Terremoto, Ingv "5 scosse all'ora nel 2017" | Sequenza sismica Italia centrale ancora attiva - Tuttoggi: "Nel corso del 2017, grazie alla Rete Sismica Nazionale (RSN), l’INGV ha localizzato 44459 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe. Una media di oltre 120 eventi al giorno, 5 ogni ora. Quindi, nel 2017 in Italia è stato localizzato un terremoto ogni 12 minuti dalla Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV.
L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia fa il punto sull’attività tellurica in Italia nell’anno appena passato, che ha risentito dell’evoluzione della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 ad Amatrice e Norcia e proseguita con il grande sisma del 30 ottobre di Norcia.
L’Ingv spiega che in realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più degli oltre 44mila localizzati. Parliamo naturalmente – evidenzia – di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento. Pur essendo questa soglia di magnitudo molto bassa in Italia centrale (inferiore a 1.0 in molte aree), quando si installano delle reti più dense della RSN, come accaduto a partire dall’agosto 2016 nella zona tra Lazio, Umbria e Marche, l’Ingv è in grado di rilevare e localizzare un numero di eventi fino a dieci volte superiore.
Tra i 44459 rilevati dalla RSN nel 2017, circa 37000 possono essere considerati delle repliche della sequenza in Italia centrale, iniziata il 24 agosto del 2016 e tuttora in corso. Il numero totale è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente (circa 53000), a causa dei numerosissimi eventi in Italia centrale, ma molto più alto del 2015 e del 2014 (rispettivamente 15000 e 24300 circa).
Qualche numero per i terremoti del 2017 in Italia e dintorni
Nel 2017 sono stati registrati:
5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0: uno di questi avvenuto in Albania, 4 nella zona di Campotosto (AQ);
21 di magnitudo tra 4.0 e 4.9: 6 di questi avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
370 di magnitudo tra 3.0 e 3.9: di questi, alcuni avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
4224 di magnitudo ≥2.0: di questi, alcuni avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi.
Come si vede, quindi, quasi il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2017 hanno magnitudo minore di 2.0, il che vuol dire che probabilmente non sono stati avvertiti dalla popolazione, salvo qualche eccezione (per esempio in caso di ipocentri molto superficiali). Altri eventi di magnitudo maggiore di 4 sono stati rilevati dalla Rete Sismica Nazionale nei Paesi e nei mari intorno all’Italia, in particolare in Svizzera, in Bosnia e nel Mar Ionio.
L’andamento dell’attività sismica in Italia nel 2017 è dominato dall’evoluzione della sequenza in Italia centrale. L’andamento della sismicità al di fuori dell’area della sequenza si mantiene piuttosto costante durante tutti i mesi dell’anno, con un numero mensile di eventi che oscilla tra i 400 e i 660. Si nota poi l’andamento in decrescita dell’attività relativa alla sequenza in Italia centrale: dai circa 9000 eventi del mese di gennaio si passa a circa 1000 di dicembre 2017.
“Ricordiamo – specifica l’Ingv – che i dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono calcolati e rivisti dai sismologi in turno h24 nella Sala di sorveglianza sismica e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul sito web del Centro Nazionale Terremoti. In seguito, tutti i dati vengono rivisti dagli analisti sismologi, personale specializzato che rielabora i parametri di ogni singolo evento, che utilizzando un maggior numero di stazioni sismiche non disponibili in tempo reale, localizza anche altri microterremoti che non era stato possibile elaborare nella Sala di sorveglianza sismica. Questo è il motivo per cui il numero di terremoti localizzati in un anno varia, aumentando anche in maniera sostanziale, dalle elaborazioni della Sala di sorveglianza sismica a quelle finali del Bollettino Sismico italiano”.
La sequenza in Italia centrale nel 2017
Come detto, la maggior parte dei terremoti italiani (oltre l’80%) è avvenuta nella zona interessata dagli eventi catastrofici del 2016. Proprio all’inizio del 2017, il 18 gennaio, la sequenza ha avuto una ripresa importante, con quattro terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 avvenuti nell’arco di pochissime ore in provincia dell’Aquila (settore meridionale della sequenza).
La sequenza ha avuto un andamento piuttosto regolare a partire dal mese di gennaio 2017, in particolare dopo il picco del 18 gennaio. Il numero medio giornaliero pari a circa 150 eventi nei mesi di febbraio e marzo è sceso intorno ai 100 eventi tra aprile e giugno ed è arrivato ad avere valori tra 50 e 100 nell’estate. Negli ultimi mesi dell’anno, sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. Nei giorni con maggiore attività sismica sono stati raggiunti valori superiori ai 400-500 eventi/giorno, mentre nel 2017 il numero è andato diminuendo rapidamente dal 18 gennaio, giorno in cui gli eventi sismici sono stati oltre 300 a qualche decina nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi a poche unità al giorno nella seconda metà dell’anno." SEGUE >>>
L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia fa il punto sull’attività tellurica in Italia nell’anno appena passato, che ha risentito dell’evoluzione della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 ad Amatrice e Norcia e proseguita con il grande sisma del 30 ottobre di Norcia.
