mercoledì 15 luglio 2020

Accordo con Autostrade, Conte: “Le infrastrutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile”

@ - Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato dell’accordo con Autostrade, presentato come un evento inedito nella storia politica del nostro Paese. “Ieri è successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana. Il Governo ha affermato un principio, in passato calpestato: le infrastrutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e un servizio efficiente.

Non spetta al Governo accertare le responsabilità penali per il crollo del Ponte Morandi. Questo è compito della magistratura e confidiamo che presto si completino questi accertamenti in modo da rendere giustizia a tutte le vittime di questa tragedia”. Conte ha poi parlato di un evento inedito per la storia della politica italiana “Nel Cdm di ieri è stata scritta una pagina inedita della nostra storia. L’interesse pubblico ha avuto il sopravvento rispetto a un grumo ben consolidato di interessi privati. È successo qualcosa di straordinario che dovrebbe essere semplicemente ordinario. Ha vinto lo Stato. Hanno vinto i cittadini. Avremo tariffe più eque e trasparenti, più efficienza, più controlli, più sicurezza. Ha vinto, infine, il rispetto della memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi.”.


Ieri è successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana. Il governo ha affermato un principio, in passato calpestato: le strutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile, fornito la piena sicurezza dei cittadini e un servizio efficiente.

Il governo non ha accertato le responsabilità penali per il crollo del Ponte Morandi. Questo è compito della magistratura e confidiamo che presto si completerà. Il compito del governo è contestare le gravi violazioni contrattuali e la cattiva gestione di cui si è resa responsabile . Dopo un negoziato durissimo, il risultato è:
A) L'estromissione della famiglia Benetton
I Benetton hanno accettato di cedere la loro partecipazione ad Aspi e quindi la gestione dell'infrastruttura (attraverso due percorsi societari alternativi);
B) Autostrade per l'Italia (Aspi) diventa una società pubblica. 
E comunque sarà un socio pubblico di riferimento e sarà aperto a nuovi investitori istituzionali;
C) Risarcimento Danni
Hanno accettato di corrispondere un cospicuo risarcimento danni (3,4 miliardi);
D) Disciplina dell'inadempimento
Hanno rinunciato alla clausola di assoluto privilegio che attribuiscono il diritto di ottenere i mancati guadagni per tutta la durata della concessione (circa 23 miliardi) pur in caso di scioglimento del contratto per gravissimo inadempimento (come nel caso del crollo del Ponte Morandi);
E) Nessuno spazio a negligenza, incuria e manutenzione approssimativa
Anzi, maggiori investimenti in manutenzione e sicurezza. La sicurezza dei cittadini non è revocabile. Puntiamo ad un rafforzamento del sistema dei controlli e all'aumento delle notifiche anche in caso di violazioni violente. Nessuno resterà impunito;
F) Tutela del lavoro
La partita su Aspi non poteva essere giocata sulla pelle di famiglie. L'intervento dello Stato tutela i posti di lavoro e in una prospettiva di lungo periodo offre una visione occupazionale di ampia portata;
G) Moderazione del sistema tariffario
Nostri i pedaggi, loro i profitti? Non più. Hanno accettato di riformulare il piano tariffario secondo le nuove indicazioni dell'autorità regolatoria (ART) e hanno accettato di riportare in equilibrio economico e giuridico la convenzione che appariva totalmente squilibrata a favore di Aspi, cosa questa che è all'origine delle difficoltà di questo negoziato;
H) Hanno accettato di rinunciare e abbandonare tutte le cause contro il concedente.

Tutto questo andrà inviato nei prossimi giorni in un accordo chiaro e trasparente.
Questa è richiesta strada che potrà impedire la revoca della concessione. 

Nel Cdm di ieri è stata scritta una pagina inedita della nostra storia. L'interesse pubblico ha avuto il sopravvento rispetto a un grumo ben consolidato di interessi privati. È successo qualcosa di straordinario che dovrebbe essere semplicemente ordinario. Ha vinto lo Stato. Hanno vinto i cittadini. Avremo tariffe più eque e trasparenti, più efficienza, più controlli, più sicurezza. Ha vinto, infine, il rispetto della memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi.

Gay, il cardinale Zuppi: "Guardiamo le persone come le guarda Dio"

@ - Lo afferma l'arcivescovo nella prefazione al libro 'Chiesa e omosessualità' di Luciano Moia.


"Quando nelle nostre comunità cominceremo davvero a guardare le persone come le guarda Dio, allora anche le persone omosessuali, e tutti gli altri, cominceranno a sentirsi, naturalmente, parte della comunità ecclesiale, in cammino". Lo afferma l'arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, nella prefazione al libro 'Chiesa e omosessualità' di Luciano Moia (edizioni San Paolo).
"L'orientamento sessuale, che nessuno 'sceglie'" per Zuppi "non è separabile dall'identità della persona; accogliendo la persona non possiamo prescindere dal suo orientamento".

Nel libro si parte dall'appello di Papa Francesco alla Chiesa, contenuto nella sua enciclica 'Amoris laetitia': "Si tratta di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella propria vita". Con questo obiettivo, il libro dà voce a dieci esperti tra teologi, studiosi di scienze umane e operatori pastorali, con il proposito di definire i confini di questo nuovo approccio pastorale: cos'è l'omosessualità per la Chiesa di oggi, chi sono le persone omosessuali, quale conoscenza dei loro sentimenti e della loro esperienza di vita, quale la valutazione morale delle loro scelte, quali gli atteggiamenti e le iniziative concrete per aprire loro le porte.
"La questione 'fede e omosessualità' si inquadra in fenomeni epocali e si intreccia a questioni tutt'altro che pacificate", sottolinea il direttore di Avvenire Marco Tarquinio nell'introduzione al libro che riprende il lavoro fatto da Moia, giornalista dello stesso quotidiano dei vescovi, nell'inserto 'Noi famiglia & vita' del giornale. "Si tratta di una realtà umana, e dunque di una sfida, con cui anche le comunità cristiane sono chiamate a confrontarsi alla luce di quel discernimento sapiente e illuminato richiamato spesso da Papa Francesco"

Autostrade, accordo raggiunto: la famiglia Benetton si arrende

@ - Sembra che finalmente il governo e la famiglia Benetton siano riusciti a trovare un accordo. La decisione arriva dopo un CdM durato oltre sei ore. 


Sembra finalmente che si sia riusciti a raggiungere un accordo sul dossier Autostrade. Un’intesa resa possibile dalla decisione della famiglia Benetton di fare un passo indietro. Aspi infatti diventerà progressivamente una Public Company. In cambio, il governo attuerà una revisione totale della concessione che toccherà sia i risarcimenti che le tariffe due pedaggi.

Dopo sei lunghe ore di riunione, che stando ad alcune indiscrezioni si sono caratterizzate per delle discussioni molto accese, il Consiglio Dei Ministri ha infatti conferito mandato a Cassa Depositi e Prestiti per avviare il procedimento che porterà i Benetton ad abbandonare Aspi

Autostrade, la resa dei Benetton: usciranno da Aspi entro il 27 luglio. Sembra che questo accordo, preveda una prima fase, che porterà alla diminuzione delle quote di azionariato da parte dei Benetton che scenderanno a circa il 10 per cento. E una seconda fase in cui abbandoneranno del tutto il controllo di Aspi. Il tutto dovrebbe concludersi entro la data del 27 Luglio. Il mandato per definire gli ultimi aspetti di questa intesa, è stato dato al Ministro per l’Economia Gualtieri e a Paolo de Micheli. All’Ansa, un ministro che però ha preferito rimanere anonimo, ci ha tenuto a specificare che “se gli impegni assunti questa notte non vengono rispettati, sarà revoca”. 

Sembra dunque si sia arrivati alla conclusione di uno scontro tra il governo e Atlantia, che negli ultimi giorni era diventato particolarmente duro. Il premier Conte aveva infatti iniziato a rilasciare una serie di interviste molto forti, che attaccavano apertamente la famiglia Benetton.

Se al quotidiano “La Stampa” Conte aveva dichiarato che il governo non si sarebbe piegato alle richieste di Atlantia, sul Fatto Quotidiano era stato ancora più polemico, accusando la famiglia Benetton di prendere in giro i familiari delle vittime del Ponte Morandi.

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Covid-19: arriva il primo vaccino cinese, approvato solo per uso militare

@ - Sarà utilizzato soltanto da personale militare prima di poter essere successivamente somministrato al pubblico.

Saranno i militari cinesi i primi a ricevere le dosi di uno dei principali candidati al vaccino COVID-19. Lo ha reso noto la società cinese di biotecnologie CanSino Biologics spiegando, con una dichiarazione ufficiale, che la Commissione militare centrale cinese ha dato il via libera alla somministrazione alle forze militari, per un periodo di un anno, di Ad5-nCoV, il vaccino prodotto dalla compagnia, fra i candidati mondiali alla lotta contro il Coronavirus.

