domenica 14 luglio 2024

Papa Gregorio Magno: LA PACE ORA

Papa Gregorio Magno: LA PACE ORA:   La pace non può regnare tra gli uomini se prima non regna nel cuore di ciascuno di loro. L’amore sia il valore più importante per la tua v...

Come sta Donald Trump, le condizioni dopo gli spari durante il comizio: sangue all’orecchio e corsa in ospedale

@ - Il candidato repubblicano Donald Trump ha subito un agguato durante un comizio elettorale a Butler, in Pennsylvania. Era da poco passata la mezzanotte in Italia del 14 luglio quando sono iniziati a susseguirsi i primi lanci di agenzia. “Spari contro Trump, tycoon alza pugno prima di andarsene”.


© Fornito da Il Riformista

Il gesto alla folla: pugno alzato
Così come emerge nei primi video pubblicati sui social, Trump indossa un cappellino rosso e, mentre sta parlando alla folla, si tocca l’orecchio destro e poi si piega sulle gambe. Tra le urla dei presenti, viene soccorso dagli agenti della sua sicurezza e portato immediatamente via. Prima di lasciare la scena, il tycoon 78enne ha alzato il pugno per far capire a presenti che le sue condizioni non erano gravi.

I colpi e la fuga: “Giù, giù”
Almeno tre i colpi uditi in rapida successione con Trump che si porta una mano all’orecchio mentre la folla urla e si dimena. Provvidenziale l’intervento degli agenti dei Servizi che urlano a Trump “giù giù” poi lo scortano via a bordo di un suv. La zona è stata evacuata. Poi poco dopo una nota di un portavoce dell’ex presidente americano fa sapere che Trump “ringrazia le forze dell’ordine e i primi soccorritori per la loro rapida azione durante questo atto atroce. Sta bene ed è in fase di controllo presso una struttura medica locale”.

Attentatore in una pozza di sangue
Accertamenti in corso da parte della polizia con il responsabile che è stato già intercettato. Su X circolano video che mostrano l’uomo bloccato dalle forze dell’ordine: è a terra ricoperto di sangue: non è chiaro se ferito o ucciso.

Quello a Butler, in Pennsylvania, è l’ultima manifestazione elettorale cui partecipava Trump prima dell’inizio della Convention nazionale repubblicana a Milwaukee, la prossima settimana

venerdì 12 luglio 2024

Fonti Ue: Bruxelles valuta di sfilare a Orban il Consiglio Esteri-Difesa per rappresaglia

@ - Dopo l'incontro con Putin (nel quale il leader del Cremlino lo ha accolto come "rappresentante dell'Ue") e dopo le aspre polemiche che ne sono seguite, con 20 Paesi europei schierati contro di lui, Orban ha raddoppiato. Ed è volato a Mar-a-Lago per incontrare Donald Trump nella sua residenza privata in Florida.

orban putin© Ansa

E intanto Bruxelles cerca di capire che cosa fare per mettere un freno al presidente ungherese, dato che a quanto parla la nota consegnata al rappresentante permanente ungherese nel corso del direttorio dell'Ue non è servito a molto.

E il modo dell'Ue per farsi sentire potrebbe passare per la decisione di privare l'Ungheria dell'informale Difesa (Gymnich) previsto a fine agosto trasformandolo in un Consiglio Affari Esteri a tutti gli effetti, che quindi ha sede a Bruxelles. Per il momento si tratta solo di un'ipotesi, che però sta acquistando consensi. E una fonte europea sottolinea che "c'è la necessità di dare un segnale".

Perché la questione è chiara: è lecito che Orban si comporti come si sta comportando proprio quando detiene il semestre di presidenza dell'Ue? Mercoledì il servizio giuridico del Consiglio ha presentato un'argomentazione "chiara e forte" sul fatto che tutti gli Stati membri sono "vincolati dal principio della cooperazione sincera" e che la presidenza di turno ha solo "un ruolo limitato nella rappresentanza esterna dell'Ue". E secondo il Financial Times, gli esperti del Consiglio si sarebbero spinti a definire la condotta di Orban come "una violazione" dei trattati (anche se questa sembra essere più che altro l'interpretazione di alcuni Stati membri).

Tajani: "Non decidiamo noi cosa può fare il premier ungherese" Il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da parte sua getta acqua sul fuoco. "Viktor Orban è il premier dell'Ungheria e fa ciò che ritiene più opportuno, non è che decidiamo noi quello che deve fare", commenta. Sottolineando però che "certo non va da Trump in rappresentanza dell'Unione Europea. E io continuo a dire che noi non dobbiamo interferire nella campagna elettorale americana".

Gli animi, però, in Europa si stanno scaldando. "Non ho mai assistito a una tale animosità", ha assicurato un alto diplomatico di lungo corso riferendosi all'atmosfera che si respirava al Coreper quando l'Ungheria è stata messa alla sbarra. A margine del vertice della Nato gruppi informali di leader europei avrebbero discusso altre idee, tra cui quella di una lettera congiunta a Orban in cui si esprimerebbe chiaramente la loro indignazione e si chiederebbe a di cessare le "escursioni non autorizzate" in politica estera.

Intanto l'ipotesi di accorciare la presidenza magiara per darla alla Polonia - caldeggiata ancora oggi da Renew - viene invece definita ormai "irrealizzabile", anche perché la Corte di Giustizia dell'Ue probabilmente darebbe parere contrario. Il Gymnich invece avviene per tradizione nel Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue ma l'egida resta nelle mani dell'alto rappresentante (ovvero Josep Borrell), che dunque può decidere l'agenda. E si sta pensando anche di invitare il ministro ucraino Dmytro Kuleba.

Gli attriti con la Nato Orban ha peraltro usato il summit della Nato per riaffermare la sua narrazione, e cioè che "l'Alleanza Atlantica fu creata 75 anni fa come progetto di pace: a nome dell'Ungheria sosterrò che dovremmo preservare la Nato così come è stata concepita, un'alleanza di difesa". E ha ribadito che Budapest non parteciperà a nessuna iniziativa a favore dell'Ucraina.

Alla vigilia del vertice, dopo le sue visite a Mosca e Pechino, il premier magiaro aveva poi elogiato Trump - in un'intervista rilasciata alla Bild - evidenziando come ci siano "altissime probabilità" che Biden non venga rieletto. "Credo - ha dichiarato senza mezzi termini - che sarà un bene per la politica mondiale. Trump è un uomo di pace. Durante il suo mandato di quattro anni non ha iniziato una sola guerra e ha fatto molto per creare la pace in vecchi conflitti in aree del mondo molto complicate", ha aggiunto. Una presa di posizione che, in questo momento, sa di provocazione nei confronti di diversi leader Ue.