L’Ingv spiega che in realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più degli oltre 44mila localizzati. Parliamo naturalmente – evidenzia – di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento. Pur essendo questa soglia di magnitudo molto bassa in Italia centrale (inferiore a 1.0 in molte aree), quando si installano delle reti più dense della RSN, come accaduto a partire dall’agosto 2016 nella zona tra Lazio, Umbria e Marche, l’Ingv è in grado di rilevare e localizzare un numero di eventi fino a dieci volte superiore.
Tra i 44459 rilevati dalla RSN nel 2017, circa 37000 possono essere considerati delle repliche della sequenza in Italia centrale, iniziata il 24 agosto del 2016 e tuttora in corso. Il numero totale è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente (circa 53000), a causa dei numerosissimi eventi in Italia centrale, ma molto più alto del 2015 e del 2014 (rispettivamente 15000 e 24300 circa).
Qualche numero per i terremoti del 2017 in Italia e dintorni
Nel 2017 sono stati registrati:
5 eventi di magnitudo maggiore o uguale a 5.0: uno di questi avvenuto in Albania, 4 nella zona di Campotosto (AQ);
21 di magnitudo tra 4.0 e 4.9: 6 di questi avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
370 di magnitudo tra 3.0 e 3.9: di questi, alcuni avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi;
4224 di magnitudo ≥2.0: di questi, alcuni avvenuti nei mari circostanti e nei Paesi limitrofi.
Come si vede, quindi, quasi il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2017 hanno magnitudo minore di 2.0, il che vuol dire che probabilmente non sono stati avvertiti dalla popolazione, salvo qualche eccezione (per esempio in caso di ipocentri molto superficiali). Altri eventi di magnitudo maggiore di 4 sono stati rilevati dalla Rete Sismica Nazionale nei Paesi e nei mari intorno all’Italia, in particolare in Svizzera, in Bosnia e nel Mar Ionio.
L’andamento dell’attività sismica in Italia nel 2017 è dominato dall’evoluzione della sequenza in Italia centrale. L’andamento della sismicità al di fuori dell’area della sequenza si mantiene piuttosto costante durante tutti i mesi dell’anno, con un numero mensile di eventi che oscilla tra i 400 e i 660. Si nota poi l’andamento in decrescita dell’attività relativa alla sequenza in Italia centrale: dai circa 9000 eventi del mese di gennaio si passa a circa 1000 di dicembre 2017.
“Ricordiamo – specifica l’Ingv – che i dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono calcolati e rivisti dai sismologi in turno h24 nella Sala di sorveglianza sismica e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul sito web del Centro Nazionale Terremoti. In seguito, tutti i dati vengono rivisti dagli analisti sismologi, personale specializzato che rielabora i parametri di ogni singolo evento, che utilizzando un maggior numero di stazioni sismiche non disponibili in tempo reale, localizza anche altri microterremoti che non era stato possibile elaborare nella Sala di sorveglianza sismica. Questo è il motivo per cui il numero di terremoti localizzati in un anno varia, aumentando anche in maniera sostanziale, dalle elaborazioni della Sala di sorveglianza sismica a quelle finali del Bollettino Sismico italiano”.
La sequenza in Italia centrale nel 2017
Come detto, la maggior parte dei terremoti italiani (oltre l’80%) è avvenuta nella zona interessata dagli eventi catastrofici del 2016. Proprio all’inizio del 2017, il 18 gennaio, la sequenza ha avuto una ripresa importante, con quattro terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 avvenuti nell’arco di pochissime ore in provincia dell’Aquila (settore meridionale della sequenza).
La sequenza ha avuto un andamento piuttosto regolare a partire dal mese di gennaio 2017, in particolare dopo il picco del 18 gennaio. Il numero medio giornaliero pari a circa 150 eventi nei mesi di febbraio e marzo è sceso intorno ai 100 eventi tra aprile e giugno ed è arrivato ad avere valori tra 50 e 100 nell’estate. Negli ultimi mesi dell’anno, sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. Nei giorni con maggiore attività sismica sono stati raggiunti valori superiori ai 400-500 eventi/giorno, mentre nel 2017 il numero è andato diminuendo rapidamente dal 18 gennaio, giorno in cui gli eventi sismici sono stati oltre 300 a qualche decina nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi a poche unità al giorno nella seconda metà dell’anno." SEGUE >>>
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