CanSino Biologics ha sviluppato il vaccino in collaborazione con l’Accademia delle Scienze mediche militari, un istituto di ricerca medica gestito dall’Esercito di liberazione popolare.

Come riportato dalla rivista Fortune, le due organizzazioni hanno prodotto il vaccino sperimentale COVID-19 sulla base di una precedente collaborazione che aveva portato alla realizzazione di un vaccino contro l’Ebola, che il governo cinese ha approvato per un uso diffuso nel 2017.

Il Ad5-nCoV di CanSino è stato a lungo il principale candidato cinese per il vaccino contro il COVID-19, nonché il primo al mondo ad iniziare gli studi clinici il 16 marzo. La società ha condotto studi di fase I e II a Wuhan, in Cina, e ha pubblicato i risultati sulla rivista medica The Lancet.

A metà maggio, CanSino ha anche annunciato una partnership con il National Research Council del Canada, ottenendo il via libera per iniziare studi clinici con pazienti canadesi. Le prove sono state condotte per un periodo di sei mesi in collaborazione con ricercatori dell’Università Dalhousie di Halifax, Nuova Scozia.

Altri due vaccini allo studio in Cina – uno sviluppato dall’Istituto statale per i prodotti biologici Wuhan e l’altro dalla società biotecnologica Sinovac con sede a Pechino – sono entrati nei test umani all’inizio di quest’anno, e rappresentano pertanto alcuni dei candidati più promettenti al mondo.
Nei giorni scorsi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che, al momento, nel mondo sono 17 i vaccini candidati COVID-19 in fase di valutazione clinica, con altri 131 in fase preclinica.
Il virus COVID-19 ha infettato più di 10 milioni di persone e ucciso oltre 500.000 individui a livello globale, in quella che può essee consderata la peggiore crisi di salute pubblica da un secolo a questa parte.

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martedì 14 luglio 2020

L'ambasciatore turco a Roma: "Su Santa Sofia decisione sovrana. Resterà aperta a tutti"

@ - Murat Salim Esenli incontra i giornalisti in occasione della commemorazione del fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016. Ammette che ci sono stati "400mila tra arresti e fermi in custodia amministrative". Sulla Libia rivendica: "Ankara non ha mercenari".
"Ci sono 89 chiese pienamente funzionanti solo a Istanbul, armene, cattoliche, ortodosse, anglicane, e 21 sinagoghe, dire che la Turchia non rispetta la libertà di culto per la questione di Santa Sofia è fuorviante", dice assertivo Murat Salim Esenli, l'ambasciatore turco in Italia, che di buon mattino ha convocato i giornalisti nella sua rappresentanza diplomatica a Roma il giorno prima di un anniversario decisivo per il potere ad Ankara: il15 luglio saranno passati quattro anni dal tentato golpe del 2016 che Erdogan sventò attribuendolo ai gulenisti e dando inizio a una lunga scia di repressone e arresti.
Ma la discussione non può che partire dalla riconversione di Santa Sofia, l'ex chiesa, ex moschea, poi museo che ora torna ad essere un luogo di culto islamico, con la riprovazione di molti e anche del Papa. Esenli mantiene il punto: "Questa decisione è una decisione sovrana, che ha un fondamento legale, e non restrittiva: la struttura resta aperta a tutti, cristiani, musulmani", rassicura. Come tutte le moschee, del resto: anche la Moschea Blu che si erge poco lontano da Santa Sofia, nel centro storico di Istanbul, Sultanament, è aperta a tutti, solo che da oggi a Santa Sofia bisognerà entrarci togliendosi le scarpe, in ambienti divisi tra uomini e donne, e le donne con il capo coperto, secondo i precetti islamici. "Questa decisione non cancella la sua accessibilità - ribadisce l'ambasciatore-. Santa Sofia è anche un sito Unesco e noi conosciamo i criteri che permettono ai siti di restare patrimonio dell'umanità".

"Non abbiamo mercenari siriani in Libia, Egitto ed Emirati li usano".La discussione su Santa Sofia ha catturato l'attenzione dei media, ma i dossier caldi sul tavolo di Esenli sono molteplici: gli interessi turchi e italiani si incrociano a diverse latitudini, a cominciare dalla Libia, dove l'intervento militare turco ha messo in sicurezza il governo di accordo nazionale di al Serraj dall'offensiva del generale Haftar, un governo di cui uno dei principali artefici nel 2015 fu proprio l'Italia.

"La nostra presenza in Libia si basa su due presupposti legali: la risoluzione del consiglio di sicurezza dell'Onu 2259 e la richiesta del governo di accordo nazionale di al Serraj", dice Esenli, "altri invece si muovono fuori dalla legalità internazionale violando l'embargo sulle armi, l'Egitto, gli Emirati, la Francia".

Gli chiediamo delle inchieste stampa che in questi mesi hanno documentato la presenza di mercenari siriani in Libia al soldo della Turchia. "In Libia ci sono mercenari dal Ciad, dal Sudan, dalla Siria, ma noi non controlliamo questi mercenari, non sappiamo chi siano, da dove vengono, per chi combattono. L'Egitto usa mercenari in Libia, gli Emirati li usano, non noi, la nostra presenza è scritta nello stato di diritto. Guardate piuttosto ai voli tra la Siria e l'est della Libia, guardate all'est non all'Ovest".

Ad Assad, ai russi? Anche la Russia in Libia viola l'embargo sulle armi? L'ambasciatore resta vago. Ankara e Mosca del resto sono rivali a Tripoli, ma condividono un cruccio comune, la Siria. "Nell'Est della Libia sono arrivate armi molto sofisticate a sostegno di Haftar, ci sono anche i Mirage. Haftar non è affidabile vuole il controllo del Paese militarmente non democraticamente".
La repressione post-golpe e il caso KavalaDomani saranno quattro anni dal fallito golpe del 2016 che ha finito di fatto per rafforzare la pressa di Erdogan sul Paese. In Turchia ora la chiamano la giornata della Democrazia e dell'Unità nazionale "Abbiamo dovuto affrontare una organizzazione terroristica per più forte e ramificata di quello che si vede dall'esterno", dice Esenli.

Ci sono stati "400mila tra arresti e fermi in custodia amministrative", ammette, ma circa 200mila di queste persone sono state reintegrate nei loro posti", per altri i processi continuano. E continuano anche le violazioni dei diritti umani, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo. Come nel caso della detenzione dell'imprenditore e attivista per i diritti civili Osman Kavala, che è in carcere da più di 1000 giorni dopo essere stato accusato di voler rovesciare il governo con le proteste di Gezi Park. La Corte europea dei diritti umani a febbraio ha chiesto alla Turchia di liberare immediatamente Kavala perché non ci sono prove a suo carico e il processo è stato un ingiusto processo.
Esenli difende orgogliosamente l'adesione della Turchia alle leggi internazionali e la possibilità per i cittadini turchi di fare appello alla Corte europea dei diritti umani se pensano che i loro diritti siano stati violati. Gli chiediamo se questo valga anche per il caso Kavala: "La corte europea dei diritti umani ha preso una decisone recente e lo stato turco la sta processando. Ci sarà una decisione: sono passati quattro mesi dalla sentenza della corte europea, non è un periodo lungo".


APPROFONDIMENTO


APPROFONDIMENTO

'Ndrangheta, maxi frode a Milano: puntavano a fondi Covid per imprese, coinvolti anche 2 lametini - VIDEO

@ - Puntavano ad accedere ai fondi per le imprese messi a punto dal Governo per sostenere il sistema imprenditoriale durante l’emergenza Covid. C’era anche il contributo a fondo perduto previsto nel decreto dall’8 aprile tra gli obiettivi della maxifrode fiscale sgominata dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano su disposizione della Dda milanese. Le società inserite nello schema di frode avevano attestato un volume d’affari non veritiero e fondato sulle false fatture dell’anno precedente anche per intascare quel denaro. In tutto sono 8 le persone sottoposte a misura cautelare, di cui 4 in carcere e 4 ai domiciliari e 7,5 milioni i beni sequestrati nell’operazione. Fra i reati contestati: associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alla frode, autoriciclaggio, intestazione fitta di beni e bancarotta fraudolenta; l’organizzazione aveva anche disponibilità di armi.


Nell’operazione, denominata “Habanero”, di cui Francesco Maida, risulta il principale indagato, sono coinvolti anche due lametini, si tratta di Luciano Ivaldo Mercuri, 43 anni (in carcere) e Giuseppe Carrozza, 32 anni.

