoriale e alla sovranità della Georgia entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti e disconosce qualsiasi atto contrario a tali principi, rinnovando il suo incoraggiamento ad un percorso negoziale verso una soluzione sostenibile a favore della pace, della stabilità e dello sviluppo della regione caucasica nel suo complesso». Praticamente impossibile che la Russia accetti passivamente l’adesione alla Nato della Georgia, e proprio le due regioni separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia potrebbero rappresentare il nuovo Donbass per Vladimir Putin.

Quelle scosse che spaventano Firenze: la terra trema 210 volte in 10 giorni

@ - Dal 3 maggio vi è una parte di Toscana dove si susseguono scosse sismiche che fanno tremare Firenze e il Chianti. Nella tarda serata di giovedì scorso, alle 23.12, ne è arrivata una di magnitudo 3.7. 


La prima era arrivata il 3 maggio, e in molti avevano sperato fosse isolata, invece da quel giorno le scosse si sono susseguite e la terra continua a tremare, con l’epicentro che si trova ai margini settentrionali del Chianti, nella località del Ferrone, a metà strada tra Impruneta e San Casciano. In due comuni poco lontani dall’epicentro molti abitanti sono scesi in strada ancora in pigiama. Fortunatamente non si sono registrati danni a case o persone, solo tanta paura e qualche crepa nei muri delle case più vecchie. Tanti hanno però deciso di non fare ritorno nella propria abitazione, preferendo dormire in auto. Fino a ieri i ricercatori dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia avevano registrato negli ultimi dieci giorni più di duecento movimenti tellurici, attraverso il costante monitoraggio della situazione con tre sismografi che controllano in particolare il Chianti.

Continue scosse sismiche a Firenze e nel Chianti
Come riportato da Il Resto del Carlino, Gilberto Saccorotti, uno dei ricercatori dell'Ingv della sezione di Pisa ha parlato di “una faglia sicuramente d'interesse”, spiegando che ancora non si ha una immagine chiara sulla sua estensione, ma che potrebbe non trattarsi della stessa faglia che ha originato il terremoto del 1895. Durante quella scossa di magnitudo 5.4 della scala Richter, arrivata il 18 maggio alle ore 20:55, morirono tre persone nelle campagne e vi furono alcuni crolli. Secondo lo studioso“potrebbe piuttosto trattarsi della faglia che ha originato un altro movimento tellurico, successo negli anni Cinquanta e praticamente dimenticato”. Stiamo parlando del 25 marzo del 1959, quando una violenta scossa terrificò i fiorentini e anche il direttore dell'Osservatorio Ximeniano di Firenze, padre Coppedé, che dichiarò che l'epicentro si trovava a circa una ventina di chilometri dal capoluogo, in direzione sud ovest verso San Casciano. Nella serata di giovedì 12 maggio, subito dopo la scossa in soli dieci minuti sono arrivate 220 chiamate al 112, entro la mezzanotte, dopo una quarantina di minuti erano già 350, come ha scritto in un Tweet il sindaco di Firenze e della città metropolitana Dario Nardella.

In una intervista a Repubblica, Carlo Meletti, direttore della sezione di Pisa dell'Invg, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha spiegato che è in corso una sequenza della quale ancora non si sa la durata. Tutto dipenderà da quanta energia deve ancora fuoriuscire dalla faglia. In soli 10 giorni ci sono state 210 scosse, di cui quattro sopra magnitudo 3. Melelli ha sottolineato che Firenze è situata tra il Mugello a Nord, che è molto sismico, e il Chianti a Sud. L’esperto ha poi ricordato che nel 1919 è partito dal Mugello un terremoto distruttivo di magnitudo di 6.4, e che nel 1895 c’era invece stato un sisma stimato del 5.5 proprio nella zona dove sono registrati adesso gli epicentri. Come ha però precisato non si tratta di uno sciame sismico, che si verifica invece quando ci sono scosse tutte della stessa magnitudo, mentre in questo caso sono diverse. Meletti ha quindi assicurato che “ci saranno sicuramente altre scosse. Quanto forti non lo possiamo affermare perché non sappiamo quanta energia deve ancora liberare la faglia. Certo, non si può escludere che arrivino scosse più violente di quelle registrate fin qui ma, nel breve periodo, non siamo in grado di dire qual è la probabilità che questo accada".

