Quattro miti da sfatare sulla schiavitù negli Stati Uniti. E qualche verità da tenere a mente – Business Insider Italia: "Le persone credono di sapere più o meno tutto a proposito della schiavitù negli Stati Uniti, ma non è così. Pensano, ad esempio, che la maggior di parte degli schiavi africani sia arrivata direttamente nelle colonie americane, ma non è così che andò. Si parla di una schiavitù durata 400 anni, ma non è vero.
Si dice che negli stati del Sud ogni famiglia possedesse degli schiavi, ma ciò non accadde. Altri dicono che è stato molto tempo fa, ma non è passato tutto questo tempo.
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La schiavitù è tornata alla ribalta di recente. Dalla scoperta dell’asta di 272 schiavi che permise alla Georgetown University di rimanere in attività, alla polemica sul libro di testo edito da McGraw-Hill, dove gli schiavi sono stati chiamati “lavoratori venuti dall’Africa”, al memoriale della schiavitù costruito alla University of Virginia, gli americani hanno avuto modo di tornare a parlare di questo difficile periodo della loro storia.
Alcune di queste discussioni sono state caratterizzate da controversie e conflitti, come a proposito della studentessa della University of Tennessee che ha contestato la sua docente rispetto alla realtà delle unità familiari di schiavi.
Come studiosa della schiavitù presso la University of Texas ad Austin, non posso che approvare il pubblico dibattito e la rinnovata familiarità che il popolo americano sta mostrando con la propria storia. Devo comunque notare come ci siano diversi preconcetti sulla schiavitù, come il conflitto avvenuto alla University of Tennessee ha messo in evidenza.
Ho passato la mia vita lavorativa sfatando i miti sulla “peculiar institution”. Obbiettivo dei miei corsi non è stato vittimizzare un gruppo, magari per celebrarne un altro. Piuttosto, provare a delineare la storia della schiavitù in tutte le sue forme, per trovare un senso alle origini dell’ingiustizia sociale e mostrare le radici dell’attuale discriminazione. La storia della schiavitù aggiunge contenuti vitali al dibattito attuale, contrastando la distorsione dei fatti, le bufale di internet e la scarsa conoscenza, dalla quale cerco sempre di mettere in guardia i miei studenti.
Quattro miti sulla schiavitù
Primo mito: La maggioranza dei prigionieri africani arrivò in ciò che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti.
La verità: solo poco più di 300.000 prigionieri, vale a dire il 4-6% del totale, arrivò direttamente negli Stati Uniti. La maggioranza delle persone ridotte in schiavitù arrivò invece in Brasile e nei Caraibi.
Una notevole quantità di africani resi schiavi arrivò nelle colonie americane dopo essere passati per i Caraibi, dove furono “maturati”, abituati alla vita in schiavitù. Passarono mesi o anni a riprendersi dalle brutali traversie del “Middle Passage”, il ciclo commerciale attraverso il quale milioni di africani furono trasformati in merci. Una volta abituati alle fatiche della schiavitù, molti furono poi avviati alle piantagioni su suolo americano.
Secondo mito: La schiavitù è durata 400 anni.
La cultura popolare è piena di riferimenti a un’oppressione durata 400 anni. Sembra esserci una confusione tra la Transatlantic Slave Trade (1440-1888) e l’istituzione della schiavitù, una confusione rafforzata dalla Bibbia, Genesi 15,13:
Allora il Signore disse ad Abramo: «Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni».
Si può poi ascoltare “All Black Everything” (2011) di Lupe Fiasco, un artista hip hop sostenitore della teoria dei 400 anni, che immagina un’America senza schiavitù:
[ritornello]
Non saprai mai
Se saresti mai potuto diventare
Se non ci hai mai provato
Non vedrai mai
Siamo rimasti in Africa
Non siamo mai andati via
Così come non ci sono schiavi nella nostra storia
Non erano navi di schiavi, non c’era miseria, chiamami pure pazzo
Vedi, mi sono addormentato e ho fatto un sogno, era tutto nero, dappertutto
[strofa 1]
Ah, e non siamo stati neanche sfruttati
L’uomo bianco non è intimidito, quindi non lo ha distrutto
Non lavoriamo gratuitamente, vedi, dovevano assumerla
L’abbiamo costruita insieme, infatti siamo considerati come loro
In questi primi 400 anni, vedi, ci siamo divertiti
La verità: la schiavitù non è certo propria degli Stati Uniti, è stata parte della storia di quasi ogni nazione, da quella della civiltà greco-romana alle forme contemporanee di traffico degli esseri umani. La parte americana della storia è durata meno di 400 anni.