L'Ue sta pensando di sfilare all'Ungheria il Consiglio informale Esteri-Difesa previsto a fine agosto a Budapest come rappresaglia contro le missioni all'estero del premier magiaro. Lo riferiscono alcune fonti diplomatiche ed europee. Per ora si tratta solo di un'ipotesi, ma diversi Stati membri sarebbero stati già sondati e si riscontrerebbe un sostanziale consenso. L'idea è quella di trasformare l'informale in un Consiglio formale, che per prassi si tiene a Bruxelles. Inoltre verrebbe invitato anche il ministro ucraino Dmytro Kuleba.

martedì 9 luglio 2024

Onu: 'L'ospedale pediatrico di Kiev centrato da un missile russo. Un crimine di guerra'

@ - Il procuratore generale della città: 'Uccisi 559 bambini ucraini dall'inizio della guerra'

I soccorsi © ANSA/AFP

ospedale pediatrico di Kiev ha subito con un'"alta probabilità un colpo diretto" da un missile russo: lo ha detto la rappresentante dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani in Ucraina, Danielle Bell.

Belle, che ha sottolineato la necessità di un'indagine più approfondita basata su filmati, ha affermato che l'ospedale è stato colpito da un missile da crociera KH101 "lanciato dalla Federazione Russa".

Almeno 559 bambini sono stati uccisi in Ucraina e altri 1.449 sono rimasti feriti dall'inizio dell'invasione del Paese da parte delle forze russe, secondo reso noto su Facebook l'ufficio del Procuratore generale, come riporta Ukrinform. Il nuovo bilancio include quattro bambini morti ieri a Kiev a causa del massiccio attacco missilistico russo, che ha colpito anche un ospedale pediatrico della capitale, aggiunge la fonte.

"Vorrei ricordare che gli ospedali godono di una protezione speciale ai sensi del diritto internazionale umanitario. Condurre attacchi intenzionali contro un ospedale protetto è un crimine di guerra e i responsabili devono essere chiamati a risponderne". Lo ha detto Joyce Msuya, sottosegretario generale ad interim dell'Onu per gli affari umanitari al Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina. Il presidente di turno dell'organo delle Nazioni Unite per questo mese è la Russia.

Il Papa ha appreso "con grave dolore le notizie circa gli attacchi contro due centri medici a Kyiv, tra cui il più grande ospedale pediatrico ucraino, nonché contro una scuola a Gaza - riferisce la Sala Stampa della Santa Sede -. Il Papa manifesta il suo profondo turbamento per l'accrescersi della violenza. Mentre esprime vicinanza alle vittime e ai feriti innocenti, auspica e prega che si possano presto identificare percorsi concreti che mettano termine ai conflitti in corso".

Il bilancio dell'attacco missilistico lanciato ieri dalle forze russe sull'Ucraina è di 41 morti, riporta la Reuters.

Per approfondire

venerdì 5 luglio 2024

Chi è Keir Starmer? La storia del nuovo primo ministro del Regno Unito

@ - La biografia e la storia politica di Keir Starmer, il leader dei Laburisti nuovo primo ministro del Regno Unito dopo il successo alle elezioni generali del 4 luglio 2024.


Chi è Keir Starmer? Una domanda di stretta attualità visto che stiamo parlando della persona che, visto il successo dei Laburisti alle elezioni Regno Unito 2024, è diventato il nuovo primo ministro.

Alle elezioni generali del 4 giugno 2024 i Laburisti - dal 2020 guidati proprio da Starmer - hanno ottenuto ben 403 seggi su un totale di 650 componenti della Camera dei Comuni. Una vittoria netta anche se inferiore nei termini a quelli che erano state le previsioni dei sondaggi.

Keir Starmer così è il nuovo primo ministro del Regno Unito, riportando i Laburisti alla guida del Paese ben quattordici anni dopo l’ultima esperienza targata Gordon Brown: tutto merito del leader, ma anche demerito dei Conservatori che negli ultimi anni hanno sbagliato tutto quello che potevano sbagliare, cambiando la bellezza di tre premier nell’arco di una legislatura.

Da tempo Starmer ha spiegato quale sarebbe la sua ricetta per risollevare le sorti del Regno Unito che a inizio anno è entrato in recessione tecnica: basta con le politiche dei tagli e dell’austerità, aumento delle tasse per i più ricchi e lotta alla disuguaglianza sociale. Sulla questione della guerra ha dichiarato che ogni operazione militare sarà possibile solo dopo il voto della Camera dei Comuni.

Vediamo allora la biografia di Keir Stramer, dando uno sguardo alla storia politica di questo avvocato di successo - ha fatto parte anche del team legale del ricorso di Silvio Berlusconi alla Corte di Giustizia Europea - che è diventato il nuovo primo ministro del Regno Unito.

La biografia di Keir Stramer
  • Nome: Keir Rodney Stramer
  • Data di nascita: 2 settembre 1962
  • Luogo: Londra (Regno Unito)
  • Famiglia: figlio di un’infermiera e di un costruttore di utensili, ha quattro fratelli
  • Vita privata: sposato, ha un figlio e una figlia
  • Istruzione: laurea in Legge
  • Lavoro: avvocato
  • Partito: Laburista
  • Ruolo: leader dei Laburisti, primo ministro dopo le elezioni generali del 2024
  • Curiosità: gioca a calcio a livello amatoriale ed è un grande tifoso dell’Arsenal
  • Keir Stramer: prossimo primo ministro del Regno Unito?
Il destino di Keir Stramer è tutto nel nome che porta: il padre fervente militante laburista lo ha chiamato così in onore di Keir Hardie, il fondatore dello storico partito di sinistra del Regno Unito.

Terminati gli studi, Stramer ha iniziato una brillante carriera di avvocato specializzandosi nei casi riguardanti i diritti umani, senza tralasciare però la passione per la politica che gli è stata tramandata dal padre.

Tra le fila dei Labour è stato eletto per la prima volta alla Camera dei Comuni nel 2015, venendo poi riconfermato sempre nel collegio londinese di Holborn and St Pancras sia alle elezioni del 2017 sia in quelle del 2019.

Proprio nel 2019 la pesante sconfitta del Partito Laburista ha portato alle dimissioni di Jeremy Corbyn, con Keir Stramer che nel 2020 ha conquistato la leadership diventando così il capo dell’opposizione d’Oltremanica.

