venerdì 18 agosto 2017

Chi ha tradito l'Europa di De Gasperi e Adenauer?

Chi ha tradito l'Europa di De Gasperi e Adenauer?: "Cinquant’anni fa, nell’aprile 1967, moriva, a 91 anni, circondato dai suoi sette figli e stimato da tutto il popolo tedesco, Konrad Adenauer, primo Cancelliere del nuovo Stato tedesco. Aveva governato la Germania – ancora divisa – dal 1949 al 1963, quando si era ritirato dalla guida del governo restando tuttavia deputato e presidente della Cdu, il grande partito interconfessionale cristiano da lui fondato nel 1945. Adenauer morì nella sua amata grande casa di Bad Honnef, circondata da una moltitudine di rose e prospicente uno dei punti più belli della valle del Reno, che si era fatto costruire nel 1936 dopo che i nazisti l’avevano estromesso dalla carica di sindaco di Colonia. Alcide De Gasperi era invece morto improvvisamente tredici anni prima, il 19 agosto 1954, a 73 anni, nella sua casetta di montagna a Sella di Valsugana.



Adenauer e De Gasperi, che sono stati i fondatori della democrazia dei rispettivi paesi, hanno generato modelli politici diversi, ma ciò non ha impedito loro di essere, con Schuman e Monnet, i Padri della nostra Europa. Pur rispondendo a elettorati diversi, non furono mai vittime di tentazioni nazionaliste e fecero grande uso della moderazione e della pazienza pur essendo uomini dal carattere inflessibile. Avevano avuto entrambi una storia politica talmente “moderna”, di frontiera, che seppero interpretare perfettamente il ruolo speciale che i rispettivi paesi avevano nel cuore dell’Europa continentale e mediterranea. Entrambe sconfitte nella Seconda guerra mondiale, Italia e Germania ebbero storie democratiche distinte ma parallele. In Italia si procedette spediti al passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, alla redazione della nuova Costituzione democratica e dopo le elezioni del 1948 all’avvio della età del centrismo in cui De Gasperi governò ininterrottamente per quasi un decennio.

La Germania fino al 1955 fu invece soggetta alle restrizioni imposte dalle potenze alleate vincitrici e i suoi governi dovettero operare con stretti spazi di autonomia. Italia e Germania erano entrambe interessate da vicino dalla Guerra fredda, ma mentre per la Germania essa significò anche la divisione in due Stati, uno dei quali sotto il dominio dell’Unione Sovietica, in Italia prese il volto più flessibile di una competizione politica democratica tra il più grande partito d’ispirazione cattolica d’Europa, la Dc, e il più grande partito comunista di Occidente, il Pci. I tedeschi dovettero inoltre confrontarsi con l’enorme questione della “colpa collettiva” per il nazismo, l’olocausto e i crimini di guerra. Ciò che ad Adenauer riuscì prima che a De Gasperi fu la Ricostruzione: il cancelliere tedesco, provvisto di un pragmatismo tenace e consapevole della necessità di riscattare il proprio Paese attraverso l’unica forza che gli era rimasta, quella produttiva, fu il grande demiurgo di quella economia sociale di mercato – un mix di forte industrializzazione, di compartecipazione alla gestione delle fabbriche e di giustizia sociale – che divenne presto un modello per tutto l’Occidente.

Il miracolo economico della Germania anticipò quello italiano degli anni Sessanta. In questo quadro si potrebbe pensare che tra i due statisti i rapporti fossero intensi e continuativi e invece non fu così: s’incontrarono poche volte, anche se si erano già conosciuti negli anni tra le due guerre. Anche la storia politica dei loro rispettivi partiti si sviluppò in maniera autonoma. Non è dunque nella cronaca o solo nelle relazioni personali, ancora da esplorare, che va cercato il segreto del rapporto tra De Gasperi e Adenauer, bensì nella comune partecipazione a un’idea universalistica della democrazia e dell’Europa, di ispirazione cristiana. In realtà, il rapporto tra mondo latino e mondo germanico era molto più antico e importante del pur decisivo asse franco-tedesco che ha retto, nel bene, ma anche nel male – focolaio permanente di tensioni – la politica europea moderna." SEGUE >>>

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