Secondo le indagini coordinate dai magistrati antimafia, alcuni degli arrestati sarebbero contigui al clan Greco di San Mauro Marchesato, che è considerato un’emanazione della ‘ndrina di Caulonia (Crotone) operante anche sul territorio lombardo. Le indagini iniziate per accertare le infiltrazioni della ‘Ndrangheta nel tessuto economico legale sono state condotte sul territorio dal Gico, la squadra speciale delle fiamme gialle dedicata alla criminalità organizzata. Trentaquattro le perquisizioni (operate con l’aiuto dei comandi locali e dello Sicco di Roma) in corso tra Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia, nei confronti di 27 indagati. Secondo quanto raccolto dagli investigatori la frode milionaria dell’Iva veniva perpetrata nell’ambito del commercio dell’acciaio, aiutata da una fitta rete di società “cartiere” e “filtro”, affidate a prestanome. Diverse le imprese italiane che emettevano e registravano fatture false per operazioni inesistenti, arrivando a toccare il “plafond Iva” previsto per i cosiddetti “esportatori abituali”: in questo modo manipolavano le liquidazioni periodiche per l’imposta sul valore aggiunto. Per arrivare ai fiancheggiatori delle cosche e ai gestori fittizi delle società sono state importanti anche le rivelazioni di collaboratori di giustizia, che hanno indicato i nomi degli affiliati ai clan che si occupavano della frode: tutti vicini alla cosca che fa capo a Lino Greco, federata alla locale di Cutro, in Calabria (il cui boss è Grande Aracri). L’organizzazione inoltre aveva messo in piedi un giro di autoriciclaggio di denaro illecito per oltre mezzo milione di euro avvalendosi di conti coerenti bancari aperti in Bulgaria ed in Inghilterra.

Riciclaggio, soldi inviati in Cina
Sebbene il meccanismo ideato per frodare il fisco fosse elaborato e con tratti internazionali, gli affiliati ai clan ‘ndranghetistici in Lombardia e altre regioni d’Italia sgominati da un’operazione della guardia di finanza milanese, mantenevano le loro ‘tradizioni’ relative alla minaccia e all’uso delle armi e al controllo del territorio. In una delle intercettazioni raccolte in casa di Francesco Maida, principale indagato e fiancheggiatore delle cosche, a Milano, si legge della preparazione e della pulizia di una pistola: “Non ce l’hai messo il colpo dentro?”; chiede al suo interlocutore: “Ora è carica”, è la risposta. “Questa è la sicura”... Ora devo solo scarrellare e sono pronto”...”Sicuro ce non c’è il colpo in canna?”, “No tranquillo”, prosegue la conversazione. Infine, uno dei due si allontana a bordo di una grossa moto da corsa, una Ducati Scrambler 800, temendo di essere troppo visibile e quindi di poter incappare in controlli delle forze dell’Ordine.

Al centro dell’organizzazione, che aveva messo in piedi il meccanismo di frode dell’Iva per drenare i fondi della ‘Ndrangheta, sgominata dalla guardia di finanza di Milano, c’era Francesco Maida, di San Mauro Marchesato (Crotone), che gestiva società intestate a prestanome dei clan: in particolare una ha ottenuto 45mila euro a fondo perduto previsti dal decreto governativo dell’8 aprile per aiutare le imprese durante l’emergenza Covid. Per ottenerli usava Il meccanismo delle fatture false emesse. Nell’organizzazione è coinvolto inoltre un soggetto cinese residente in Toscana, che aiutava i prestanomi dei clan a riciclare le grandi somme di denaro in contante per poi farle sparire inviandole in Cina. In base alla ricostruzione tracciata dalle analisi finanziaria della Gdf, oltre mezzo milione di euro proveniente da una delle società inserite nello schema di frode è stato bonificato su conti correnti di banche del Dragone, a disposizione del cinese, che risulta anch’esso arrestato. In questo modo i componenti dell’organizzazione drenavano fondi delle società sotto indagine, e il faccendiere cinese riusciva a inviare somme di provenienza illecita nella madrepatria, come non avrebbe potuto fare altrimenti tramite i canali legali. L’investigazione, condotta dal Gico e dal Nucleo di Polizia Economico finanziaria delle fiamme gialle milanesi ha portato complessivamente ad 8 arresti e al sequestro di 7,5 milioni di euro di beni.

sabato 11 luglio 2020

Brigitte Macron "sparita" da mesi, una voce terremota la Francia: ribaltone all'Eliseo, "Emmanuel ha ceduto"

@ - Ci sarebbe Brigitte Macron dietro il cambio di strategia del marito, il presidente francese Emmanuel Macron, uscito con le ossa rotta dalle elezioni amministrative. La voce sta circolando da tempo Oltralpe, forte dell'insolito "isolamento" mediatico che si è auto-imposta la Premiere Dame

Solitamente molto in vista e molto cercata da paparazzi e retroscenisti, la consorte del presidente da molti mesi è invece rimasta in disparte, ad assistere in silenzio all'affossamento politico di Emmanuel. Da qui, dicono le malelingue, il colpo di reni del Galletto "imposto" dalla moglie: rimpasto di governo subito dopo la sconfitta elettorale e brusca virata a destra, con vari ministri provenienti dal quel mondo. E dato che Brigitte, a differenza del leader di En Marche, non ha mai negato simpatie conservatrici, per gli analisti politici più maliziosi il conto è presto fatto.

Maria Latella, sul Messaggero, sgombra però l'equivoco riportando l'intervista di Brigitte a Franceinfo: "A che titolo potrei permettermi di dare consigli? Nel mio ruolo mi occupo di temi lontani dalla politica, me ne tengo a distanza. Non ho né la passione né la competenza per farlo. Quando mi chiedono dell'influenza che ho su mio marito, rispondo che riguarda la nostra vita privata. Viviamo all'Eliseo, lavoriamo qui, parliamo molto tra noi. Ma, con tutta evidenza, mai mi permetterei di dare dei consigli". Tutto chiarito, dunque? No, perché la Rete corre e mormora. E solitamente, quando la gente inizia a pensare a torto o a ragione che un consorte conti più di chi detiene ufficialmente il potere, allora per quest'ultimo è vicino il momento dell'addio. I precedenti di Hillary Clinton e Michelle Obama insegnano.

Santa Sofia, da museo a moschea

@ - Turchia, Consiglio di Stato turco vota all’unanimità per a riconversione in moschea di Santa Sofia. 
Santa Sofia torna ad essere una moschea dopo una lunga vita da Museo. Uno dei musei più visitati ed apprezzati al mondo per la precisione. 

Turchia, Consiglio di Stato vota per riconversione di Santa Sofia in moschea
Con voto unanime, il Consiglio di Stato turco, nel 2020, ha deciso di annullare il decreto del 1934 con il quale il Consiglio dei Ministri convertì Santa Sofia nel museo che oggi tutti conosciamo e apprezziamo. 

L’iter burocratico per il completamento del percorso 
Ora la decisione del Consiglio di Stato dovrà essere analizzata dal Direttorato Generale delle Fondazioni religiose. Quindi l’ultima parola spetta al presidente Erdogan. 

La posizione di Erdogan
L’ultimo passaggio della catena burocratica non dovrebbe presentare sorprese di alcun tipo. La riconversione di Santa Sofia è una delle battaglie storiche di Erdogan che ha già espresso parole di apprezzamento per la decisione del Consiglio di Stato.

Le polemiche internazionali 
La decisione di riconvertire Santa Sofia in una moschea ha sollevato discussioni e polemiche. Anche in Italia ch’è chi parla di un patrimonio destinato ad andare perduto nelle maglie della religione e delle ideologie.
Dalla Turchia fanno sapere in realtà che il modello pensato sarebbe simile a Notre Dame di Parigi, un luogo di culto a tutti gli effetti oltre che uno dei principali centri turistici della città. 
Le polemiche hanno interessato anche il mondo della politica, oltre che quello della cultura. La comunità internazionale guarda con attenzione e con una certa preoccupazione al cammino intrapreso dalla Turchia.

Tratta esseri umani, Africa orientale pecora nera

@ - In Africa orientale la lotta al traffico di esseri umani segna profonde lacune. Ad affermarlo è la Segreteria di Stato degli Stati Uniti in un rapporto speciale pubblicato nei giorni scorsi. Il dito è puntato soprattutto su Burundi e Sud Sudan (classificati al livello 3, cioè non hanno fatto alcuno sforzo per eliminare la tratta), ma anche Kenya, Ruanda, Tanzania e Uganda non hanno mostrato sviluppi nel contrasto ai trafficanti di esseri umani.


Quando un Paese è a livello 3, il presidente degli Stati Uniti impone sanzioni che prevedono minori aiuti, compresi i finanziamenti per gli scambi culturali e l’istruzione e il voto favorevole ai prestiti erogati dalle banche multilaterali di sviluppo.

Il rapporto afferma che il Burundi non ha indagato, perseguito o condannato funzionari presumibilmente complici nel traffico di esseri umani negli ultimi cinque anni e non possiede le procedure corrette per identificare le vittime.

Nonostante la mancanza di sforzi significativi, il rapporto rileva che il governo del Burundi ha preso alcune misure per affrontare la tratta lavorando con le organizzazioni internazionali per fornire formazione ai funzionari dell’immigrazione, identificando le vittime della tratta all’estero, conducendo campagne di sensibilizzazione del pubblico e aumentare la cooperazione con la società civile.