Alle elezioni generali del 4 luglio 2024, Stramer è stato il candidato dei Laburisti che hanno ottenuto una netta vittoria proiettandolo a Downing Street: dopo quattordici anni, è stato lui a riportare la sinistra alla guida del Regno Unito.

Modifica dei trattati: il futuro dell'UE secondo il Parlamento europeo

  • Le modifiche puntano a dare più voce ai cittadini e creare un'UE più efficace
  • Il processo legislativo dev'essere rivisto per rimanere al passo con le sfide moderne
  • Le proposte riguardano tutti i settori politici e mirano ad ampliare la cooperazione a livello dell'UE
  • Il Parlamento si aspetta che il Consiglio europeo convochi a dicembre una Convenzione per la revisione dei trattati

Dopo la Conferenza sul futuro dell'Europa e in un contesto di crisi e sfide senza precedenti, i deputati presentano le loro proposte per cambiare l'UE.

La relazione, preparata da cinque correlatori che rappresentano un'ampia maggioranza in Parlamento, è stata approvata con 305 voti favorevoli, 276 contrari e 29 astensioni. La risoluzione che l'accompagna è stata approvata con 291 voti favorevoli, 274 contrari e 44 astensioni. Le citazioni dei cinque correlatori sono consultabili qui.

Il Parlamento chiede riforme che rafforzino la capacità dell'UE di agire e diano più voce ai cittadini. Tra le proposte presentate figurano:un sistema più bicamerale per evitare situazioni di stallo, attraverso un maggiore ricorso al voto a maggioranza qualificata e alla procedura legislativa ordinaria;

il riconoscimento al Parlamento di un pieno diritto di iniziativa legislativa e del ruolo di colegislatore per il bilancio a lungo termine;
una revisione delle norme sulla composizione della Commissione (rinominata "esecutivo europeo"). Tra queste, anche modifiche che riguardano la figura di Presidente della Commissione, che riceverà la nomina del Parlamento e l'approvazione del Consiglio (contrariamente a quanto avviene oggi) e potrà scegliere i propri Commissari in base alle preferenze politiche, tenendo conto dell'equilibrio geografico e demografico, e la possibilità di presentare una mozione di censura sui singoli Commissari;

la pubblicazione delle posizioni degli Stati membri dell'UE su questioni legislative, per garantire una maggiore trasparenza in seno al Consiglio;

la creazione di meccanismi di partecipazione adeguati e il rafforzamento del ruolo dei partiti politici europei, per dare più voce ai cittadini.

Una maggiore cooperazione a livello dell'UE
I deputati chiedono maggiori compenze dell’UE in materia di ambiente. Inoltre, propongono rendere le competenze nei seguenti settori (attualmente di competenza esclusiva degli Stati membri) di competenza condivisa: salute pubblica (in particolare le minacce per la salute a carattere transfrontaliero, compresa la salute sessuale, riproduttiva e i relativi diritti), protezione civile, industria e istruzione.

Infine, auspicano una maggiore collaborazione tra UE e Stati membri anche in quegli ambiti in cui le competenze sono già condivise (come energia, affari esteri, sicurezza esterna e difesa, politica delle frontiere esterne e infrastrutture transfrontaliere).

Per saperne di più su queste e altre proposte, consultare il comunicato stampa pubblicato dopo il voto in commissione parlamentare.

Con l'approvazione di questa relazione, il Parlamento dà seguito alle proposte della Conferenza sul futuro dell'Europa, rispondendo alle aspettative dei cittadini per un'UE più efficace e democratica.

Prossime tappe
Ora che i deputati hanno ribadito il loro appello a modificare i trattati dell'UE e chiesto al Consiglio di "presentare immediatamente e senza alcuna deliberazione al Consiglio europeo le proposte", spetta ai capi di Stato e di governo convocare una convenzione per prendere una decisione a maggioranza semplice.

La presidenza spagnola del Consiglio dovrebbe presentare le proposte al Consiglio europeo di dicembre. Per saperne di più su come si modificano i trattati dell'UE, consultare questo link.

giovedì 4 luglio 2024

Aramco ha scoperto 7 nuovi giacimenti di petrolio e gas naturale in questo Paese

@ - Nuovi giacimenti di gas naturale e di petrolio sono stati appena scoperti dal colosso saudita Aramco: quanto valgono i ritrovamenti e in quale Paese si trovano?


Il colosso saudita Aramco ha annunciato un’importante scoperta: 7 giacimenti di gas naturale e petrolio con una capacità di produzione totale di oltre 28 milioni di piedi cubi di gas al giorno e più di 11.000 barili di petrolio greggio sono stati appena scovati.

Il fortunato Paese protagonista di questi rilevanti ritrovamenti - preziosi per aumentare i profitti dalle vendite energetiche - è proprio l’Arabia Saudita.

Il ministro saudita dell’Energia, Abdulaziz bin Salman, ha annunciato con entusiasmo la novità: “la compagnia petrolifera dell’Arabia Saudita è stata in grado di scoprire due giacimenti petroliferi non convenzionali, un pozzo di petrolio leggero arabo, due giacimenti di gas naturale e due fonti di gas naturale dallo stesso pozzo”.

La notizia di queste scoperte è arrivata un giorno dopo che la compagnia petrolifera statale Aramco ha firmato contratti per un valore di oltre 25 miliardi di dollari per l’espansione della sua principale rete di gas e per lo sviluppo della seconda fase del giacimento di gas di Al Jafurah.

La scoperta di Aramco in Arabia Saudita: dove sono e quanto valgono i pozzi?
Il ministro saudita dell’Energia ha spiegato che nella regione orientale del Paese sono stati scoperti due giacimenti petroliferi non convenzionali. Il primo nel pozzo Ladam-2 con una capacità di 5.100 barili al giorno e 4,9 milioni di milioni cubi al giorno di gas, e il secondo nel pozzo Al Faruk-4, che ha generato 4.557 barili di petrolio e 3,79 milioni cubi al giorno di gas.

Un’altra scoperta è avvenuta nel pozzo Mazaliy-62, con una produzione di 1.780 barili al giorno di petrolio leggero e 0,7 milioni di milioni cubi al giorno di gas.

L’agenzia di stampa saudita che ha riportato la notizia ha osservato che nella zona di Rub al Jali, nel sud del Paese e in uno dei più grandi deserti di sabbia del mondo, sono state scoperte due nuove fonti di gas naturale nello stesso pozzo Al Yahaq-1; uno produce 5,3 milioni di milioni cubi di gas al giorno e l’altro 1,1 milioni cubi.