L'allarme
Il fatto che vi siano tante scosse non significa purtroppo che non arriverà un sisma particolarmente forte. Questo era avvenuto all’Aquila, dove dopo tre mesi di scosse è arrivata quella violenta. “Più la faglia è grande, maggiore è la magnitudo che può rilasciare in una volta: questa è la regola. In Italia centrale, vicino ad Amatrice, c’è una faglia di 40-50 chilometri. Quella del Chianti è una di una decina di chilometri. Quindi teoricamente è in grado di provocare terremoti meno potenti. Il punto, però, è che una faglia può rompersi tutta in una volta o in più volte, e questo cambia le carte in tavola dal punto di vista della potenza sviluppata”, ha spiegato il direttore. Solitamente i danni seri vengono provocati da scosse di magnitudo 5 in su, ma in Italia ci possono essere seri danni anche con un valore di 4.5, dato che alcune abitazioni sono vecchie o comunque non in sicurezza. I giapponesi iniziano a preoccuparsi quando il valore supera il 6, visto che la maggior parte degli edifici sono nuovi e sicuri.

I cittadini seguono molto Ingv sui social, basti pensare che dopo l’ultima scossa, quella di giovedì notte, in pochissimi minuti sono arrivati oltre 200 commenti. C’è anche un servizio online, ‘Hai sentito il terremoto?’, che serve all’Istituto per avere informazioni utili ad assegnare l’intensità a ogni sisma. In questo modo è possibile calcolare la scala Mercalli, che rende possibile il calcolo della potenza e degli effetti delle scosse in tutte le località vicine all’epicentro, anche se sono molto distanti. “Sempre per l’ultimo episodio in Mugello, hanno già compilato il questionario 2.200 persone. E così abbiamo saputo, ad esempio, che anche se aveva la stessa magnitudo della scossa del 3 maggio, cioè la prima, è stato sentito fino a Barga e in Versilia, cosa che nell’altra occasione non era avvenuta”, ha concluso Meletti.

martedì 10 maggio 2022

Covid, individuato "lucchetto" molecolare che blocca l’infezione

@ - Nel prossimo futuro il Covid-19 potrebbe fare molta meno paura rispetto ad oggi. E questo anche grazie ad nuovo ed importantissimo passo in avanti nella lotta contro il virus compiuto da un gruppo di ricerca dell'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio.

© Fornito da Il Giornale

Il team ha identificato quello che può essere considerato come una sorta di "lucchetto" molecolare che, una volta chiuso, impedisce al virus SarsCoV2 di entrare nelle cellule e, quindi, di infettarle. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Nature Communications, potrebbero portare alla creazione di un farmaco specifico da somministrare in caso di infezione. Un medicinale che sarebbe potenzialmente efficace contro tutte le varianti del virus in quanto attacca il meccanismo che la proteina Spike utilizza per legarsi alle cellule bersaglio.

Tutte le cellule presentano, sulla loro superficie esterna, molecole di zuccheri. Queste sono come delle serrature che, seppur chiuse, non impediscono al virus di penetrare. SarsCoV2 possiede, infatti, le chiavi di questi "chiavistelli" e le utilizza per entrare all'interno delle cellule per dare il via all'infezione. Bloccare questo meccanismo significa, in sostanza, rendere il nemico invisibile molto meno pericoloso.

Lo studio ha permesso di identificare varianti di questi zuccheri, chiamati 9-O-acetilati, che si legano in maniera molto più forte rispetto agli altri alla proteina del virus. Appreso ciò, i ricercatori hanno pensato di sfruttare questa caratteristica per intrappolarlo. E per farlo hanno utilizzato questi particolari zuccheri come se fossero, appunto, "lucchetti". Le molecole, infatti, si legano in maniera così stretta alla proteina Spike da non permettere loro di legarsi a nient'altro. Ciò significa che il virus, quasi come se fosse bloccato, perde la sua capacità di entrare nelle cellule per infettarle.