Asta di schiavi in Carolina del Sud. Wikimedia
In che modo, quindi, è possibile calcolare la durata della schiavitù in America? La maggior parte degli storici ha fissato la data d’inizio del fenomeno al 1619: venti africani citati come “servitori” arrivarono in Virginia, a Jamestown, su una nave olandese. È comunque importante notare che non erano i primi africani sul suolo americano. I primi africani arrivarono alla fine del 16° Secolo, non come schiavi ma come esploratori, insieme a portoghesi e spagnoli." SEGUE >>>
Si dice che negli stati del Sud ogni famiglia possedesse degli schiavi, ma ciò non accadde. Altri dicono che è stato molto tempo fa, ma non è passato tutto questo tempo.
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La schiavitù è tornata alla ribalta di recente. Dalla scoperta dell’asta di 272 schiavi che permise alla Georgetown University di rimanere in attività, alla polemica sul libro di testo edito da McGraw-Hill, dove gli schiavi sono stati chiamati “lavoratori venuti dall’Africa”, al memoriale della schiavitù costruito alla University of Virginia, gli americani hanno avuto modo di tornare a parlare di questo difficile periodo della loro storia.
Alcune di queste discussioni sono state caratterizzate da controversie e conflitti, come a proposito della studentessa della University of Tennessee che ha contestato la sua docente rispetto alla realtà delle unità familiari di schiavi.
Come studiosa della schiavitù presso la University of Texas ad Austin, non posso che approvare il pubblico dibattito e la rinnovata familiarità che il popolo americano sta mostrando con la propria storia. Devo comunque notare come ci siano diversi preconcetti sulla schiavitù, come il conflitto avvenuto alla University of Tennessee ha messo in evidenza.
Ho passato la mia vita lavorativa sfatando i miti sulla “peculiar institution”. Obbiettivo dei miei corsi non è stato vittimizzare un gruppo, magari per celebrarne un altro. Piuttosto, provare a delineare la storia della schiavitù in tutte le sue forme, per trovare un senso alle origini dell’ingiustizia sociale e mostrare le radici dell’attuale discriminazione. La storia della schiavitù aggiunge contenuti vitali al dibattito attuale, contrastando la distorsione dei fatti, le bufale di internet e la scarsa conoscenza, dalla quale cerco sempre di mettere in guardia i miei studenti.
Quattro miti sulla schiavitù
Primo mito: La maggioranza dei prigionieri africani arrivò in ciò che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti.
La verità: solo poco più di 300.000 prigionieri, vale a dire il 4-6% del totale, arrivò direttamente negli Stati Uniti. La maggioranza delle persone ridotte in schiavitù arrivò invece in Brasile e nei Caraibi.
Una notevole quantità di africani resi schiavi arrivò nelle colonie americane dopo essere passati per i Caraibi, dove furono “maturati”, abituati alla vita in schiavitù. Passarono mesi o anni a riprendersi dalle brutali traversie del “Middle Passage”, il ciclo commerciale attraverso il quale milioni di africani furono trasformati in merci. Una volta abituati alle fatiche della schiavitù, molti furono poi avviati alle piantagioni su suolo americano.
Secondo mito: La schiavitù è durata 400 anni.
La cultura popolare è piena di riferimenti a un’oppressione durata 400 anni. Sembra esserci una confusione tra la Transatlantic Slave Trade (1440-1888) e l’istituzione della schiavitù, una confusione rafforzata dalla Bibbia, Genesi 15,13:
Allora il Signore disse ad Abramo: «Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni».
Si può poi ascoltare “All Black Everything” (2011) di Lupe Fiasco, un artista hip hop sostenitore della teoria dei 400 anni, che immagina un’America senza schiavitù:
[ritornello]
Non saprai mai
Se saresti mai potuto diventare
Se non ci hai mai provato
Non vedrai mai
Siamo rimasti in Africa
Non siamo mai andati via
Così come non ci sono schiavi nella nostra storia
Non erano navi di schiavi, non c’era miseria, chiamami pure pazzo
Vedi, mi sono addormentato e ho fatto un sogno, era tutto nero, dappertutto
[strofa 1]
Ah, e non siamo stati neanche sfruttati
L’uomo bianco non è intimidito, quindi non lo ha distrutto
Non lavoriamo gratuitamente, vedi, dovevano assumerla
L’abbiamo costruita insieme, infatti siamo considerati come loro
In questi primi 400 anni, vedi, ci siamo divertiti
La verità: la schiavitù non è certo propria degli Stati Uniti, è stata parte della storia di quasi ogni nazione, da quella della civiltà greco-romana alle forme contemporanee di traffico degli esseri umani. La parte americana della storia è durata meno di 400 anni.
Asta di schiavi in Carolina del Sud. Wikimedia
In che modo, quindi, è possibile calcolare la durata della schiavitù in America? La maggior parte degli storici ha fissato la data d’inizio del fenomeno al 1619: venti africani citati come “servitori” arrivarono in Virginia, a Jamestown, su una nave olandese. È comunque importante notare che non erano i primi africani sul suolo americano. I primi africani arrivarono alla fine del 16° Secolo, non come schiavi ma come esploratori, insieme a portoghesi e spagnoli." SEGUE >>>
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