Il Sud Sudan – anche esso al livello 3 – non ha indagato né perseguito i reati di lavoro forzato o traffico sessuale per otto anni consecutivi. Nel complesso, i funzionari di polizia e i magistrati non posseggono le conoscenze di base sul traffico di persone e spesso scambiano il traffico di esseri umani con l’immigrazione illegale.

Nonostante la mancanza di sforzi significativi, il governo del Sud Sudan ha preso alcune misure per affrontare la tratta, tra cui la formazione e il personale di una task force interministeriale antitratta, la cooperazione con un’organizzazione internazionale per il rilascio di 286 bambini soldato e l’identificazione di 19 potenziali vittime della tratta.

Kenya, Ruanda, Uganda e Tanzania hanno avuto valutazioni contrastanti ma insieme hanno identificato 1.110 vittime. Tra le loro carenze, la mancanza di finanziamenti da parte delle agenzie incaricate della gestione e della prevenzione della tratta.

martedì 7 luglio 2020

ACS: In Iraq, cristiani a rischio estinzione

@ - Secondo l’indagine pubblicata da Aiuto alla Chiesa che Soffre, senza un intervento tempestivo della comunità internazionale l’emigrazione forzata dei cristiani potrebbe ridurne la presenza nel Paese dell’80%.


Mentre la cronaca registra l’uccisione a Baghdad di Hicham al-Hachemi - esperto iracheno di jihadismo e antiterrorismo e consigliere del governo iracheno, La Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, pubblica il Rapporto "Cristiani a rischio estinzione in Iraq"

Timori e discriminazioni

In particolare, lo studio esamina le minacce nei confronti dei cristiani iracheni tornati nelle loro case della Piana di Ninive dopo la drammatica persecuzione perpetrata dall'Isis nel 2014. Le ricerche indicano "la violenta attività delle milizie locali e la possibilità di un ritorno del sedicente Stato Islamico quali maggiori cause di timore". Ma oltre alla mancanza di sicurezza, i cristiani indicano disoccupazione (70%), corruzione finanziaria e amministrativa (51%) e discriminazione religiosa (39%) come ulteriori minacce che inducono alla migrazione. I contrasti fra il governo centrale di Baghdad e quello regionale del Kurdistan, aumentano il senso di insicurezza.

La Piana di Ninive

Tuttavia, Secondo i dati aggiornati ad aprile 2020, il 45% delle famiglie cristiane ha fatto ritorno nella Piana di Ninive - anche se in molti casi è tornata solo una parte dei componenti - nonostante un diffuso stato di segregazione dei nuclei familiari. Il rientro si inserisce nel piano di recupero a lungo termine curato da Aiuto alla Chiesa che Soffre insieme ad altre Organizzazioni al fine di gestire la ricostruzione dei centri cristiani aggrediti dalla furia jihadista.

Il costante impegno di ACS
La fondazione pontificia è attualmente impegnata in una nuova fase del piano, e cioè la ricostruzione delle strutture gestite dalla Chiesa nei centri cristiani della Piana. Delle 363 strutture interessate (34 totalmente distrutte, 132 incendiate e 197 parzialmente danneggiate), l’87% hanno anche funzioni sanitaria, di sostegno sociale ed educativa. 

Non dimenticare l'obiettivo della copertura sanitaria globale

@ - A dieci anni dal 2030, data fissata dalle Nazioni Unite per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs), sembra ancora più difficile soddisfare il punto che riguarda la copertura sanitaria globale dopo la pandemia. Il numero di persone in difficoltà si è moltiplicato in modo esponenziale ed è diventato doveroso ragionare sui sistemi sanitari nel mondo, nelle aree povere dove sono carenti e nelle zone ricche dove la salute rischia di diventare una questione di potere a scapito del diritto di tutti, riconosciuto in Europa, alle cure. Con noi il presidente della European Medical Association, Vincenzo Costigliola


Fausta Speranza – Città del Vaticano
Metà della popolazione mondiale può contare solo sul cinque per cento della spesa sanitaria globale, mentre appena nove dei 49 Paesi a basso reddito possono garantire ai propri cittadini servizi sanitari essenziali. Già prima della pandemia, l'Onu denunciava che nei Paesi ad alto reddito si spendeva circa 270 dollari pro-capite per la salute dei propri cittadini, in quelli più poveri non si arrivava a 20 dollari, e che milioni di persone restavano senza alcuna copertura sanitaria. Si tratta dei dati emersi all'High level Meeting sulla Copertura sanitaria universale (Universal Health Coverage) svoltosi – a livello di capi di Stato e di governo - il 23 settembre 2019, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Ci si chiede quali saranno i dati se ci si riunirà a settembre prossimo, esattamente a dieci anni dal fatidico 2030, indicato per il raggiungimento dei cosiddetti Obiettivi del Millennio.

La road map indicata prima del Covid-19
Mentre le Nazioni Unite chiedevano ai governi di investire adeguatamente sui servizi sanitari, è arrivata la pandemia a mettere drammaticamente il tema al centro del dibattito. L'emergenza non è ancora finita ma è importante non dimenticare il Global action plan, il documento presentato circa un anno fa che andava oltre l'analisi per proporre un piano di azione davvero globale, che implicava il coinvolgimento di tutte le agenzie specializzate dell’Onu, per una copertura sanitaria globale. A ottobre 2018, su impulso dei governi di Germania, Norvegia e Ghana, 12 delle principali agenzie specializzate delle Nazioni Unite, inclusa l’Oms, la Banca mondiale e l’Unicef, avevano concordato una road map per massimizzare le convergenze e favorire l’efficienza degli interventi.

Sette le questioni su cui accelerare
Riconoscendo la grande distanza da colmare per raggiungere l’ambizioso Obiettivo di sviluppo (Sdg3) sulla salute, queste organizzazioni avevano identificato sette principali tematiche su cui “accelerare”. Non è un caso che nella terminologia di lavoro inglese siano definite proprio “accelerators”. Le sette tematiche in questione coprono macroaeree, come il sistema di finanziamento per la salute, o argomenti più tecnici, come la ricerca per favorire l’innovazione e la produzione di nuovi farmaci. Hanno come filo rosso la necessità di semplificare la macchina burocratica internazionale per essere più rapidi e attrezzati a supportare i governi e la popolazione.

Dopo lo tsunami della pandemia
La pandemia ha aggravato la situazione e ha anche messo in luce l'urgenza di intervenire su diversi livelli. L’efficacia del piano, dopo il drammatico impatto dell'infezione da Covid-19 e delle conseguenze economiche, andrà di pari passo con una rinnovata volontà politica, non solo delle Agenzie, ma di tutta la comunità internazionale, di cambiare finalmente il sistema. Intanto, la pandemia ha messo in luce le discrepanze anche tra sistemi sanitari diversi nell'ambito dell'Occidente più ricco, mentre la salute dovrebbe essere un bene di tutti, come sottolinea ai nostri microfoni Vincenzo Costigliola, presidente dell'Associazione Medici Europei:Ascolta l'intervista con Vincenzo Costigliola

Nella stessa Unione europea non c'è un sistema sanitario europeo, ma tanti diversi, sottolinea Costigliola spiegando che ognuno fa riferimento a impostazioni differenti. Sostanzialmente una differenza sta nel presupporre che tutti in assoluto debbano essere curati o preoccuparsi di assicurare le cure mediche ai lavoratori o ad altre categorie di cittadini. Nel frattempo, mentre i Paesi dell'est cercavano di uniformarsi allo standard minimo europeo - spiega - si sono fatte strade ovunque le assicurazioni mediche, sullo stile di un'impostazione statunitense. La pandemia certamente ha risvegliato l'attenzione al tema e, secondo Costigliola, nel Vecchio continente si deve tornare a immaginare un sistema europeo unico. Il presidente dell'Associazione di medici europei ribadisce, infatti, che serve una regia unica europea e che questo è stato evidente quando i vari Paesi hanno dovuto dare una risposta all'infezione e lo hanno fatto in ordine sparso perché non c'era l'uniformità che permettesse una risposta unitaria. Nell'immediato, in particolare, una risposta unitaria sarebbe stata invece fondamentale, sostiene. Castigliola poi afferma che in ogni caso in Europa c'è un presupposto per tutti: il diritto alla salute di ogni persona. Cita il contesto degli Stati Uniti dove invece una qualche assicurazione è necessaria per chiedere di essere curati. E raccomanda che il mondo guardi al modello europeo. Con tutti i limiti che ci sono e con le differenze tra Stati dell'Ue, Costigliola sottolinea che in Europa la salute non è fondamentalmente un business ma un servizio alla persona. E questo non deve cambiare. Anzi dovrebbe essere il modello per tutte le regioni del mondo.

