Servono risorse concrete: "L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) lancia un appello per ottenere circa 1,4 miliardi di dollari destinati a programmi in favore di oltre 80 milioni di persone in 50 paesi del mondo. I fondi servono ad aiutare le persone sfollate entro i confini dei loro paesi, migranti, rifugiati e le comunità che li ospitano, nonché persone che fanno ritorno alle loro aree di origine e individui colpiti da conflitti e disastri naturali. L’organizzazione sottolinea che si tratta di «necessità urgenti» per le quali i fondi devono essere raccolti entro il 2018.
I fondi verranno destinati ad attività in materia di prevenzione e preparazione alle crisi, di risposta alle emergenze e alle attività per le fasi di transizione e di recupero. Si parla di «situazioni varie e diverse che hanno in comune l’urgenza di dover intervenire per salvare vite umane» dice l’Oim.
Per fare alcuni esempi, l’Oim menziona le conseguenze della siccità in Somalia o le necessità delle persone che cercano di ritornare alla normalità nelle zone distrutte dal conflitto in Iraq e in Siria, o le enormi difficoltà che vivono nei campi in Bangladesh gli oltre 800.000 rifugiati rohingya dal Myanmar. L’Oim ricorda che nell’Unione europea sono stati oltre 100.000 i rimpatri volontari nel 2017 e che il costo complessivo di tali operazioni è di 32,7 milioni di dollari (circa 27 milioni di euro) ogni anno. «Milioni di persone hanno bisogno non solo di assistenza e protezione in situazione di emergenza, ma di un supporto innovativo che li aiuti a rimettersi in piedi» ha detto Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni e delle emergenze dell’Oim.
Tra i tanti scenari drammatici presi in considerazione, l’Oim denuncia «il significativo e preoccupante aumento delle vittime adolescenti della tratta». Secondo l’Oim, oltre l’80 per cento delle donne migranti arrivate attraverso il Mediterraneo in Europa negli ultimi due anni è stata vittima di sfruttamento sessuale, in particolare le giovani nigeriane."
I fondi verranno destinati ad attività in materia di prevenzione e preparazione alle crisi, di risposta alle emergenze e alle attività per le fasi di transizione e di recupero. Si parla di «situazioni varie e diverse che hanno in comune l’urgenza di dover intervenire per salvare vite umane» dice l’Oim.
Per fare alcuni esempi, l’Oim menziona le conseguenze della siccità in Somalia o le necessità delle persone che cercano di ritornare alla normalità nelle zone distrutte dal conflitto in Iraq e in Siria, o le enormi difficoltà che vivono nei campi in Bangladesh gli oltre 800.000 rifugiati rohingya dal Myanmar. L’Oim ricorda che nell’Unione europea sono stati oltre 100.000 i rimpatri volontari nel 2017 e che il costo complessivo di tali operazioni è di 32,7 milioni di dollari (circa 27 milioni di euro) ogni anno. «Milioni di persone hanno bisogno non solo di assistenza e protezione in situazione di emergenza, ma di un supporto innovativo che li aiuti a rimettersi in piedi» ha detto Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni e delle emergenze dell’Oim.
Tra i tanti scenari drammatici presi in considerazione, l’Oim denuncia «il significativo e preoccupante aumento delle vittime adolescenti della tratta». Secondo l’Oim, oltre l’80 per cento delle donne migranti arrivate attraverso il Mediterraneo in Europa negli ultimi due anni è stata vittima di sfruttamento sessuale, in particolare le giovani nigeriane."
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