sabato 22 aprile 2017

Le Casse Pensioni investiranno in progetti greenfield e brownfield | Previdenza complementare

Le Casse Pensioni investiranno in progetti greenfield e brownfield | Previdenza complementare: "Ormai le Casse pen­sio­ni dei pro­fes­sio­ni­sti ed i fondi pen­sio­ni si sono con­vin­ti che de­vo­no fare la loro parte nel ri­lan­cio del­l’e­co­no­mia ita­lia­na in­ve­sten­do in opere pub­bli­che anche per­ché gli in­ve­sti­men­ti in in­fra­strut­tu­re, nel­l’e­po­ca dei ren­di­men­ti zero, of­fro­no ren­di­men­ti re­mu­ne­ra­ti­vi e senza oscil­la­zio­ni pe­ri­co­lo­se. Così forse si schio­de­ran­no dalla per­cen­tua­le dello 0,4% delle ri­sor­se in­ve­sti­te su que­sto ver­san­te. A fine 2015, le ana­li­si di Iti­ne­ra­ri Pre­vi­den­zia­li ri­le­va­no che la quota in­ve­sti­ta dalle casse dei li­be­ri pro­fes­sio­ni­sti in Oicr al­ter­na­ti­vi spe­cia­liz­za­ti in in­fra­strut­tu­re ed ener­gie rin­no­va­bi­li am­mon­ta­va a 253 mi­lio­ni. Se­con­do Re­pub­bli­ca non aiuta l’in­cer­tez­za del­l’at­tua­le qua­dro nor­ma­ti­vo. Per esem­pio alle Casse non piace di es­se­re as­sog­get­ta­te al co­di­ce degli ap­pal­ti, che rende dif­fi­col­to­sa la se­le­zio­ne dei ge­sto­ri e ne ri­dur­reb­be  la pla­tea, visto che non tutti, in par­ti­co­la­re quel­li este­ri, ac­cet­te­reb­be­ro una nor­ma­ti­va na­zio­na­le così strin­gen­te ba­sa­ta su tetti, li­mi­ti e di­vie­ti, men­tre la real­tà dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri ri­chie­de più mano li­be­ra sem­pre entro i li­mi­ti della pru­den­za. Le Casse dei pro­fes­sio­ni­sti vi­vo­no inol­tre con vero pa­ni­co il di­se­gno di legge del Testo Unico di rior­di­no degli enti pre­vi­den­zia­li pri­va­ti anche se, tra le varie mo­di­fi­che ipo­tiz­za­te ci sa­reb­be la re­vi­sio­ne del­l’a­li­quo­ta dei ren­di­men­ti, dal­l’at­tua­le 26% al 20%, così da ren­der­la ugua­le a quel­la pre­vi­sta per i fondi pen­sio­ne, più gli sgra­vi fi­sca­li per gli utili de­ri­van­ti da in­ve­sti­men­ti fi­nan­zia­ri nel­l’e­co­no­mia reale. Qual­co­sa per la ve­ri­tà è già stato fatto per fa­vo­ri­re que­sto tipo di in­ve­sti­men­ti ma con ri­sul­ta­ti mo­de­sti.
La Legge di bi­lan­cio 2017 pre­ve­de l’e­sen­zio­ne sui red­di­ti di na­tu­ra fi­nan­zia­ria de­ri­van­ti da in­ve­sti­men­ti qua­li­fi­ca­ti  in azio­ni o quote di im­pre­se anche eu­ro­pee ma re­si­den­ti fi­scal­men­te in Ita­lia, ov­ve­ro in quote di Oicr che in­ve­sto­no in que­sti stru­men­ti fi­nan­zia­ri  In­ve­sti­men­ti  che de­vo­no avere un li­mi­te tem­po­ra­le mi­ni­mo di cin­que anni e per un am­mon­ta­re mas­si­mo del 5% del­l’at­ti­vo pa­tri­mo­nia­le. E’ stato chia­ri­to che se la sca­den­za è an­te­rio­re, per go­de­re dei be­ne­fi­ci fi­sca­li oc­cor­re rein­ve­sti­re con le stes­se mo­da­li­tà, men­tre il li­mi­te del 5% par­reb­be es­se­re un li­mi­te an­nua­le."SEGUE >>>


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