Inoltre, è stato scoperto un nuovo punto di estrazione di gas dal pozzo Al Katuf-1, con una capacità di produzione di 7,6 milioni di milioni cubi al giorno di gas e un altro da 4,9 milioni di cubi al giorno di gas nel pozzo Asikra-6, entrambi situati sempre a Rub al Jali.

Il Regno saudita cerca da anni di diversificare la propria economia, fortemente dipendente dal petrolio, attraverso la ricerca di nuovi modi per generare energia, principalmente con gas e idrogeno. Le ultime scoperte si inseriscono quindi in questo piano e rafforzano la prospettiva di un’Arabia Saudita sempre più protagonista nel settore energetico.

martedì 2 luglio 2024

Spesa bloccata per i fondi europei 2021-27: solo lo 0,9% su 74 miliardi

@ - Calma piatta. Che la spesa dei fondi strutturali europei da parte delle regioni e dei ministeri italiani proceda con difficoltà è un dato storico. Ma nella programmazione 2021-2027 sta assumendo dimensioni preoccupanti, al limite del grottesco.

Spesa bloccata per i fondi europei 2021-27: solo lo 0,9% su 74 miliardi
© Fornito da Il Sole 24 Ore

A fine aprile, su 74 miliardi di euro disponibili la spesa effettiva era ferma ad appena 621 milioni, lo 0,9% del totale. Questo si ricava dall’ultima trasmissione trimestrale a Bruxelles dei dati delle autorità di gestione dei programmi. Nessun segnale di accelerazione rispetto ai dati di fine dicembre indicati nella nota di aggiornamento al Def, quando la spesa era pari a 535 milioni (0,7%). Senza una svolta davvero radicale, sarà impossibile utilizzare in tempo tutte queste risorse che provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo +, più il cofinanziamento nazionale. Se così fosse, scatterebbe il disimpegno automatico e i soldi andrebbero ad altri Stati membri.

Spacchettati in una cinquantina di programmi gestiti da regioni e ministeri, i fondi devono essere impegnati entro il 2027 e spesi entro il 2029, ma a questi ritmi non basterebbero un paio di decenni. Se proprio si vuole cercare un segnale di vita, si può guardare all’aumento degli impegni di spesa, passati in quattro mesi da 4,2 a 6,8 miliardi, ma siamo ancora a meno del 10% delle somme disponibili.

Del tutto giustificato, dunque, il pressante richiamo della Commissione europea, contenuto nelle raccomandazioni all’Italia approvate il 19 giugno, ad «accelerare l’attuazione dei programmi della politica di coesione», un obiettivo considerato «cruciale, insieme al rafforzamento della capacità amministrativa a livello nazionale ma soprattutto negli enti locali». La Commissione ha chiesto quindi all’Italia di approfittare della revisione di medio termine per rivedere ogni programma entro marzo prossimo, tenendo conto delle «sfide» individuate nelle raccomandazioni Ue, in particolare delle disparità che persistono tra Centro-Nord e Mezzogiorno. «Oltre al rafforzamento della capacità amministrativa - scrive la Commissione - è particolarmente importante la rapida attuazione degli investimenti in ricerca, innovazione e competitività, in particolare nelle regioni meno sviluppate, in parallelo con i piani di sviluppo infrastrutturali e le strategie regionali di specializzazione intelligente». Inoltre, l’Italia «dovrebbe continuare a migliorare la qualità dei servizi pubblici essenziali nelle regioni del Sud, in particolare i servizi idrici e di trattamento dei rifiuti». Tra gli altri suggerimenti della Commissione, nel lungo paragrafo dedicato alla coesione, anche la formazione e la riqualificazione dei lavoratori, la riduzione dei giovani che non lavorano e non studiano (NEET) e il supporto alle donne in cerca di occupazione.

La spesa dei fondi europei rispecchia le difficoltà generali del sistema-paese nel realizzare gli investimenti pubblici. Ne sono una testimonianza i piani di rafforzamento amministrativo chiesti da Bruxelles alle regioni italiane più di dieci anni fa, nel tentativo di migliorare le capacità delle pubbliche amministrazioni, dalla fase progettuale a quella realizzativa e di rendicontazione. Inoltre, l’alto livello di contenzioso, accompagnato dai tempi lunghi della giustizia civile, non ha aiutato: troppo spesso all’aggiudicazione di un bando, l’impresa arrivata seconda fa ricorso. A queste cause “storiche” e al ritardo iniziale della programmazione 2021-2027 a causa del Covid , se ne sono aggiunte di nuove. Il Pnrr ha prodotto un forte “effetto spiazzamento”: si tratta di risorse ingenti (per due terzi a debito) che finanziano più o meno le stesse cose dei fondi strutturali, ma con un meccanismo di erogazione più semplice e veloce, basato sugli obiettivi raggiunti e non sulla rendicontazione specifica delle spese. I fondi del Pnrr, inoltre, devono essere spesi entro il 2026 mentre per gli altri ci sono due anni in più. Da qui l’attenzione politica e mediatica altissima sul Pnrr e il dimenticatoio per tutto il resto, compreso il Piano complementare.

Ma ci sono anche altre ragioni che stanno contribuendo allo stallo. Volendo mettere ordine alle politiche di investimento pubbliche, il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, è intervenuto in modo profondo sulla governance della coesione, in una logica di complementarietà ma anche di accentramento. A febbraio 2023, con il decreto di modifica del Pnrr, ha delineato una riforma della coesione stabilendo la chiusura dell’Agenzia per la coesione, cosa che è poi avvenuta a dicembre. Risorse e competenze sono state trasferite al Dipartimento della presidenza del Consiglio per la coesione (Dpcoe) articolato in cinque uffici generali, di cui uno risulta ancora senza responsabile e un altro affidato solo da un paio di mesi. La riforma di Fitto (approvata per decreto ai primi di maggio di quest’anno e ancora in discussione in Parlamento per la conversione) ha imposto alle regioni gli Accordi per la coesione (mancano ancora quelli di Campania, Puglia e Sardegna) per vincolarle ad una lista condivisa di progetti e sbloccare le risorse del fondo nazionale Sviluppo e coesione. Il primo (Liguria) è stato firmato a settembre 2023; solo a fine aprile 2024 il Cipess ha approvato i 17 già firmati ma manca ancora la registrazione della Corte dei conti. Morale: le regioni non hanno ancora visto un euro, risorse in molti casi necessarie per il cofinanziamento dei fondi strutturali europei. Tra il ministro e i governatori non sono mancate le tensioni che nel caso della Campania sono arrivate al Consiglio di Stato. Inoltre, fino a poche settimane fa mancavano ancora le autorità di gestione di qualche programma nazionale.

