Ad arosa - «Ebrei, doccia prima di entrare in piscina»: furia di Israele contro un hotel svizzero | mondo | Il Secolo XIX: "Torino - Una famiglia di ebrei ultraortodossi in vacanza in Svizzera ha raccontato alla tivù israeliana Channel 2 di essersi sentita insultata e offesa dal cartello esposto nell’hotel dove stava trascorrendo le ferie. Il cartello, indirizzato esplicitamente agli ospiti ebrei, chiedeva di fare la doccia prima (e dopo) l’entrata in piscina: “Se non vi attenete alle regole saremo costretti a impedirvi di usarla”.
In Israele sono scattate le critiche e la viceministra degli Esteri ha lanciato accuse di antisemitismo, chiedendo le scuse ufficiali del governo elvetico. Secondo quanto riferisce il Jerusalem Post, la viceministra Tzipi Hotovely ha definito gli avvisi una «brutta manifestazione di antisemitismo». Ha fatto sapere inoltre di avere parlato con l’ambasciatore israeliano in Svizzera, che le ha detto che i cartelli sono stati rimossi. Ma la viceministra ha anche chiesto al rappresentante diplomatico di richiedere una condanna formale da parte del governo svizzero. L’Ufficio nazionale del Turismo svizzero ha espresso il suo rammarico per quanto accaduto , parlando di uno «sgradevole incidente» .
La famiglia era ospite dell’Aparthaus Paradies ad Arosa, dove, oltre al messaggio relativo alla piscina ne sarebbe apparso anche un secondo, anche in questo caso diretto «ai nostri ospiti ebrei», con il quale il gestore spiegava che «vi è concesso l’uso del frigorifero dalle 10 alle 11 del mattino e dalle 16.30 alle 17.30 nel pomeriggio. Spero capiate che il nostro staff non ama essere disturbato ad ogni ora».
Il capofamiglia ha raccontato alla tivù che i gestori erano stati «inizialmente molto accoglienti e amichevoli», fornendo tutto il necessario per il loro neonato.
Dall’albergo si difende la firmataria dell’avviso, che da alcuni media svizzeri viene identificata come la direttrice e da altri come la portiera: «Ho scritto qualcosa di molto ingenuo nel cartello», avrebbe detto al giornale svizzero Blick, riconoscendo che sarebbe stato meglio rivolgere l’avviso a tutti i clienti, e non specificamente agli ebrei."
In Israele sono scattate le critiche e la viceministra degli Esteri ha lanciato accuse di antisemitismo, chiedendo le scuse ufficiali del governo elvetico. Secondo quanto riferisce il Jerusalem Post, la viceministra Tzipi Hotovely ha definito gli avvisi una «brutta manifestazione di antisemitismo». Ha fatto sapere inoltre di avere parlato con l’ambasciatore israeliano in Svizzera, che le ha detto che i cartelli sono stati rimossi. Ma la viceministra ha anche chiesto al rappresentante diplomatico di richiedere una condanna formale da parte del governo svizzero. L’Ufficio nazionale del Turismo svizzero ha espresso il suo rammarico per quanto accaduto , parlando di uno «sgradevole incidente» .
La famiglia era ospite dell’Aparthaus Paradies ad Arosa, dove, oltre al messaggio relativo alla piscina ne sarebbe apparso anche un secondo, anche in questo caso diretto «ai nostri ospiti ebrei», con il quale il gestore spiegava che «vi è concesso l’uso del frigorifero dalle 10 alle 11 del mattino e dalle 16.30 alle 17.30 nel pomeriggio. Spero capiate che il nostro staff non ama essere disturbato ad ogni ora».
Il capofamiglia ha raccontato alla tivù che i gestori erano stati «inizialmente molto accoglienti e amichevoli», fornendo tutto il necessario per il loro neonato.
Dall’albergo si difende la firmataria dell’avviso, che da alcuni media svizzeri viene identificata come la direttrice e da altri come la portiera: «Ho scritto qualcosa di molto ingenuo nel cartello», avrebbe detto al giornale svizzero Blick, riconoscendo che sarebbe stato meglio rivolgere l’avviso a tutti i clienti, e non specificamente agli ebrei."
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