Al centro la salute e la persona 
A proposito dell'obiettivo di copertura sanitaria comune, Costigliola, tra l'altro, sottolinea che la pandemia ha reso evidente che purtroppo le strutture non sono sufficienti ovunque. E ribadisce che la comunità internazionale deve impegnarsi sempre di più per raggiungere l'obiettivo della copertura sanitaria globale e deve farlo cercando di svincolare il più possibile la logica del diritto alle cure dalle dinamiche politiche tra Stati. Per esempio, a partire dalla partecipazione all'interno dell'Oms o di altre organizzazioni internazionali. Il criterio dominante dovrebbe essere la difesa del diritto di ognuno ad essere curato e il dibattito dovrebbe essere aperto a tutti. Inoltre, Costigliola afferma che nessuna logica politica dovrebbe prevalere sul diritto alla salute. La cura delle persone è quello per cui giurano i medici, ricorda Costigliola che raccomanda che la salute “non cada in pasto ai politici”, non sia vittima della logica che fa della questione della salute una questione di potere. Castigliola, da medico, chiede che si permetta ai medici e ai sanitari di mettere la persona e la salute sempre al centro.

USA: espulsione in arrivo per più di 350.000 studenti fa tremare la Cina

@ - Stati Uniti pronti all’espulsione di massa di oltre 350.000 studenti cinesi? Stando alle nuove regole sul rilascio dei visti agli universitari stranieri, lo scenario potrebbe avverarsi.


Negli USA espulsione di oltre 350.000 studenti cinesi in vista, dopo le ultime disposizioni sul rilascio del visto per i giovani stranieri iscritti nelle università americane.

Stando alle novità annunciate lunedì 6 luglio dall’agenzia per l’immigrazione ICE (Immigration and Customs Enforcement) Trump sarebbe pronto a mandare via i tanti universitari provenienti dall’estero a seguito di norme più stringenti scattate con l’emergenza coronavirus.
La decisione prenderebbe di mira soprattutto la comunità di studenti dalla Cina, i più numerosi nei college statunitensi.

Una mossa strategica per la sicurezza nazionale nel pieno coronavirus, o l’ennesimo tentativo di bandire l’immigrazione, specie dalla nemica Cina? L’espulsione USA di centinaia di migliaia di studenti cinesi potrebbe rispondere a entrambi i quesiti.

USA: più di 350.000 studenti cinesi a rischio espulsione
Gli studenti internazionali che stanno conseguendo la laurea negli Stati Uniti - circa 1 milione - dovranno lasciare il Paese o cambiare scuola se le loro università effettueranno solo corsi online: questa la novità per i tantissimi stranieri che normalmente studiano negli USA.

I requisiti per il visto degli studenti dall’estero sono sempre stati severi, ma adesso la situazione si è ulteriormente complicata: restare o arrivare negli Stati Uniti per seguire lezioni e corsi di laurea attivi soltanto online a causa dell’allarme epidemia è proibito.

Una novità che sta mettendo in agitazione soprattutto la più numerosa comunità di studenti stranieri negli USA, quella cinese. Dalla grande nazione asiatica, infatti, arrivano flussi significativi di giovani che vogliono studiare negli atenei americani. Attualmente, si contano circa 369.000 cinesi iscritti nei college degli States.

Cosa ne sarà di loro? L’unica certezza, al momento, è che con molta probabilità dovranno lasciare la nazione americana, in quello che viene visto come un vero e proprio atto di espulsione di massa.

Se, infatti, il corso al quale si è iscritti verrà attivato unicamente in modalità online per il semestre autunnale, senza lezioni in presenza, non ci saranno più le condizioni per restare negli USA. Chi si rifiuta di obbedire, inoltre, potrebbe subire l’allontanamento forzato.

I veri motivi della stretta sui visti
La decisione della Casa Bianca sui visti degli studenti stranieri, soprattutto cinesi, appare in linea con la politica molto restrittiva di Donald Trump sull’immigrazione.
E sembra anche riprendere un’altra questione molto cara al presidente USA: la rivalità con la Cina e la difesa della sicurezza nazionale americana da ipotetici tentativi di spionaggio di cittadini asiatici negli Stati Uniti.

Non sembra proprio casuale, infatti, che le restrizioni per gli studenti stranieri colpiscano soprattutto gli universitari cinesi.
Già qualche settimana fa, infatti, l’amministrazione Trump aveva proposto di cancellare i visti di ricercatori e studenti dalla Cina se sospettati di avere legami con l’esercito della Repubblica popolare cinese.

lunedì 6 luglio 2020

Coronavirus, l'India supera la Russia. Usa, Cuomo attacca Trump. Olanda, visoni positivi

@ - Olanda, abbattuti migliaia di visoni col Covid. Due dipendenti infettati, sarebbe il primo caso accertato di passaggio da animale a uomo. Il governatore di NY: "Incredibile quello che dice il presidente". Brasile, Bolsonaro: mascherine non più obbligatorie in carcere. Australia, isolato lo stato di Victoria. Israele a un passo dal lockdown.

La corsa del Coronavirus, a livello mondiale, non accenna ad arrestarsi. Con 697.413 casi di contagio confermati, l'India ha superato la Russia (680.283) e ora è il terzo Paese al mondo più colpito dalla pandemia di Coronavirus, secondo il bilancio tracciato dalla Johns Hopkins University. Le vittime registrare dalle autorità sanitarie indiane sono attualmente 19.693, rispetto ai 10.145 decessi confermati in Russia. Ai primi due posti risultano sempre gli Stati Uniti, con 2.888.635 casi e 129.947 decessi e il Brasile, con 1.603.055 e 64.867 decessi. 

Cuomo attacca Trump: "Il presidente ha praticamente detto che se non facciamo test non risulteranno casi e se non ci saranno casi non avremo problemi. E' incredibile, ma voleva dire questo". Il governatore di New York ha anche criticato il tycoon, che aveva confessato durante il comizio in Oklahoma di aver chiesto di fare meno test. "Signor presidente devi fare solo una cosa: spiega agli americani che il virus esiste, il contagio sta aumentando ed e' un problema grave. La maschera va indossata".

Usa: altri 39.379 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore, secondo la Johns Hopkins University. Il numero totale di casi confermati è ora pari a 2.876.143. Registrati 234 nuovi decessi, per un totale di 129.891 morti. Nuovo record di contagi in Florida, diventato lo Stato con il maggior incremento di infezioni giornaliere negli Usa: almeno 11.458 persone hanno contratto il virus nelle ultime 24 ore in questo Stato. Il bilancio totale dall'inizio dell'epidemia in Florida è ora di 190.052 contagi e 3.702 vittime. 

Ucraina
I medici in Ucraina stanno affrontando un'impennata post-lockdown nei casi di Covid-19, dopo la ripresa del trasporto pubblico e la riapertura di parchi, caffè all'aperto e saloni di bellezza a fine maggio e inizio giugno. A metà giugno, l'Oms ha inserito l'Ucraina nell`elenco di una ventina di Paesi europei che hanno assistito a una ripresa del virus. Nel picco del 26 giugno, l'Ucraina ha registrato un aumento giornaliero di 1.109 casi e le autorità hanno avvertito che avrebbero dovuto nuovamente imporre restrizioni per frenare la diffusione del Coronavirus. Il Paese ha confermato oltre 49mila casi e oltre 1.200 decessi, dopo aver segnalato ieri 823 nuovi casi e 22 decessi. 
"Siamo sovraccarichi. Nelle ultime 24 ore abbiamo ricoverato 18 pazienti con sospetto coronavirus - ha affermato Marta Saiko, responsabile delle cure primarie all'ospedale di emergenza di Leopoli - È come in una guerra, è molto difficile. Tutto il nostro staff è sfinito.

Israele
Nuove, drastiche misure dopo che l'epidemia ha ripreso a correre. E' stata ordinata la chiusura, "con effetto immediato", di bar, palestre, piscine, sale per eventi e ogni luogo di spettacolo. Sono vietate le riunioni pubbliche con più di venti persone, ma in ogni caso tutti devono indossare la mascherina e mantenere una distanza di almeno due metri. "Siamo a un passo dal lockdown", ha detto il premier Benyamin Netanyahu. Le nuove misure sono un significativo passo indietro rispetto alla riapertura iniziata a maggio. 
Ancora: i ristoranti rimangono aperti, ma possono avere un massimo di 20 clienti all'interno e 30 all'esterno, con tavoli ben distanziati. A bordo degli autobus non possono esserci più di venti passeggeri e si viaggia con i finestrini aperti, senza aria condizionata. Il 30 % degli impiegati pubblici deve lavorare a casa. Gli eventi sportivi si possono svolgere, ma senza pubblico. Le scuole sono già chiuse per le vacanze, ma sono stati aboliti campi e corsi estivi, ad eccezione di quelli per i bambini della materna e i primi quattro anni delle elementari.