Il tempo stringe ma gli effetti positivi attesi dalle riforme di Fitto ancora non si vedono.

domenica 30 giugno 2024

Sviluppo industriale della Tanzania, cooperazione con India ed Egitto

@ - Insieme ad altri Paesi africani la Tanzania mostra degli aspetti fortemente contraddittori. Il Lesotho, per esempio, possiede enormi miniere di diamanti e al tempo stesso ha un alto tasso di suicidi e un PIL bassissimo. 

La Tanzania a sua volta è nella classifica dei maggiori produttori mondiali di oro, ma quasi metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Oggi l’economia tanzaniana sembra essere riuscita a darsi una spinta verso l’alto grazie all’aumento della produzione di tessuti, macchinari, cemento e altri articoli. Non solo, ma sta lavorando per entrare nel club africano degli esportatori di gas naturale liquefatto (GNL).

Non solo esportazione
A dare impulso all’economia tanzaniana non è soltanto l’export dei prodotti nazionali, ma anche la sua stessa posizione geografica. Gode delle attenzioni delle multinazionali della logistica che la vedono come porta ideale verso l’Africa orientale e centrale. Infatti, sbarcando nei porti della Tanzania le merci possono arrivare con relativa facilità ai Paesi della regione che non hanno sbocco sul mare: Malawi, Zambia, Burundi, Rwanda e Uganda, oltre alla Repubblica Democratica del Congo che sull’altro lato della mappa si affaccia per un brevissimo tratto sull’Oceano Atlantico.

Adani Group, il maggiore operatore portuale e di logistica indiano, ha vinto l’appalto per la gestione trentennale del terminal per i container CT2 (Container Terminal 2). Si tratta di un sito con quattro attracchi, collegato con la rete ferroviaria e le stradi principali, che si trova presso il porto di Dar es Salaam. L’ex capitale è la città più popolosa della Tanzania con 5 milioni di abitanti, nonché il polo economico e commerciale del Paese. Per questo motivo Adani sta investendo 39,5 milioni di dollari per acquisire l’intero progetto portuale, con l’intenzione di aumentare la cooperazione economica e i volumi di scambiotra India e Africa Orientale.

Acqua per tutti
Al Cairo l’ambasciatore tanzaniano Richard Mutayuba ha incontrato il ministro egiziano delle Risorse idriche e dell’Irrigazione Hani Sweilem per discutere della cooperazione bilaterale in vari settori. In particolare, hanno rivisto i progetti contenuti nel memorandum di intesa che riguardano l’acqua. Come sottolineato dal politico egiziano, ciò che unisce i due Paesi è il fiume Nilo, le cui sorgenti sono nel lago Vittoria, il quale nella sua parte meridionale sta proprio in Tanzania. Ora è in programma lo scavo di sessanta pozzi in zone più remote del Paese al fine di portare acqua potabile ai residenti. Inoltre. Con l’aiuto egiziano si vorrebbero costruire due dighe per raccogliere l’acqua piovana. Il ministro ha evidenziato l’importanza per la Tanzania dei corsi di formazione promossi dal Cairo presso l’African

Center for Water and Climate Adaptation. Un hub industriale all’avanguardia
La compagnia egiziana Rosetta Energy Solutions ha firmato insieme alla Elsewedy Industrial Development un memorandum di intesa per la fornitura di gas naturale a un importante hub industriale della Tanzania. Si tratta dello EIC (Elsewedy Industrial City), un sito all’avanguardia per tutto il Continente Nero e non solo. È composto di impianti di settori diversi, fra cui il farmaceutico, l’agroalimentare e il tessile ed è accessibile dall’arteria stradale Morogoro. Si trova a 15 chilometri dal Kwala Dry Port e a 77 dall’aeroporto internazionale Julius Nyerere. Rosetta Energy porterà il gas naturale dal suo impianto di liquefazione di Dar es Salam allo EIC, per essere poi rigassificato e utilizzato per dare energia alle fabbriche e alle infrastrutture. In questo modo Elsewedy Industrial Development punta ad attrarre investimenti in questo hub per oltre 400 milioni di dollari, creando 50mila posti di lavoro e spingendo la crescita industriale e manifatturiera della Tanzania.

Commercio e investimenti in Tanzania
La Tanzania è dotata di molte risorse naturali e opportunità di investimento. Il governo della Repubblica Unita di Tanzania ha semplificato le normative sugli investimenti al fine di attirare investitori da tutto il mondo. Gli investimenti in Tanzania sono supervisionati dal Tanzania Investments Centre (TIC), un'agenzia governativa primaria one-stop responsabile di tutte le questioni relative agli investimenti.

Il TIC è incaricato delle seguenti funzioni:

Promuovere attività di investimento in Tanzania;
affrontare i vincoli amministrativi che gli investitori locali e stranieri devono affrontare;
Assistenza nella creazione e registrazione dei processi aziendali;
Facilitare gli investitori nell'ottenimento delle licenze, dei permessi di lavoro, dei visti, delle approvazioni, delle strutture o dei servizi necessari;
Assistere gli investitori nella messa in sicurezza dei siti di investimento e nella creazione di progetti di zone di trasformazione per l'esportazione (EPZ), in particolare nei settori agricolo, minerario, delle infrastrutture, della pesca e del turismo;
Concessione di certificati di incentivazione, garanzie di investimento e registrazione di accordi tecnologici per tutti gli investimenti superiori a 300.000 USD e 100.000 USD rispettivamente per investimenti esteri e locali;
Fornire e diffondere informazioni aggiornate sulle opportunità di investimento, i vantaggi e gli incentivi esistenti a disposizione degli investitori: e facilitare gli investitori ad avere rapporti di lavoro senza intoppi con enti del settore pubblico e privato come le Camere di Commercio, Industria e Agricoltura della Tanzania (TCCIA), la Confederazione delle Industrie della Tanzania (CTI), il Consiglio Nazionale delle Imprese della Tanzania (TNBC), la Fondazione del Settore Privato della Tanzania (TPSF)

GLI INCENTIVI DISPONIBILI PER I TITOLARI DI CERTIFICATI DI INCENTIVAZIONE TIC SONO:
Il riconoscimento della proprietà privata e la protezione contro eventuali rischi non commerciali, la Tanzania è membro attivo della MIGA (Multilateral Investment Guarantees Agency). Allo stesso modo, la Tanzania è anche membro del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie sugli investimenti (ICSID), quindi gli investitori hanno diritti illimitati all'arbitrato internazionale in caso di controversia con il governo.
Riduzione dei dazi all'importazione sulle voci di capitale del progetto (5% di dazio all'importazione per gli investimenti nei settori prioritari e ZERO% per gli investimenti nei settori guida).
Detrazioni e detrazioni favorevoli agli investimenti, vale a dire deduzioni in conto capitale (100%) su fabbricati, impianti e macchinari industriali e sulle spese agricole.
Differimento del pagamento dell'IVA sui beni strumentali del progetto come definiti nel tariffario e nei relativi allegati, IVA differita da indicare nella dichiarazione mensile, dopodiché si estinguerà, a meno che non si scopra diversamente dopo la verifica.
Importazioni Restituzione dei dazi sulle materie prime.
IVA ad aliquota zero sui fattori di produzione minerari, agricoli, sui beni prodotti per l'esportazione, sui prodotti alimentari e sul turismo.
Fondo di ammortamento accelerato a quote costanti sui beni strumentali.
Fino a cinque anni di riporto di tutte le perdite aziendali a fronte di profitti futuri.
Fino a cinque anni di riporto di tutte le perdite aziendali a fronte di profitti futuri.
Un'imposta ragionevole sulle società aliquote del 30% e una bassa ritenuta d'acconto sui pagamenti degli interessi sui prestiti.
Il diritto illimitato di trasferire al di fuori del paese il 100% della valuta estera ha fruttato profitti e capitali.
La facilità di ottenere altri permessi come permessi di soggiorno/lavoro, licenze industriali, licenze commerciali, ecc. attraverso il funzionamento one-stop-shop di TIC.
Permessi automatici per l'impiego di una quota iniziale di 5 cittadini stranieri sul progetto in possesso di Certificati di Incentivazione.

SERVIZI MINERARI E DI BACKUP PER L'INDUSTRIA MINERARIA INCENTIVAZIONE PER PROGETTI DI INFRASTRUTTURE ECONOMICHE

Gli incentivi sono gli stessi del settore minerario

INCENTIVI PER IL SETTORE TURISTICO
Oltre agli incentivi previsti per i titolari di Certificati di Incentivazione di cui alla voce "INFRASTRUTTURE ECONOMICHE", tutte le strutture alberghiere essenziali sono trattate come beni strumentali come specificato nell'allegato all'allegato Beni d'investimento.

INCENTIVI PER IL SETTORE AGRICOLO
Dazio ad aliquota zero sui beni strumentali, su tutti gli attrezzi agricoli, sui fertilizzanti, sui pesticidi, ecc
IVA ad aliquota zero sui beni strumentali, su tutti gli attrezzi agricoli, sui fertilizzanti, sui pesticidi, ecc

Altri incentivi di cui al punto "INFRASTRUTTURE ECONOMICHE"

INCENTIVI OFFERTI NELL'AMBITO DELL'ESPLORAZIONE E DELLO SVILUPPO PETROLIFERO DOCUMENTI DI BASE RICHIESTI DAL TANZANIA INVESTMENT CENTRE (TIC) PER REGISTRARE IL TUO INVESTIMENTO

NOTA: Tutte le domande devono essere presentate direttamente al Registro TIC o alla Reception di Dar es Salaam.

SERVIZI DI AGEVOLAZIONE E TARIFFE
TIC fornisce servizi per facilitare tutti gli investitori, indipendentemente dal fatto che siano coperti dal TIC Act (1997) o meno.

Costi delle strutture:
Certificato di incentivazione US $750
Moduli di domanda US $120
Altri servizi: 10% in aggiunta a quanto addebitato dai dipartimenti competenti.

Commercio in Tanzania
La Tanzania attribuisce grande importanza al ruolo del commercio nella realizzazione degli obiettivi nazionali di sradicamento della povertà attraverso la trasformazione strutturale dell'economia, con il settore privato che assume un ruolo di primo piano come motore per la crescita economica nazionale. La Tanzania offre un pacchetto equilibrato e competitivo di incentivi fiscali al commercio, soprattutto nei settori prioritari come l'industria manifatturiera, l'agricoltura, il turismo, il petrolio, il gas e l'estrazione mineraria. Per tutti questi settori, ad eccezione dei settori petrolifero e del gas, l'acquisizione di tutti i beni strumentali e di parti di capitale è soggetta ad aliquota zero ai fini dei dazi all'importazione e l'IVA su di essi differita. Le spese di ricerca per l'agricoltura sono ammissibili ai fini dell'imposta sul reddito, mentre le acquisizioni di capitale sono spese al 100%. È inoltre possibile importare in esenzione da dazi tutti i beni strumentali, i pezzi di ricambio, le strutture alberghiere, il materiale esplosivo per l'esplorazione di gas e petrolio. La Tanzania ha anche firmato trattati contro la doppia imposizione con Danimarca, India, Italia, Norvegia, Svezia, Kenya, Uganda, Zambia e Finlandia.

I principali settori di investimento includono:
Agricoltura e industrie agroalimentari; Estrazione dati; petrolio e gas; Turismo e Infrastrutture.

I settori prioritari includono:
Energia, Manifatturiero, Industrie chimiche, Risorse naturali (pesca e silvicoltura), Edilizia e sviluppo immobiliare, Consulenza gestionale, Sviluppo delle risorse umane (ospedali, centri sanitari e strutture educative), Trasmissioni radiofoniche e televisive e Progetti orientati all'esportazione. Le principali materie prime di importazione includono macchine agricole, attrezzi e pesticidi, materie prime industriali, macchinari e attrezzature per il trasporto, petrolio e prodotti petroliferi, materiali da costruzione, beni di consumo. L'elenco non è esaustivo, I principali prodotti di esportazione includono minerali (oro, pietre preziose, diamanti, carbone, ecc.), caffè, cotone, anacardi, tè, sisal, tabacco, piretro e chiodi di garofano. Le principali importazioni sono macchinari e mezzi di trasporto, tessili e abbigliamento, prodotti petroliferi.

Partner commerciali
I principali partner commerciali della Tanzania sono: Cina, Germania, Giappone, India, Unione Europea, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Kenya, Giappone, India e Sud Africa. Le principali città commerciali includono Dar es Salaam, Mwanza, Zanzibar, Arusha, Mbeya, Tanga, Kilimanjaro e Kigoma.