Affinché avvenga ciò è fondamentale che l'interazione tra il virus e l'agente che lo blocca sia più forte di quella tra lo stesso virus e la cellula. Gli scienziati hanno dimostrato che strutture multivalenti, chiamati anche glicocluster, con più acidi sialici 9-O-acetilati sulla loro superficie sono in grado di bloccare sia il legame che l'infezione da SARS-CoV-2.
A quel punto il destino del virus è segnato: la sua fine giunge in un intervallo di tempo che va da una a cinque ore. La scoperta compiuta da UC Louvain ha il vantaggio di agire sul virus, indipendentemente dalle mutazioni. Il team di ricerca effettuerà test sui topi. Se non ci saranno imprevisti, i risultati dovrebbero essere presto disponibili. La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di un antivirale a base di questi zuccheri, somministrato per aerosol, in caso di infezione o contatto ad alto rischio. E ciò significa dire addio all'incubo Covid che ha sconvolto la nostra vita negli ultimi due anni.

domenica 8 maggio 2022

De Benedetti: “La Nato ora non ha più senso”

@ - L’imprenditore ed editore Carlo De Benedetti ha parlato della guerra in Ucraina, criticando l’operato della Nato.


La guerra in Ucraina è un argomento estremamente dibattuto, con moltissime figure di spicco della politica italiana – e non solo – che hanno preso parte al dibattito, schierandosi da una parte o dall’altra in merito agli argomenti più caldi. L’embargo al gas russo, l’invio di armi in Ucraina, l’andamento dei negoziati, la gestione dei profughi ucraini. Questi sono solo alcuni dei temi del dibattito, affrontati anche dall’imprenditore ed editore Carlo De Benedetti in un’intervista per il Corriere della Sera.

Le dichiarazioni dell’editore
Stando alle parole di De Benedetti, la priorità assoluta della Nato dev’essere la seguente: “fermare la guerra”. Perché? Per l’editore, “una guerra che si sovrappone a una recessione molto severa, come quella cui stiamo andando incontro, è assurda, senza senso. Le conseguenze sarebbero catastrofiche“. Ovvero,carestia e fame in Nord Africa e in larga parte dell’Africa australe. Costretti a scegliere tra morire di fame e rischiare di morire in mare, gli africani rischieranno di morire in mare. Altro che 500 al giorno; arriveranno a decine, a centinaia di migliaia”.

De Benedetti ha anche parlato di Putin in modo critico.Io parto da due pietre miliari. La prima: non giustifico Putin; lo detesto. Putin è un criminale e un ladro, che con altri trenta ladri ha rubato la Russia ai russi. La seconda: sono e sarò eternamente grato agli angloamericani per averci liberati dal nazifascismo. Ma oggi noi europei non abbiamo alcun interesse a fare la guerra a Putin”.

Rispetto al tema dell’invio di armi all’Ucraina, De Benedetti si dichiara contrario. Queste le sue parole. Biden ha fatto approvare al Congresso un pacchetto di aiuti da 33 miliardi di dollari, di cui 20 in armi: una cifra enorme, per un Paese come l’Ucraina. Questo significa che gli Stati Uniti si preparano a una guerra lunga, anche di un anno. Per noi sarebbe un disastro.

De Benedetti è anche critico nei confronti della Nato: La Nato è sorta in un contesto completamente diverso: non esisteva l’Unione Europea; non era sulla scena la Cina. Dobbiamo essere grati alla Nato per il ruolo svolto durante la Guerra fredda; ma ora non ha più senso. La Corea del Sud chiede di entrare nella Nato: ma cosa c’entra con l’Alleanza atlantica?”. La soluzione, per l’imprenditore, sarebbe la seguente: “Serve un esercito europeo. E siccome per avere una forza di difesa occorrono dieci anni, bisogna prendere quella che già c’è. A questo punto, tanto vale che gli Stati Uniti escano dalla Nato, e che gli europei assumano la responsabilità della propria sicurezza”.

sabato 7 maggio 2022

Zelensky pronto all’accordo con la Russia (!!!!...............nostre considerazioni .....???)

@Il presidente ucraino è disposto ad un accordo per tornare alla situazione prima dell’invasione. (!!!!...............nostre considerazioni .....???)