Olanda
Casi di Covid-19 in dei visoni sono stati segnalati in 20 allevamenti in Olanda dall'inizio dell'epidemia, portando all'abbattimento di decine di migliaia di esemplari, ha annunciato oggi il ministero dell'Agricoltura olandese. Le autorità olandesi hanno iniziato a macellare i visoni all'inizio di giugno dopo che è stato evidenziato il primo contagio per impedire che diventassero fonti di contaminazione. 
"In totale sono stati trovati dei casi di Covid-19 in 20 allevamenti di visoni nei Paesi Bassi", tutti situati nel Sud del Paese. Tutti i mammiferi sono stati abbattutti in 18 di questi allevamenti. L'abbattimento dei visoni degli ultimi due allevamenti avverrà oggi, ha aggiunto il ministero, precisando che l'ultima fattoria in cui è stato ufficialmente rilevato il virus aveva 12.000 madri.
Le autorità hanno stabilito a maggio che "molto probabilmente" due dipendenti di questi allevamenti hanno contratto il Covid-19 attraverso i visoni. È probabile che questi due casi siano i "primi casi noti di trasmissione" del nuovo coronavirus da animale a uomo, secondo l'Oms.

Gran Bretagna
La Gran Bretagna, che oggi conta 16 decessi nelle ultime 24 ore, per un totale di 44.236 morti, e 352 nuivi casi, che porta il numero totale delle persone contagiate è 285.768, farà una eccezione per le star di Hollywood: una quarantena 'allargata' al set. Per cercare di aiutare la ripresa delle produzioni cinematografiche, bloccate da mesi per il lockdown, gli attori provenienti dall'estero saranno esentati dall'isolamento obbligatorio per 14 giorni, ma dovranno restare per due settimane in "una 'bolla' che include solo l'alloggio e il luogo delle riprese", ha avvertito il ministro della Cultura britannico, Oliver Dowden. In ballo ci sono produzioni interrotte come Mission Impossible 7, con Tom Cruise, o anche Batman, Animali Fantastici 3 e la serie Netflix 'The Witcher'. 

Australia
Le autorità australiane hanno deciso di isolare lo Stato di Victoria, una misura drastica per cercare di contenere il preoccupante riacutizzarsi di casi di contagio del nuovo coronavirus. Per la prima volta da quando è cominciata la pandemia, la frontiera tra gli Stati più popolati dell'Australia, Victoria e Nuovo Galles del Sud, si chiuderà a partire dalla mezzanotte di domani, martedì. Victoria, dove vivono più di 6,6 milioni di persone, ha annunciato nelle ultime ore un record di 127 nuovi casi e il virus si è propagato a Melbourne, la capitale, anche in una serie di edifici residenziali densamente popolati.

Il premier dello Stato, Daniel Andrews, ha definito la decisione di isolare il territorio come "un passo intelligente, il passo giusto in questo momento date le importanti sfide che affrontiamo per contenere questo virus". Non è chiaro quando verranno riaperte le frontiere. A giugno, dopo due settimane di allentamento delle restrizioni del confinamento, Melbourne ha registrato un preoccupante aumento di contagi, il che ha portato negli ultimi giorni a misure di isolamento di alcune zone nella citta' fino alla fine di luglio.

Perù
La pandemia di coronavirus in Perù ha superato i 300.000 casi, portando il Paese alla quinta posizione per contagi nel mondo, dopo Stati Uniti, Brasile, India e Russia, e sopra Paesi europei gravemente colpiti come Gran Bretagna, Italia e Spagna. Dall'ultimo rapporto emerge che i contagiati sono in totale 302.718, di cui 10.589 sono poi morti, e che le persone guarite sono ormai quasi 194.000. Pur cercando di tornare ad una relativa normalità, soprattutto per le attività economiche, il Perù è giunto al 113/o giorno di emergenza nazionale, decretata dal presidente Martn Vizcarra per combattere gli effetti del Covid-19. 

Brasile
Almeno 26.051 persone hanno contratto il coronavirus in Brasile nelle ultime 24 ore, secondo un bilancio fornito dal ministero della Sanità locale. Le vittime legate al Covid-19 da ieri sono invece 602. Il totale dei contagi nel Paese, dall'inizio dell'epidemia, è così salito a 1.603.055. I decessi complessivi sono stati 64.867. Il nuovo bilancio giunge mentre la città di San Paolo, una delle più colpite, si prepara oggi alla riapertura di bar, ristoranti, parrucchieri e saloni di bellezza, seguendo l'esempio di quanto già avvenuto a Rio de Janeiro durante il week end. A San Paolo riapriranno a partire da oggi per sei ore al giorno, anche i piccoli negozi di strada e i centri commerciali, dopo avere operato per quattro ore giornaliere dall'11 giugno.
Inoltre il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha posto il veto su altri due articoli della legge sull'uso delle mascherine in luoghi pubblici, riducendo ulteriormente gli spazi dove saranno obbligatorie. Fa discutere la decisione di non renderle più obbligatorie nelle prigioni sovraffollate del Paese. 

È morto Ennio Morricone. Il compositore premio Oscar aveva 91 anni

@ - Una lunghissima carriera di musica per il cinema con alcune collaborazione che hanno fatto la storia come quella con Sergio Leone e Giuseppe Tornatore. 
È morto nella notte in una clinica romana per le conseguenze di una caduta il premio Oscar Ennio Morricone. Il grande musicista e compositore, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale da Per un pugno di dollari a Mission a C'era una volta in America da Nuovo cinema Paradiso a Malena, aveva 91 anni. Qualche giorno fa si era rotto il femore.

Oscar 2016, la vittoria di Ennio Morricone: "Dedicata 
a mia moglie"

I funerali di Ennio Morricone si terranno in forma privata "nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza". Lo annuncia la famiglia del premio Oscar attraverso l'amico e legale Giorgio Assumma. Morricone, si legge nella nota, si è spento "all'alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede". Assumma aggiunge che il maestro "ha conservato sino all'ultimo piena lucidità e grande dignità, ha salutato l'amata moglie Maria che lo ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita umana e professionale e gli è stato accanto fino all'estremo respiro ha ringraziato i figli e i nipoti per l'amore e la cura che gli hanno donato, ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico dal cui affettuoso sostegno ha sempre tratto la forza della propria creatività".

Oscar, Morricone riceve la notizia della nomination: la rezione 
del maestro


L'Oscar alla carriera a 79 anni è stato il compimento di un lunghissimo percorso fatto di musica pensata, concepita e creata soprattutto per il cinema. In onore dello strumento che da giovane aveva studiato, la tromba, Ennio Morricone scrisse uno dei brani più suggestivi della colonna sonora di Per un pugno di dollari (Sergio Leone, 1964). All'epoca usò lo pseudonimo di Dan Savio, ma dopo questo western all'italiana si avviò a diventare (con il suo vero nome) uno dei più prestigiosi compositori di musica da film del mondo.

Nato a Roma il 10 novembre 1928, si era diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia in tromba, composizione, strumentazione, direzione di banda e musica corale. Maestro d'orchestra, componente del gruppo sperimentale Nuova Consonanza, debuttò nel cinema con il film di Luciano Salce Il federale (1961), mentre stava per imporsi come arrangiatore delle più famose canzoni italiane dei primi anni '60 (suoi gli arrangiamenti di tutti i successi di Gianni Morandi o quello dell'evergreen di Mina Se telefonando).

"Maestro Ennio Morricone", il docufilm di Tornatore

In seguito continuò ad accompagnare le imprese polverose dei pistoleri di Sergio Leone e Duccio Tessari, ma seguì pure quelle dei protagonisti de I pugni in tasca (Marco Bellocchio, 1965), i sanguinosi scontri de La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966) o il vagabondare di Totò in Uccellacci e uccellini (Pier Paolo Pasolini, 1966), dimostrandosi autore di grande talento, versatile e d'avanguardia. Tra le sue innovazioni più riconoscibili c'è l'uso della voce umana. Una voce di donna (quella di Edda Dell'Orso) che accoglie l'arrivo alla stazione di Claudia Cardinale in C'era una volta il West (Sergio Leone, 1968), incalzante in Metti una sera a cena (Giuseppe Patroni Griffi, 1969), sospesa vicino all'amore impossibile tra Noodles e Deborah (C'era una volta in America, 1984), la stessa che accompagna le gesta di Bugsy (Barry Levinson, 1991). Anche se forma con Sergio Leone un fortunato sodalizio artistico, come quello fra Bernard Herrmann e Hitchcock, Nino Rota e Fellini, nel corso della sua carriera scrive musica per molti e importanti registi stranieri.

Dopo quasi trent'anni "lavora" ancora su Clint Eastwood (Nel centro del mirino, Wolfang Peterson, 1993), dopo aver ricevuto due nominations all'Oscar per Mission (Roland Joffe, 1986) e Gli intoccabili (Brian De Palma, 1989). Sempre attento a preservare la sua dignità di compositore, sa bene che scrivere musica da film comporta a volte qualche compromesso. Quando si limita ad essere "solo" un arrangiatore non esita ad imprimere il suo marchio, come dimostra la suggestiva elaborazione di un classico, Amapola (C'era una volta in America). Nonostante debba sempre tener conto dei gusti del pubblico e dei registi si ritiene comunque un artista libero e soddisfatto, convinto che le sue composizioni (a differenza di quelle di molti altri autori di colonne sonore) vivono e risplendono di luce propria.