Commercio e investimenti in Tanzania
La Tanzania è dotata di molte risorse naturali e opportunità di investimento. Il governo della Repubblica Unita di Tanzania ha semplificato le normative sugli investimenti al fine di attirare investitori da tutto il mondo. Gli investimenti in Tanzania sono supervisionati dal Tanzania Investments Centre (TIC), un'agenzia governativa primaria one-stop responsabile di tutte le questioni relative agli investimenti.

Il TIC è incaricato delle seguenti funzioni:
Promuovere attività di investimento in Tanzania;
affrontare i vincoli amministrativi che gli investitori locali e stranieri devono affrontare;
Assistenza nella creazione e registrazione dei processi aziendali;
Facilitare gli investitori nell'ottenimento delle licenze, dei permessi di lavoro, dei visti, delle approvazioni, delle strutture o dei servizi necessari;
Assistere gli investitori nella messa in sicurezza dei siti di investimento e nella creazione di progetti di zone di trasformazione per l'esportazione (EPZ), in particolare nei settori agricolo, minerario, delle infrastrutture, della pesca e del turismo;
Concessione di certificati di incentivazione, garanzie di investimento e registrazione di accordi tecnologici per tutti gli investimenti superiori a 300.000 USD e 100.000 USD rispettivamente per investimenti esteri e locali;
Fornire e diffondere informazioni aggiornate sulle opportunità di investimento, i vantaggi e gli incentivi esistenti a disposizione degli investitori: e Facilitare gli investitori ad avere rapporti di lavoro senza intoppi con enti del settore pubblico e privato come le Camere di Commercio, Industria e Agricoltura della Tanzania (TCCIA), la Confederazione delle Industrie della Tanzania (CTI), il Consiglio Nazionale delle Imprese della Tanzania (TNBC), la Fondazione del Settore Privato della Tanzania (TPSF)

GLI INCENTIVI DISPONIBILI PER I TITOLARI DI CERTIFICATI DI INCENTIVAZIONE TIC SONO:
Il riconoscimento della proprietà privata e la protezione contro eventuali rischi non commerciali, la Tanzania è membro attivo della MIGA (Multilateral Investment Guarantees Agency). Allo stesso modo, la Tanzania è anche membro del Centro internazionale per la risoluzione delle controversie sugli investimenti (ICSID), quindi gli investitori hanno diritti illimitati all'arbitrato internazionale in caso di controversia con il governo. Riduzione dei dazi all'importazione sulle voci di capitale del progetto (5% di dazio all'importazione per gli investimenti nei settori prioritari e ZERO% per gli investimenti nei settori guida).Detrazioni e detrazioni favorevoli agli investimenti, vale a dire deduzioni in conto capitale (100%) su fabbricati, impianti e macchinari industriali e sulle spese agricole. Differimento del pagamento dell'IVA sui beni strumentali del progetto come definiti nel tariffario e nei relativi allegati, IVA differita da indicare nella dichiarazione mensile, dopodiché si estinguerà, a meno che non si scopra diversamente dopo la verifica. Importazioni Restituzione dei dazi sulle materie prime. IVA ad aliquota zero sui fattori di produzione minerari, agricoli, sui beni prodotti per l'esportazione, sui prodotti alimentari e sul turismo.
Fondo di ammortamento accelerato a quote costanti sui beni strumentali.
Fino a cinque anni di riporto di tutte le perdite aziendali a fronte di profitti futuri.
Fino a cinque anni di riporto di tutte le perdite aziendali a fronte di profitti futuri.
Un'imposta ragionevole sulle società aliquote del 30% e una bassa ritenuta d'acconto sui pagamenti degli interessi sui prestiti.
Il diritto illimitato di trasferire al di fuori del paese il 100% della valuta estera ha fruttato profitti e capitali.
La facilità di ottenere altri permessi come permessi di soggiorno/lavoro, licenze industriali, licenze commerciali, ecc. attraverso il funzionamento one-stop-shop di TIC.
Permessi automatici per l'impiego di una quota iniziale di 5 cittadini stranieri sul progetto in possesso di Certificati di Incentivazione.

SERVIZI MINERARI E DI BACKUP PER L'INDUSTRIA MINERARIA INCENTIVAZIONE PER PROGETTI DI INFRASTRUTTURE ECONOMICHE

Gli incentivi sono gli stessi del settore minerario

INCENTIVI PER IL SETTORE TURISTICO
Oltre agli incentivi previsti per i titolari di Certificati di Incentivazione di cui alla voce "INFRASTRUTTURE ECONOMICHE", tutte le strutture alberghiere essenziali sono trattate come beni strumentali come specificato nell'allegato all'allegato Beni d'investimento.

INCENTIVI PER IL SETTORE AGRICOLO
Dazio ad aliquota zero sui beni strumentali, su tutti gli attrezzi agricoli, sui fertilizzanti, sui pesticidi, ecc
IVA ad aliquota zero sui beni strumentali, su tutti gli attrezzi agricoli, sui fertilizzanti, sui pesticidi, ecc
Altri incentivi di cui al punto "INFRASTRUTTURE ECONOMICHE"

INCENTIVI OFFERTI NELL'AMBITO DELL'ESPLORA-ZIONE E DELLO SVILUPPO PETROLIFERO DOCUMENTI DI BASE RICHIESTI DAL TANZANIA INVESTMENT CENTRE (TIC) PER REGISTRARE IL TUO INVESTIMENTO

NOTA: Tutte le domande devono essere presentate direttamente al Registro TIC o alla Reception di Dar es Salaam.

SERVIZI DI AGEVOLAZIONE E TARIFFE
TIC fornisce servizi per facilitare tutti gli investitori, indipendentemente dal fatto che siano coperti dal TIC Act (1997) o meno.

Costi delle strutture:
Certificato di incentivazione US $750
Moduli di domanda US $120
Altri servizi: 10% in aggiunta a quanto addebitato dai dipartimenti competenti.

