Le attese della povera gente: "In Salvador la Chiesa vive in mezzo al popolo, ne condivide fino in fondo sofferenze e speranze, sostenendo «la lotta della povera gente per le giuste rivendicazioni» e cercando di opporsi alle «violenze che continuano a portare morte anche venticinque anni dopo la fine della guerra civile e la firma di accordi, però mai del tutto messi in atto».
E questa non è altro che la strategia di «verità e giustizia» messa in atto dall’arcivescovo Óscar Arnulfo Romero: anche per questo la sua canonizzazione sarebbe un atto di portata storica per costruire un futuro di pace in Salvador. Non nasconde i problemi sotto il tappeto monsignor José Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador e presidente della Conferenza episcopale. E non esita a lanciare un messaggio di speranza proprio alla povera gente, forte del sostegno che Papa Francesco ha personalmente assicurato alla Chiesa e al popolo salvadoregni con la visita ad limina Apostolorum. «L’incontro con il Pontefice, il 20 marzo scorso, non ha avuto un’agenda precisa — racconta il presule in quest’intervista all’Osservatore Romano: — è stato un colloquio con molta sostanza. Ci siamo confrontati per due ore, sempre con un tono molto familiare, in un clima informale. Ci ha chiesto di cosa volevamo discutere noi, così gli abbiamo chiesto di tutto e lui ci ha risposto su tutto».
Un faccia a faccia senza filtri, insomma, come prevede il nuovo metodo per le visite «ad limina»?
Con questa modalità si approfondiscono meglio le questioni. Del resto, a conoscere i problemi siamo proprio noi vescovi, perché viviamo in mezzo al popolo. E per questa ragione, appunto, il Papa vuole che siamo noi a segnalare a lui le diverse questioni da discutere insieme.
Un metodo sinodale, potremmo dire?
Sì, proprio un incontro sinodale. Da parte nostra, presentiamo al Papa ombre e luci, difficoltà e aspetti positivi del cammino della nostra Chiesa. E se, da una parte, lo abbiamo informato dell’abbondanza di vocazioni — una constatazione che gli ha fatto molto piacere — dall’altra parte, però, abbiamo sottoposto alla sua attenzione alcune situazioni complesse sulle quali avevamo bisogno di conoscere il suo orientamento. Ricevendo la parola illuminante di un pastore che è veramente padre, fratello, amico."
E questa non è altro che la strategia di «verità e giustizia» messa in atto dall’arcivescovo Óscar Arnulfo Romero: anche per questo la sua canonizzazione sarebbe un atto di portata storica per costruire un futuro di pace in Salvador. Non nasconde i problemi sotto il tappeto monsignor José Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador e presidente della Conferenza episcopale. E non esita a lanciare un messaggio di speranza proprio alla povera gente, forte del sostegno che Papa Francesco ha personalmente assicurato alla Chiesa e al popolo salvadoregni con la visita ad limina Apostolorum. «L’incontro con il Pontefice, il 20 marzo scorso, non ha avuto un’agenda precisa — racconta il presule in quest’intervista all’Osservatore Romano: — è stato un colloquio con molta sostanza. Ci siamo confrontati per due ore, sempre con un tono molto familiare, in un clima informale. Ci ha chiesto di cosa volevamo discutere noi, così gli abbiamo chiesto di tutto e lui ci ha risposto su tutto».
Un faccia a faccia senza filtri, insomma, come prevede il nuovo metodo per le visite «ad limina»?
Con questa modalità si approfondiscono meglio le questioni. Del resto, a conoscere i problemi siamo proprio noi vescovi, perché viviamo in mezzo al popolo. E per questa ragione, appunto, il Papa vuole che siamo noi a segnalare a lui le diverse questioni da discutere insieme.
Un metodo sinodale, potremmo dire?
Sì, proprio un incontro sinodale. Da parte nostra, presentiamo al Papa ombre e luci, difficoltà e aspetti positivi del cammino della nostra Chiesa. E se, da una parte, lo abbiamo informato dell’abbondanza di vocazioni — una constatazione che gli ha fatto molto piacere — dall’altra parte, però, abbiamo sottoposto alla sua attenzione alcune situazioni complesse sulle quali avevamo bisogno di conoscere il suo orientamento. Ricevendo la parola illuminante di un pastore che è veramente padre, fratello, amico."
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