L’Eta abbandona la lotta armata: "Dopo il cessate il fuoco del 2011, i separatisti baschi dell’Eta hanno reso noto ieri di aver affidato il loro arsenale a rappresentanti della società civile a Bayonne, in Francia. È la prima tappa del disarmo completo del gruppo. Ieri i militanti di Euskadi Ta Askatasuna, in una lettera recapitata alla Bbc, avevano preannunciato l’iniziativa, che dovrebbe mettere fine a 40 anni di attentati e paura nei Paesi baschi e nel resto della Spagna.
Nella lettera, indirizzata alla comunità internazionale, l’ultimo gruppo terrorista con radici nell’Europa occidentale si definisce «organizzazione disarmata» e spiega di voler consentire ai baschi di continuare a «perseguire misure per raggiungere la pace e la libertà». L’Eta ha annunciato la cerimonia del disarmo a Bayonne, cittadina basca sui Pirenei francesi, avvertendo che c’è il rischio di «attacchi da parte dei nemici della pace».
Fredda la reazione del governo conservatore spagnolo guidato da Mariano Rajoy, secondo cui l’Eta «non si deve aspettare nulla» da Madrid in cambio del disarmo. «Non ne trarrà alcun vantaggio, alcun beneficio politico», ha avvertito il portavoce, Íñigo Méndez de Vigo. Del resto per Madrid lo smantellamento del gruppo, responsabile di un conflitto che nel dopo-Franco ha causato circa mille morti, è già un dato acquisito, sia per gli arresti che hanno lasciato in libertà solo una ventina di ex militanti armati e sia per il declino della sinistra nazionalista basca, che ne era il braccio politico. Le associazioni delle vittime del terrorismo hanno lanciato un appello in cui chiedono «la fine di Eta senza impunità». L’arsenale consegnato a un’associazione di volontari, gli Artigiani della pace, e alla Commissione internazionale di verifica, ha dimensioni modeste ma un alto valore simbolico. Si tratta di 130 pistole e due tonnellate e mezza di esplosivo e materiale di varia natura per confezionare ordigni."
Nella lettera, indirizzata alla comunità internazionale, l’ultimo gruppo terrorista con radici nell’Europa occidentale si definisce «organizzazione disarmata» e spiega di voler consentire ai baschi di continuare a «perseguire misure per raggiungere la pace e la libertà». L’Eta ha annunciato la cerimonia del disarmo a Bayonne, cittadina basca sui Pirenei francesi, avvertendo che c’è il rischio di «attacchi da parte dei nemici della pace».
Fredda la reazione del governo conservatore spagnolo guidato da Mariano Rajoy, secondo cui l’Eta «non si deve aspettare nulla» da Madrid in cambio del disarmo. «Non ne trarrà alcun vantaggio, alcun beneficio politico», ha avvertito il portavoce, Íñigo Méndez de Vigo. Del resto per Madrid lo smantellamento del gruppo, responsabile di un conflitto che nel dopo-Franco ha causato circa mille morti, è già un dato acquisito, sia per gli arresti che hanno lasciato in libertà solo una ventina di ex militanti armati e sia per il declino della sinistra nazionalista basca, che ne era il braccio politico. Le associazioni delle vittime del terrorismo hanno lanciato un appello in cui chiedono «la fine di Eta senza impunità». L’arsenale consegnato a un’associazione di volontari, gli Artigiani della pace, e alla Commissione internazionale di verifica, ha dimensioni modeste ma un alto valore simbolico. Si tratta di 130 pistole e due tonnellate e mezza di esplosivo e materiale di varia natura per confezionare ordigni."
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