Commercio in Tanzania
La Tanzania attribuisce grande importanza al ruolo del commercio nella realizzazione degli obiettivi nazionali di sradicamento della povertà attraverso la trasformazione strutturale dell'economia, con il settore privato che assume un ruolo di primo piano come motore per la crescita economica nazionale. La Tanzania offre un pacchetto equilibrato e competitivo di incentivi fiscali al commercio, soprattutto nei settori prioritari come l'industria manifatturiera, l'agricoltura, il turismo, il petrolio, il gas e l'estrazione mineraria. Per tutti questi settori, ad eccezione dei settori petrolifero e del gas, l'acquisizione di tutti i beni strumentali e di parti di capitale è soggetta ad aliquota zero ai fini dei dazi all'importazione e l'IVA su di essi differita. Le spese di ricerca per l'agricoltura sono ammissibili ai fini dell'imposta sul reddito, mentre le acquisizioni di capitale sono spese al 100%. È inoltre possibile importare in esenzione da dazi tutti i beni strumentali, i pezzi di ricambio, le strutture alberghiere, il materiale esplosivo per l'esplorazione di gas e petrolio. La Tanzania ha anche firmato trattati contro la doppia imposizione con Danimarca, India, Italia, Norvegia, Svezia, Kenya, Uganda, Zambia e Finlandia.

I principali settori di investimento includono:
Agricoltura e industrie agroalimentari; Estrazione dati; petrolio e gas; Turismo e Infrastrutture.

I settori prioritari includono:
Energia, Manifatturiero, Industrie chimiche, Risorse naturali (pesca e silvicoltura), Edilizia e sviluppo immobiliare, Consulenza gestionale, Sviluppo delle risorse umane (ospedali, centri sanitari e strutture educative), Trasmissioni radiofoniche e televisive e Progetti orientati all'esportazione. Le principali materie prime di importazione includono macchine agricole, attrezzi e pesticidi, materie prime industriali, macchinari e attrezzature per il trasporto, petrolio e prodotti petroliferi, materiali da costruzione, beni di consumo. L'elenco non è esaustivo, i principali prodotti di esportazione includono minerali (oro, pietre preziose, diamanti, carbone, ecc.), caffè, cotone, anacardi, tè, sisal, tabacco, piretro e chiodi di garofano. Le principali importazioni sono macchinari e mezzi di trasporto, tessili e abbigliamento, prodotti petroliferi.

Partner commerciali
I principali partner commerciali della Tanzania sono: Cina, Germania, Giappone, India, Unione Europea, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Kenya, Giappone, India e Sud Africa.
Le principali città commerciali includono Dar es Salaam, Mwanza, Zanzibar, Arusha, Mbeya, Tanga, Kilimanjaro e Kigoma.

Per le statistiche commerciali e ulteriori dettagli sul commercio in Tanzania, si prega di contattare:

Segretario Permanente
del Ministero
dell'Industria, del Commercio e del Marketing,
P. O. Box 9503, Dar es Salaam, Tanzania.

Telefono: +255-22-2127898/97
Fax: +255-22-2125832,
E-mail: ps@mit.go.tz
Sito Web: https://www.mitm.go.tz

Direttore Esecutivo,
Tanzania Investment Centre (TIC),
Plot No. 9A&B, Shaaban Robert Street
Tel: +255 22 2116328 -31,
Fax: +255 22 2118253,
E-mail: information@tic.co.tz
sito web: https://www.tic.co.tz

sabato 29 giugno 2024

Altro che Italia, ecco chi fa più paura

@ - Non più l'Italia, adesso a finire dietro la lavagna dei mercati sono la Francia e gli Stati Uniti. Nonostante lo scontro acceso in Europa tra la premier italiana Giorgia Meloni e i vertici europei sulle nomine per i ruoli chiave dell'Unione, quello che agita maggiormente i mercati è l'instabilità politica di due potenze che sono sempre state coccolate dalle agenzie di rating.

Altro che Italia, ecco chi fa più paura© Fornito da Il Giornale
I riflettori, in particolare, sono puntati su Parigi, con il presidente Emmanuel Macron che dopo la scoppola delle europee ha indetto a sorpresa elezioni che vedranno domani il loro primo atto. Un azzardo che ha avuto effetti diretti sul titolo di Stato decennale francese che ora rende il 3,3%, con uno differenziale (il famoso spread) con titoli di Stato tedeschi che si è ampliato verso gli 80 punti base. «Sui mercati c'è il timore che possa andare al potere la destra», è il commento di Angelo Drusiani, esperto di mercati obbligazionari e advisor di Ersel, «la verità è che, chiunque governi il Paese, non avrà alcun motivo per mandare in rovina la Francia. Lo vedo più che altro come un motivo per fare speculazione selvaggia». Sta di fatto che Parigi, con un debito elevato al 111% del Pil, è in procedura d'infrazione per deficit eccessivo (come l'Italia) e negli ultimi tre anni è cresciuta meno di Roma. Ora ci aggiunge un potenziale rischio di ingovernabilità (che si verificherebbe con un esito incerto dalle urne) che di solito è attribuito al nostro Paese. Insomma, la Francia peggiora a tal punto che ci si comincia a interrogare, nelle sale operative, di cosa possa giustificare l'elevato divario di affidabilità creditizia (ben sette gradini per Moody's) che al momento le agenzie di rating americane ritengono sussista con l'Italia. «Il decennale italiano rende poco sopra il 4%», spiega Drusiani, «pur avendo un debito elevato, l'Italia lo ha sempre rimborsato senza problemi e riesce sempre a collocare con elevata richiesta tutte le sue emissioni, indipendentemente dalla tipologia di titoli. Quindi lascia perplessi che perfino i titoli greci abbiano un rendimento inferiore». La stabilità del governo, inoltre, sta dando una mano: tanto che, anche in queste ore di fibrillazione, lo spread italiano ieri ha chiuso in calo a 157 punti base ed è tuttora del 10% inferiore rispetto all'inizio dell'anno.

Anche in Usa c'è grande attenzione sull'esito delle elezioni che, a novembre, porteranno a scegliere il nuovo presidente. Nei giorni scorsi il Fondo monetario internazionale ha bacchettato la prima economia mondiale: «il deficit fiscale è troppo grande, creando una traiettoria verso l'alto per il rapporto tra debito e Pil (oltre il 122%, ndr)». Il Treasury americano decennale rende il 4,3%, più dell'omologo italiano. L'Fmi pone l'accento anche sugli effetti dei dazi e sui «progressi insufficienti» nell'affrontare crisi bancarie come quelle del 2023.

In ogni caso, la tempesta sui mercati può essere un'occasione per investire: «Vista la redditività che offrono in questa fase», spiega Drusiani, «si può pensare di impiegare una quota del patrimonio sui titoli di Stato. Il Bot annuale italiano è molto interessante e ha un rendimento simile al decennale, con una rischiosità molto inferiore. Gli Usa? Il decennale offre un discreto rendimento e se la Bce dovesse tagliare ancora i tassi, il dollaro si rivaluterebbe portando un doppio vantaggio a chi ci punta».