Zelensky è intervenuto al think tank britannico, il Chatham House, dove ha aperto la possibilità ad un accordo con la Russia. Il presidente ucraino parla di un ritorno ad una situazione pre invasione russa, quindi senza la Crimea. Inoltre, Zelensky si sofferma su ciò che sta accadendo a Mariupol e all’assedio dell’acciaieria Azovstal. “Non è un’operazione militare, questa è una torturaannuncia disperato (!!!!...............nostre considerazioni .....???)

Il presidente accusa l’esercito russo di aver avuto un “atteggiamento bestiale” perché più volte i soldati russi hanno bloccato i corridoi umanitari e hanno lasciato morire di fame e sete i civili rinchiusi nella città e nell’acciaieria. Poi accusa la propaganda e l’odio anti-ucraino alimentato e fomentato in queste operazioni trattando in un modo disumano i civili ucraini.

“Tanta disumanità e crudeltà, è il modo in cui l’esercito russo tratta le persone. La morte non viene causata dalla guerra. Qui le persone sono state torturate a morte. Questo è terrorismo e odio. Mariupol è stata devastata, l’intera città è distrutta” dichiara il presidente Zelensky scagliando la sua ira sulle azioni commesse dai russi nella città martire del conflitto. (!!!!...............nostre considerazioni .....???)

Volodymyr Zelensky

Zelensky: “Non tutti i ponti sono stati distrutti
Inoltre il presidente ucraino sottolinea che la Russia non si ritiene responsabile per questi crimini di guerra per via della loro potenza data dall’arsenale nucleare. Una propaganda basata sull’odio che ha fomentato a tal punto da commettere tutto ciò. Questo va addirittura oltre la guerra e i suoi effetti.

Ma non tutte le porte sono chiuse per Zelensky riguardo ad un possibile accordo. Kiev dichiara la possibilità di negoziati nel momento in cui le truppe si ritirano dal suolo ucraino. Questo è un prerequisito per i colloqui, solo in quell situazione potremmo iniziare a discutere normalmentedice Zelensky. La situazione in questione è quella pre-invasione, necessaria per Kiev per ritornare a parlare civilmente. (!!!!...............nostre considerazioni .....???)

Secondo quanto emerge dalle parole del presidente ucraino quindi, sarebbe disposto a lasciar perdere la Crimea. La regione era stata annessa nel 2014 alla Russia e quindi all’alba dell’invasione del 24 febbraio di quest’anno, faceva parte già della Russia. Le intenzioni di Zelensky sono chiare e fa ben sperare chenon tutti i ponti sono ancora distruttia livello diplomatico. (!!!!...............nostre considerazioni .....???)

martedì 3 maggio 2022

Salvini vuole partire per Mosca ma Giorgetti lo frena (si richiede un commento !!! ???)

@ - Il leader della Lega è pronto a partire per Mosca ma la sua idea viene smontata dal ministro Giorgetti.


In un’intervista Matteo Salvini ha dichiarato di essere pronto a partire per Mosca “anche domani mattina se può servire alla pace”. Un’iperbole probabilmente o un piano futuro. In ogni caso il ministro dello Sviluppo economico leghista Giorgetti ha ridimensionato qualsiasi velleità del segretario per una missione russa in questo momento.

Io credo che Salvini sia animato da sincere intenzioni e aneliti pacifisti. Non mi risulta che ci sia un viaggio in programma a Moscadichiara Giorgetti.Credo che le relazioni diplomatiche internazionali in una situazione come questa richiedano grande prudenza soprattutto devono essere coordinate con il governo che la Lega sostiene. Penso che si chiarirà questa dichiarazione di Salvini perché è da valutare con grande prudenzamette in chiaro il ministro leghista.

Giorgetti ha risposto ad una domanda sull’eventualità che il leader della Lega possa intraprendere realmente un viaggio in Russia. Il ministro ha chiarito che per un’ipotesi concreta di questo tipo c’è da discuterne ampiamente con il governo e le valutazioni della diplomazia.

Bisogna coordinarsi con il governo
La notizia dopo la sua dichiarazione aveva preso piede perché alcuni organi di stampa avevano rincarato la dose dicendo che Salvini aveva chiesto il visto alle autorità russe. Stamattina il leader della Lega ha placato la situazione precisando: “Nessun visto richiesto o missione organizzata. L’obiettivo di arrivare alla pace a qualunque costo e incontrando tutti come ribadito oggi dal Santo Padre rimane per me una priorità. Un rinnovato accordo fra Russia, Ucraina, Europa e Stati Uniti deve essere il traguardo di tutti.

Prima di intraprendere qualsiasi viaggio il leader della Lega, o chiunque altro abbia le stesse velleità pacifiste, deve coordinarsi con il governo. Giorgetti quindi esorta Salvini a chiarire questa sua posizione riguardo ad un ipotetico viaggio a Mosca.

sabato 30 aprile 2022

Kherson, cadaveri russi e ragazze sfinite sotto un salice

@ - «Questi sono i loro corpi. I corpi di quei cani». Il capitano ucraino Andriy guarda verso l’orizzonte, carica la mitragliatrice, si piazza dentro la trincea. A cento metri, sei cadaveri in mezzo al prato. Non hanno nemmeno 20 anni. Andriy li gira uno per uno. Hanno gli occhi a mandorla. Addosso, le magliette a righe bianche e blu, quelle che di solito indossano i marines russi. I giubbetti antiproiettile disintegrati sono in mezzo al fango della trincea. Sulle piastre di metallo, la scritta San Pietroburgo in cirillico. «Sono buriati (originari della regione tra la Mongolia e la Siberia, ndr), quelli che violentano le donne a Kherson e nei villaggi, sono milizie che i russi usano per il lavoro sporco», dice Andriy sputando per terra.

Alcol e tabacco
Linea del fronte, tra Mala Shestiryna e Vysokopillya, oblast di Kherson. «Qui nemmeno i generali si azzardano a venire. Hanno paura di essere uccisi». Tutto intorno, villaggi deserti, solo qualche uomo a proteggere gli animali. «Sono rimaste solo 50 persone, ma ci sono anche donne e bambini», spiega Oksana, capitano delle forze ucraine, 42 anni. Anton e Artur, agricoltori, entrambi sulla sessantina, sono sfollati da un villaggio occupato. «La prima cosa che gli occupanti chiedono sono alcol e tabacco. Puzzano, sono sporchi. Non sono russi. Due di loro hanno iniziato a sparare in aria e hanno portato le ragazze in cantina. Poi sono usciti e hanno sparato ai maiali».

Maria e le altre
Poco più a nord, vicino alla diga di Zelenodol’sk, il poliziotto Sasha appoggia il kalashnikov contro l’auto. Lancia il bastone al suo pastore tedesco. L’artiglieria ucraina ruggisce. È qui dove sono arrivate Nadiesda, Tatiana, Valentina, Luda, Maria, Tatiana e Alina. «Siamo partite alle cinque del mattino da Vysokopillya e Novovoznesenskoye (villaggi nell’oblast di Kherson, ndr)». Prima in bicicletta, con due borse a testa «tutto quello che potevamo prendere. Le auto non si possono usare perché le requisiscono. Poi abbiamo passato i check point russi, dove ci hanno sequestrato i telefoni. Abbiamo proseguito a piedi per 15 chilometri, sotto i bombardamenti». Ora sono sedute all’ombra di un salice. Da sole, «perché agli uomini non è consentito lasciare la regione. I russi minacciano di reclutarli e, se escono, devono andare a combattere con gli ucraini». Le donne stanno aspettando di salire sull’autobus per Kryvyj Rih. Sono esauste. Ma trovano la forza di raccontare.

«Rubano tutto»
«Abbiamo vissuto due mesi in cantina, senza acqua, luce, gas e elettricità. Per il cibo ci aiutavamo tra vicini. I russi rubano tutto dai negozi, dalle case, poi ridistribuiscono a chi vogliono». Maria piange. Ha 70 anni almeno. «C’erano i ceceni, ma anche gli uomini con gli occhi a mandorla. Sono loro quelli che ci facevano più paura. Hanno messo la pistola in bocca al marito di una mia amica». Racconti che rimbalzano di casa in casa, di telefono in telefono. Parlano di donne «violentate sotto gli occhi di tutti. E nessuno si è preso cura di loro perché gli ospedali non funzionano più». Riferiscono di case sequestrate dagli «occupanti» e poi restituite piene di mine. Kherson su cui i russi stanno stringendo la morsa, dopo averla occupata nei primissimi giorni dell’invasione. Kherson, dove continuano le manifestazioni degli attivisti che si oppongono all’invasore. E dove i militari di Mosca dicono di voler introdurre il rublo a partire da domani, come annunciato ieri dal vicepresidente dell’amministrazione militare e civile della regione, Kirill Stremousov, appena nominato dalle forze del Cremlino. «La divisa circolerà insieme alla grivnia». Poi la moneta ucraina diventerà «carta straccia».

