mercoledì 22 marzo 2017

Matteo Renzi contro Jeroen Dijsselbloem: "Prima si dimette meglio è". Prodi: "Ho percepito grande invidia"

Matteo Renzi contro Jeroen Dijsselbloem: "Prima si dimette meglio è". Prodi: "Ho percepito grande invidia": "Dopo Matteo Renzi, anche l'ex premier Romano Prodi dice la sua sulle dichiarazioni del presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che ieri, in un'intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, aveva detto che i Paesi del Sud Europa "spendono tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedono aiuto". Prodi ricorre all'ironia nel commentare una 'battuta' che ha fatto infuriare molti. "Ho percepito un grande senso di invidia...", ha detto il professore ai giornalisti prima di lasciare
Montecitorio, dove ha partecipato alla cerimonia solenne per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma.

Meno ironico e più articolato l'attacco di Renzi, secondo cui Dijsselbloem farebbe bene a dimettersi subito: “se vuole offendere l'Italia lo faccia al Bar Sport sotto casa sua, non nel suo ruolo istituzionale”. Un punto su cui sono d'accordo anche i Cinque Stelle, che ne chiedono le dimissioni da ieri - e che oggi lo ribadiscono in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo.

Scrive Renzi su Facebook:

“Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha perso una ottima occasione per tacere. In una intervista a un quotidiano tedesco si è lasciato andare a battute stupide - non trovo termine migliore - contro i Paesi del Sud Europa a cominciare dall'Italia e dalla Spagna. Penso che gente come Dijsselbloem, che pure appartiene al partito socialista europeo anche se forse non se ne è accorto, non meriti di occupare il ruolo che occupa. E prima si dimette meglio è. Per lui ma anche per la credibilità delle istituzioni europee”.
“Se vuole offendere l'Italia lo faccia al Bar Sport sotto casa sua, non nel suo ruolo istituzionale”, continua Renzi, che rilancia la proposta di fare primarie per i ruoli di responsabilità in Europa:

“Penso anche che la nostra […] sia fondamentale e spero sia rilanciata da tutti: Jeroen ha visto il suo partito passare alle ultime elezioni dalle 25% al 5%. Il che la dice lunga sul fatto che è giusto combattere i populisti ma bisogna farlo senza smettere di essere popolari. Altrimenti si diventa ingranaggi della tecnocrazia. Ci sono leader in Europa che faticano a prendere il voto dei parenti stretti: è l'ora di avere più democrazia, ovunque. Nella settimana dei trattati di Roma – conclude Renzi - lavoriamo tutti per una Europa della democrazia e non della burocrazia”."

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