Morricone vince il Golden Globe. Tarantino: "Meglio di 
Mozart e Beethoven"

Dopo tanto inseguirsi l'incontro con Quentin Tarantino per The hateful Eight, la colonna sonora gli fece conquistare il Golden Globe e l'Oscar nel 2016, undici anni dopo quello alla carriera proprio a dimostrazione della sua grande vitalità artistica.
Morricone ha vinto anche tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, sei BAFTA, dieci David di Donatello, undici Nastri d'argento, due European Film Awards, un Leone d'Oro alla carriera e un Polar Music Prize e ha venduto inoltre più di 70 milioni di dischi, tra colonne sonore per il cinema e opere ha composto per più di 500 titoli. Ha continuato a scrivere per il cinema e a dirigere fino a poco tempo fa. 


Ennio Morricone è stato insignito dal Capo dello Stato Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L'ultimo riconoscimento conquistato risale allo scorso 5 giugno quando è stato insignito del Premio Principessa delle Asturie per le arti 2020, che ha condiviso con il compositore statunitense John Williams, 88 anni, massima distinzione che fa capo all'omonima fondazione presieduta dai reali spagnoli.

Oltre al commento su Twitter del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ("Infinita riconoscenza al genio artistico del maestro"), i social sono stati travolti dai ricordi e saluti dei colleghi musicisti, di ogni tipo di genere, da Morgan ai Tiromancino e Emma Marrone, da moltissimi attori, Anna Foglietta, Giulio Base. Fabio Fazio lo definisce "Genio assoluto". "Era un grande amico, una grande persona, al di fuori della creatività musicale" dice Vittorio Storaro. "Ed è importante essere creativi anche sul piano umano. Io non credo che ci sia una divisione fra la personalità e la creatività, vanno di pari passo. Certamente sarà una enorme mancanza, non solo genio musicale, ma anche umano". La sindaca di Roma, Virginia Raggi, scrive su Twitter : "Dolore per la morte di Ennio Morricone, grande musicista e compositore del nostro tempo. Le sue colonne sonore hanno segnato la storia del cinema, in Italia e nel mondo, e continueranno a emozionarci. Roma era la sua città e oggi piange la scomparsa di un artista molto amato".

Professionisti: la mappa dei bonus, dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti

@ - Per i professionisti, i tre maxi decreti emergenziali, Cura Italia, Liquidità e Rilancio, hanno reso disponibili diverse misure agevolative, con differenti requisiti, condizioni e modalità di accesso. Tra gli incentivi più rilevanti, il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio. Ammessi i titolari di partita IVA che esercitano attività di lavoro autonomo, esclusi i professionisti ordinistici. I professionisti, compresi quelli ordinistici, hanno poi diritto al bonus affitti per i canoni di locazione pagati nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2020. Il credito d’imposta è pari al 60% del canone mensile, ridotto al 30% in relazione ai canoni dei contratti di servizi a prestazioni complesse. Quali sono le altre misure disponibili? Quali i requisiti richiesti per accedere?

Un pacchetto di misure di vario genere quello messe in campo per i professionisti dai decreti Cura Italia, Liquidità e Rilancio: benefici fiscali, interventi a sostegno della liquidità e ristori a fondo perduto.
@ - Misure che prevedono requisiti, condizioni e modalità di accesso diversi l’uno dall'altro, rendendo il quadro piuttosto complesso e articolato.

Ad esempio, al contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio possono accedere i titolari di partita Iva che esercitano di attività di lavoro autonomo, con ricavi e compensi fino a 5 milioni di euro e che, nel mese di aprile 2020, hanno avuto un ammontare dei corrispettivi inferiore ai 2/3 dell’ammontare del mese di aprile 2019. Il contributo spetta, a prescindere dal calo del fatturato, ai contribuenti che hanno avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e a quelli che operano nei Comuni colpiti da eventi calamitosi che al 31 gennaio 2020 (data di dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus) si trovavano ancora in una situazione di emergenza legata alle calamità naturali. Esclusi i professionisti ordinistici e liberi professionisti in possesso dei requisiti per beneficiare dell'indennità di 600 euro introdotta dall’art. 27 del decreto Cura Italia,
I professionisti ordinistici, invece, hanno diritto al bonus affitti (previsto anch’esso dal decreto Rilancio) per i canoni di locazione pagati nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2020. Il credito di imposta è pari al 60% del canone mensile, ridotto al 30% in relazione ai canoni dei contratti di servizi a prestazioni complesse (ad esempio contratti cd. coworking). Ne possono fruire i soggetti con compensi non superiori a 5 milioni di euro e che hanno avuto una diminuzione dei compensi di almeno il 50% nel mese di riferimento, rispetto allo stesso mese dell’anno 2019.

Benefici fiscali Versamento IRAP 
Riferimenti normativi: D.L. 34/2020, art. 24

Beneficio: Non è dovuto il versamento del saldo 2019 né della prima rata, pari al 40%, dell’acconto IRAP per il 2020. Resta fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta.

A chi: Lavoratori autonomi con compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

Come: Beneficio automatico, concesso nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Temporary Framework (quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato a sostegno dell'economia nel contesto dell'epidemia di COVID-19).

Bonus affitti 
Riferimenti normativi: D.L. 34/2020, art. 28; circolare Agenzia delle Entrate 6 giugno 2020 n. 14/E; risoluzione Agenzia delle Entrate 6 giugno 2020 n. 32/E

Beneficio: Credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione versato per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, relativo ad immobili non abitativi destinati all'esercizio dell'attività di lavoro autonomo.
Il bonus scende al 30% in relazione ai canoni dei contratti di servizi a prestazioni complesse (ad esempio contratti cd. coworking).

A chi: Persone fisiche e associazioni che esercitano arti e professioni producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del Tuir, con:
- compensi non superiori, nel 2019, a 5 milioni e,
- una diminuzione dei corrispettivi - in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio - di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.
Un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera al decreto Rilancio è stato eliminato il vincolo di dimostrare la diminuzione dei corrispettivi per i soggetti che hanno avviato l’attività nel 2019 e per quelli situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).

Come: Utilizzabile in dichiarazione o, in alternativa, in compensazione in F24 (codice tributo 6920) dopo il pagamento dei canoni. In luogo dell’utilizzo diretto, fino al 31 dicembre 2021, può essere ceduto al locatore o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Le modalità della cessione sono state definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° luglio 2020. La comunicazione dell’avvenuta cessione potrà essere effettuata dal 13 luglio 2020 tramite un’apposita funzionalità disponibile nell’area autenticata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus per l’adeguamento degli ambienti di lavoro 
Riferimenti normativi: D.L. 34/2020, art. 120
Beneficio: Credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, per interventi necessari a far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19. Negli interventi agevolabili sono compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

A chi: Esercenti attività arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’allegato 1 al provvedimento. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere individuati ulteriori soggetti aventi diritto.

Come: Utilizzabile nell’anno 2021 in compensazione in F24 o, in alternativa, fino al 31 dicembre 2021, può essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Bonus per sanificazione e DPI 
Riferimenti normativi: D.L. 34/2020, art. 125

Beneficio: Credito d’imposta pari al 60% (fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario) delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

A chi: Soggetti esercenti attività arti e professioni.

Come: Utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione in F24. In luogo dell’utilizzo diretto, fino al 31 dicembre 2021, può essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Bonus pubblicità 
Riferimenti normativi: D.L. 34/2020, art. 186

Beneficio: Limitatamente all'anno 2020, credito di imposta pari al 50% dell’intero valore dell’investimento pubblicitario effettuato.

A chi: Lavoratori autonomi, che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche on line e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Come: Domanda dal 1° al 30 settembre 2020.

Sostegno alla liquidità

Fondo Gasparrini 
Riferimenti normativi: D.L. 18/2020, art. 54; D.L. 23/2020, art. 12; D.M. 25 marzo 2020, G.U. 28 marzo 2020, n. 82

Beneficio: Sospensione dell’intera rata del mutuo prima casa (di importo non superiore a 400.000 euro) fino a un massimo di 18 mesi con un contributo del Fondo di solidarietà che copre il 50% degli interessi che maturano durante il periodo di sospensione.

A chi: Liberi professionisti (professionista iscritto agli ordini professionali e quello aderente alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico) che hanno registrato nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020, ovvero nel minor periodo intercorrente tra la data dell’istanza e la predetta data, una riduzione del fatturato superiore al 33% rispetto a quanto fatturato nell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività, operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza Coronavirus.
N.B. Soggetti ammessi fino al 17 dicembre 2020.

Come: alla banca che ha concesso il mutuo, deve essere presentato il modulo pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle finanze e sul sito della Consap (soggetto gestore del Fondo).