Telefoni e moneta
«Hanno già messo una loro rete telefonica e mandato in onda il loro canale tv», spiega un uomo dell’intelligence ucraina. Da giorni, i russi minacciano di tenere un referendum per annettere la città alla Crimea. «Ma gli uomini che sono rimasti difenderanno le loro case fino alla fine». A Kryvyj Rih, 50 chilometri più a nord sulla H-11, il governatore militare Oleksandr Vilkul e il vicesindaco Sergey Miliutin, amico del presidente Zelensky, hanno le facce provate. «Avevamo organizzato un corridoio umanitario da Kherson, era arrivata luce verde anche dal lato russo. Sa cosa hanno fatto? Prima hanno catturato il capo del convoglio, poi hanno usato gli autobus con dentro i civili come scudi umani per attaccarci», racconta Vilkul mentre la gamba sotto il tavolo non smette di muoversi. «Abbiamo già accolto 50.000 persone. E continueremo a farlo». Sotto il salice, Nadiesda, Tatiana, Valentina, Luda, Maria, Tatiana e Alina si guardano. «Noi non siamo nazisti. Perché ci stanno facendo questo?», chiedono. Verso la linea del fronte Sasha scruta il cielo. Il pastore tedesco continua a correre tra la strada e la diga. Un altro rombo. «Questo colpo è in arrivo, meglio spostarsi».

Fumo nero
Pochi chilometri più avanti, delle biciclette abbandonate, un’auto bruciata, una sedia a rotelle e qualche calesse. «Sono i mezzi di fortuna che gli sfollati hanno usato per scappare». Di scatto Sasha si gira. Un altro boato e una colonna di fumo nero, dietro la collina. «È così da settimane, ormai, questa guerra non finirà mai».

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venerdì 29 aprile 2022

Stati Uniti: “È inappropriato invitare Vladimir Putin al G20”

@ - Stando al portavoce del Pentagono, John Kirby, è inappropriato che Vladimir Putin prenda parte al G20 di quest’anno.Le parole di Kirby



Vladimir Putin è ormai il nemico pubblico numero uno. Non è una notizia nuova, chiaramente, ma ciò che stupisce è il fatto che il leader del Cremlino potrebbe non prendere parte al G20, in seguito alle sue azioni, definite “crimini di guerra” contro l’Ucraina. Queste le parole in merito alla situazione del portavoce della Casa Bianca, John Kirby.

Le parole di Kirby
Il presidente della Russia, Vladimir Putin, “non dovrebbe assolutamenteprendere parte al vertice del G20 che si terrà quest’anno in Indonesia. Queste le parole del portavoce del Pentagono, John Kirby, in una intervista tenutasi con la Cnn. “Vladimir Putin ha isolato la Russia per mano delle sue stesse azioni, e dovrebbe continuare a essere isolato dalla comunità internazionale”, ha aggiunto Kirby.

È “inappropriato” per la comunità internazionalecontinuare a trattare la Russia come se le cose fossero normali, perché non lo sono. Putin si è isolato e dovrebbe continuare a subire le conseguenze delle sue azioni in Ucraina”, ha asserito il portavoce. L’Indonesia, oggi, ha invitato il presidente della Russia, Vladimir Putin, nonché il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al vertice di novembre a Bali.

La risposta di Peskov
La Russia si sta preparando al summit del G20 che si terrà quest’anno in Indonesia, ma non si è ancora deciso qualora il presidente Vladimir Putin prenderà parte in presenza oppure in forma virtuale. Queste le dichiarazioni di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino. L’Indonesia presiede, al momento, il gruppo delle 20 potenze mondiali. Ha invitato sia il leader russo sia il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al vertice che si terrà questo novembre, nonostante le attuali pressioni da parte dell’Occidente volte a escludere il presidente della Russia.

martedì 26 aprile 2022

Mosca fa tremare il mondo: “Terza guerra mondiale e nucleare pericolo reale”

@ - Diversi funzionari della città ucraina di Mariupol assediata affermano che una nuova fossa comune è stata identificata a nord della città. Mariupol è stata letteralmente decimata da combattimenti durissimi, ed è considerata una città fondamentale per Mosca, perché priverebbe Kiev di un porto vitale e consentirebbe a Putin di stabilire un corridoio terrestre verso la penisola di Crimea, che ha sottratto all’Ucraina nel 2014.

L’invasione russa dura ormai da due mesi: è il più grande attacco a uno stato europeo dal 1945, che ha provocato migliaia di morti e feriti, ridotto in macerie paesi e città e costretto più di 5 milioni di persone a fuggire all’estero (qui cosa sappiamo riguardo alla possibilità che Putin venga perseguito per crimini contro l’umanità). Mosca continua a definire le sue azioni un'”operazione militare speciale” per disarmare l’Ucraina e proteggerla dai nazisti. Ma l’evidenza parla.

Kiev e l’Occidente sanno che questo è un falso pretesto per una guerra di aggressione non provocata contro un Paese sovrano da parte del presidente russo Vladimir Putin. Il quale da subito, da inizio guerra, ha anche messo in allerta le sue forze di deterrenza nucleare, citando presunte “dichiarazioni aggressive” dall’Occidente.

Rischio Terza guerra mondiale nucleare?
Ora, a due mesi dall’invasione di Mosca, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha avvertito che il conflitto rischia seriamente di degenerare in una Terza guerra mondiale. Secondo il braccio destro di Vladimir Putin, la NATO è “in sostanza” impegnata in una guerra per procura con Mosca visto che fornisce armi a Kiev. E il rischio di un conflitto nucleare, adesso, non può essere più escluso.
In una lunga intervista trasmessa alla televisione di stato il 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo per noi, come sappiamo, Lavrov ha affermato che il rischio di un conflitto nucleare non deve essere più sottovalutato e che il punto nodale di qualsiasi accordo per porre fine alla guerra dipenderà in gran parte dalla situazione militare sul terreno.

A Lavrov è stato chiesto dell’importanza di evitare la Terza guerra mondiale e se la situazione attuale fosse paragonabile alla crisi dei missili cubani del 1962, uno dei punti più critici nelle relazioni USA-URSS. La Russia, ha detto Lavrov, sta facendo molto per prevenire la guerra nucleare a tutti i costi.Questa è la nostra posizione centrale, su cui basiamo tutto. Ma i rischi ora sono considerevoli”. E ancora:Non vorrei alzare artificialmente quei rischi. Molti lo vorrebbero. Il pericolo è serio, reale. E non dobbiamo sottovalutarlo”.

Difendendo le azioni di Mosca, ha anche accusato Washington per la mancanza di dialogo. “Gli Stati Uniti hanno praticamente cessato tutti i contatti semplicemente perché eravamo obbligati a difendere i russi in Ucraina”, continuando a ribadire che le forniture occidentali di armi sofisticate, inclusi missili anticarro Javelin, veicoli corazzati e droni, sono misure provocatorie messe in campo per prolungare il conflitto e non chiuderlo.

Lavrov ha affermato che le autorità di Kiev non stanno negoziando in buona fede e che il presidente ucraino Zelenskyy, “un ex attore”, è come il premier britannico Boris Johnson nel recitare di fronte al pubblico piuttosto che affrontare davvero i negoziati.

Tuttavia, ha detto, Mosca continuerà a tentare la strada del dialogo.Come in ogni situazione in cui vengono utilizzate le forze armate, ovviamente, tutto finirà con un trattato, ma i parametri di questo trattato saranno determinati dalla fase delle azioni militari in cui questo trattato diventerà realtà“.

L’Occidente invierà più armi all’Ucraina
L’intervista è andata in onda poche ore dopo che il Segretario di Stato americano Antony Blinken e il Segretario alla Difesa Lloyd Austin avevano visitato Kiev, annunciando un rafforzamento dell’assistenza militare all’Ucraina. Pochi giorni fa, anche il premier Draghi ha annunciato l’invio di nuove armi a Kiev (qui quante e quali).

Austin ha detto che gli Stati Uniti vogliono vedere la Russia “indebolita” e si sono impegnati ad armare l’Ucraina per aiutarla a vincere contro Mosca. Gli Usa questa settimana ospiteranno anche un summit di oltre 40 Paesi per colloqui sulla difesa relativi all’Ucraina, che si concentreranno proprio su più forniture di armi. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha reagito dicendo che gli avvertimenti di Lavrov relativi a un conflitto nucleare significavano solo che Mosca percepisce la sconfittae ha esortato l’Occidente a continuare a sostenere Kiev.
La Russia perde l’ultima speranza di spaventare il mondo per il suo sostegno all’Ucraina. Di qui il discorso sul ‘reale’ pericolo di una Terza Guerra Mondiale. Questo significa solo che Mosca avverte la sconfitta in Ucraina. Pertanto, il mondo deve raddoppiare il sostegno all’Ucraina in modo da farci prevalere e salvaguardare la sicurezza europea e globaleha scritto su Twitter.

Addio Kiev, Putin punta sul Donbass
Le parole di Lavrov sono comunque arrivate dopo che si è diffusa la notizia che Putin avrebbe escluso ogni possibilità di firmare un accordo con l’Ucraina in seguito all’affondamento della Moskva, l’ammiraglia della flotta del Mar Nero. Putin sembrerebbe ora deciso a conquistare quanto più territorio ucraino possibile. “Ha bisogno di trovare un modo per uscirne un vincitore, ma dopo la Moskva non sembra un vincitore, perché è stato umiliante” avrebbe detto fonti citate dal Financial Times (avevamo parlato qui dell’affondamento della Moskva e di come la guerra sarebbe cambiata).

L’affondamento della Moskva segue la decisione della Russia di ritirarsi dal nord dell’Ucraina e abbandonare i piani per impadronirsi di Kiev, obiettivo dichiarato quando ha lanciato l’invasione il 24 febbraio. Mosca ora afferma che il suo obiettivo è conquistare il Donbass, la regione industriale per lo più di lingua russa nell’Ucraina orientale. Sebbene entrambe le parti affermino che la campagna a est è in corso, la Russia deve ancora organizzare un’offensiva di terra a tutto campo e non ha ottenuto progressi significativi.

Il ritorno del nucleare
Da notare anche l’aspetto economico dell’invasione russa dell’Ucraina: da due mesi a questa parte molti titoli collegati alla difesa sono saliti alle stelle. Le compagnie di difesa si assicurano miliardi di dollari ogni anno da contratti governativi per la manutenzione e la costruzione di armi nucleari.
Molte di queste società, come Northrop Grumman, General Dynamics, Lockheed Martin e Raytheon, sono quotate in Borsa, il che significa che hanno milioni di azionisti e investitori. Il Congressional Budget Office prevede che il governo degli Stati Uniti potrebbe spendere 634 miliardi di dollari tra il 2021 e il 2030 per le forze nucleari, con un aumento di 140 miliardi di dollari rispetto alla precedente stima di 494 miliardi di dollari tra il 2019 e il 2028.
Tutto ciò arriva in un momento di grande ridefinizione della geopolitica mondiale, dove il nucleare torna a essere elemento di deterrenza, o, anzi, più realisticamente, di minaccia.

La Corea del Nord ha appena annunciato cherafforzerà e svilupperàpiù velocemente le sue armi nucleari. A dirlo è stato il leader Kim Jong-Un durante la parata militare di alto profilo a Pyongyang, per celebrare i 90 anni della fondazione dell’Esercito rivoluzionario del popolo coreano (Kpra).
Continueremo – ha detto Kim all’agenzia ufficiale Kcna – a prendere provvedimenti per rafforzare e sviluppare le capacità nucleari della nostra nazione a un ritmo più veloce. Se qualche forza tenta di usurpare gli interessi fondamentali del nostro Paese, la nostra forza nucleare non avrà altra scelta che svolgere la sua seconda missione di natura preventiva”, ha dichiarato, riferendosi a un attacco contro possibili minacce concrete.

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