Moratoria ex lege sui finanziamenti in essere 
Riferimenti normativi: D.L. n. 18/2020, art. 56

Beneficio:
- Irrevocabilità, fino al 30 settembre 2020, delle linee di credito in conto corrente e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata;
- proroga, fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020;
- sospensione, fino al 30 settembre 2020, del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione sarà dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità.

A chi: professionisti titolari di partita IVA, aventi sede in Italia ed in bonis, ovvero non aventi posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate.

Come: deve essere presentata all’istituto finanziatore apposita domanda, in cui si dichiara di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19.

Fondo di garanzia PMI 
Riferimenti normativi: D.L. 23/2020, art. 13; Circolari del Mediocredito Centrale 12/2020 e 13/2020

Beneficio:
1) Piccoli prestiti fino a 30.000 euro di cui al comma 1, lettera m): garanzia pubblica del 100%. Possono essere garantiti prestiti di durata non superiore a 10 anni e con inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi.
2) Prestiti diversi da quelli di cui al comma 1, lettera m):
- garanzia pubblica fino al 90% per i finanziamenti fino a 6 anni
- garanzia pubblica dell’80% per i finanziamenti con durata anche oltre i 10 anni.

A chi:
1) Piccoli prestiti fino a 30.000 euro di cui al comma 1, lettera m):
- persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni
- broker, agenti e subagenti di assicurazione.
2) Prestiti diversi da quelli di cui al comma 1, lettera m): liberi professionisti, iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all'apposito elenco del Ministero dello Sviluppo Economico.

Come: Regole valide fino al 31 dicembre 2020.
La domanda per richiedere la garanzia pubblica deve essere presentata alla banca o al confidi cui ci si rivolge per ottenere il prestito e non direttamente al Fondo di garanzia.

Garanzia Italia 
Riferimenti normativi: D.L. 23/2020, art. 1

Beneficio: Garanzia SACE (del 70, 80 o 90%) rilasciata entro il 31 dicembre 2020, per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni, con la possibilità di un preammortamento fino a 36 mesi e di importo non superiore al maggiore tra i seguenti elementi: 25% del fatturato annuo relativo al 2019; doppio dei costi del personale relativi al 2019.

A chi: liberi professionisti titolari di partita IVA, nonché le associazioni professionali e le società tra professionisti che hanno pienamente utilizzato la capacità di accesso al Fondo Centrale di Garanzia.

Come: La richiesta di finanziamento con garanzia dello Stato deve essere presentata alla banca (o altro soggetto abilitato all'esercizio del credito) di fiducia.

Indennità Covid-19

Indennità INPS 
Riferimenti normativi: D.L. n. 18/2020, art. 27; D.L. n. 34/2020, art. 84, commi 1 e 2; Circolari INPS 30 marzo 2020 n. 49 e 29 maggio 2020 n. 66

Beneficio: Indennità pari a:
- 600 euro per marzo e aprile 2020;
- 1.000 euro per maggio 2020.

A chi:
1) Indennità di marzo e aprile: liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
2) Indennità di maggio: liberi professionisti, compresi partecipanti a studi associati/società semplice, con i seguenti requisiti:
- titolari di partita IVA attiva al 19 maggio 2020 e iscritti alla Gestione separata;
- non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
- che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre (marzo e aprile) 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre (marzo e aprile) 2019.

Come:
1) Indennità di marzo: la domanda di riesame andava presentata entro il 3 giugno 2020.
2) Indennità di aprile: per chi ha ricevuto l'erogazione dell'indennità di 600 euro relativa al mese di marzo 2020: l’indennità del mese di aprile è erogata dall’Inps in via automatica, senza necessità di presentare una nuova domanda.
3) Indennità di maggio: domanda da presentare all’INPS obbligatoriamente anche se si è già fruito dell’analogo bonus per i mesi di marzo e aprile. Sufficiente allegare un’autocertificazione.

Indennità Casse di previdenza private 
Riferimenti normativi: D.L. n. 18/2020, art. 44, comma 2; D.L. n. 34/2020, art. 78; Decreti interministeriali 28 marzo 2020, 27 aprile 2020 e 29 maggio 2020

Beneficio: Indennità pari a:
- marzo e aprile 2020: 600 euro;
- maggio 2020: importo da definire.

A chi:
1) Indennità di marzo: professionisti iscritti alle relative Casse di previdenza, in possesso dei seguenti requisiti:
- non titolari di pensione;
- con riferimento all'anno 2018, reddito complessivo non superiore a 35.000 euro la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica;
- con riferimento al 2018, reddito complessivo tra 35.000 euro e 50.000 euro e abbiano cessato o ridotto o sospeso l'attività libero-professionale in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
2) Indennità di aprile: professionisti iscritti alle relative Casse di previdenza in possesso dei seguenti requisiti:
- aver dichiarato, nell'anno 2018, un reddito professionale non superiore a 35.000 euro oppure, in alternativa, un reddito professionale compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro avendo percepito, nel trimestre gennaio-marzo 2020, compensi inferiori di almeno il 33% rispetto ai compensi percepiti nel trimestre gennaio-marzo 2019;
- in alternativa al punto precedente, aver chiuso la partita IVA nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 30 aprile 2020 ovvero aver subito un calo del 33% del reddito professionale nel primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019 ovvero, in caso di reddito professionale fino a 35.000 euro, aver comunque subito limitazioni all’esercizio professionale in conseguenza dei vincoli connessi all’emergenza epidemiologica;
- non essere titolare di pensione diretta;
- non essere titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
- non aver presentato analoga istanza ad altro ente gestore di forme di previdenza obbligatoria;
- non aver beneficiato delle indennità previste dagli articoli 19, 20, 21, 22 (CIGS Covid) 27, 28, (Bonus autonomi iscritti alla GS INPS) 29, (Lavoratori stagionali del turismo) 30 (Lavoratori agricoli), 38 (Lavoratori dello spettacolo) e 96 (Collaboratori sportivi) del DL 17 marzo 2020 n. 18 e dagli articoli 84, 85 e 98 del D.L. n. 34/2020 e di non aver usufruito né del reddito di cittadinanza (di cui al D.L. n. 4/2019), né delle prestazioni di cui all’art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia del 30 aprile 2020, né del reddito di emergenza di cui all’art. 82 del D.L. n.34/2020.
3) Indennità di maggio: professionisti iscritti alle relative Casse di previdenza:
- non titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
- non titolari di pensione.

Come:
1) Indennità di marzo 2020: il termine per la presentazione delle domande alla Cassa di riferimento è scaduto il 30 aprile 2020.
2) Indennità di aprile:
- per chi ha ricevuto l'erogazione dell'indennità di 600 euro relativa al mese di marzo 2020: l’indennità del mese di aprile è erogata dalla Cassa di riferimento in via automatica, senza necessità di presentare una nuova domanda.
- per chi non ha ricevuto l’indennità del mese di marzo: domanda alla Cassa di riferimento entro l'8 luglio 2020.
3) Indennità di maggio 2020: da definire.

Contributo a fondo perduto 
Riferimenti normativi: D.L. n. 34/2020, articolo 25; Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 10 giugno 2020 n. 230439; Circolare dell’Agenzia delle Entrate 13 giugno 2020 n. 15/E

Beneficio: Contributo a fondo perduto calcolato applicando alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, una delle seguenti percentuali:
- 20%, se i ricavi o i compensi 2019 sono stati minori o uguali a 400.000 euro;
- 15%, se i ricavi o i compensi 2019 sono stati superiori a 400.000 euro e minori o uguali a 1.000.000 di euro;
- 10%, se ricavi o i compensi 2019 sono stati superiori a 1.000.000 di euro e minori o uguali a 5.000.000 euro.
Contributo minimo: 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

A chi: Persone fisiche e associazioni di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c), del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del TUIR con:
1) compensi nel periodo di imposta precedente non superiori a 5 milioni di euro, e
2) con corrispettivi di aprile 2020 inferiori ai 2/3 di quelli di aprile 2019. Il rispetto di tale requisito non è richiesto:
- per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 (e comunque non oltre il 30 aprile 2020);
- per i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus). Un elenco - indicativo e non esaustivo - dei Comuni è riportato nelle istruzioni per la compilazione dell’istanza per il riconoscimento del modello, approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 230439/2020.
Fermo restando il rispetto dei suddetti requisiti, sono ammessi:
- società tra professionisti, indipendentemente dal fatto che i soci ricadano o meno nelle ipotesi di esclusione;
- soggetti in regime forfetario di cui all’articolo 1, commi 54 e seguenti della Legge n. 190/2014.
Sono esclusi:
- soggetti con attività cessata alla data di presentazione dell’istanza;
- professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria;
- soggetti che percepiscono indennità di cui agli artt. 27 (bonus professionisti) e 38 (bonus lavoratori dello spettacolo) del D.L. 18/2020.

Come: domanda all’Agenzia delle Entrate entro il 13 agosto 2020 ovvero, entro il 24 agosto nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto.