martedì 14 febbraio 2017

Ue, previsioni economiche d'inverno 2017: si naviga in acque turbolente (13 feb 2017) - ilVelino/AGV NEWS

Ue, previsioni economiche d'inverno 2017: si naviga in acque turbolente (13 feb 2017) - ilVelino/AGV NEWS: "Dopo aver dato prova di saper reagire alle sfide globali lo scorso anno, la ripresa economica europea dovrebbe continuare quest'anno e l'anno prossimo: per la prima volta in quasi dieci anni, le economie di tutti gli Stati membri dell'Ue dovrebbero crescere per tutto il periodo di previsione (2016, 2017 e 2018). Tuttavia le prospettive sono avvolte da un'incertezza più fitta del solito. Il Pil reale della zona euro è cresciuto per 15 trimestri consecutivi, l'occupazione aumenta a ritmo sostenuto e la disoccupazione continua a calare, anche se resta al di sopra dei livelli pre-crisi. I consumi privati sono ancora il motore della ripresa e la crescita degli investimenti continua, pur restando modesta. È quanto si legge nelle previsioni d'inverno pubblicate oggi dalla Commissione europea

Le previsioni d'inverno pubblicate oggi dalla Commissione europea indicano per la zona euro una crescita del Pil pari all'1,6% nel 2017 e all'1,8% nel 2018, leggermente rivista al rialzo rispetto alle previsioni d'autunno (1,5% per il 2017 e 1,7% per il 2018) in virtù di risultati migliori del previsto nella seconda metà del 2016 e di un avvio del 2017 piuttosto vigoroso. La crescita del Pil nell'intera Ue dovrebbe seguire una tendenza analoga, attestandosi all'1,8% quest'anno e il prossimo anno (a fronte delle previsioni d'autunno che prospettavano l'1,6% nel 2017 e l'1,8% nel 2018). I rischi che gravano su tali proiezioni sono eccezionalmente ampi e, benché siano aumentati sia i rischi di revisione al rialzo che quelli di revisione al ribasso, il bilancio complessivo punta verso il basso.

“La ripresa economica in Europa continua per il quinto anno consecutivo – ha sottolineato Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale e incaricato della stabilità finanziaria, dei servizi finanziari e dell'Unione dei mercati dei capitali –. In tempi di incertezza, è tuttavia importante che le economie europee restino competitive e in grado di adeguarsi al mutare delle circostanze, il che richiede continui sforzi di riforma strutturale. Dobbiamo anche puntare sulla crescita inclusiva, in modo che la ripresa sia percepita da tutti. Con l'inflazione che, partita da livelli bassi, sta salendo, non possiamo sperare che lo stimolo monetario attuale duri per sempre. Pertanto, i paesi con elevati livelli di deficit e di debito devono persistere nello sforzo di ridurli per diventare più resilienti agli shock economici”. “L'economia europea si è dimostrata capace di resistere ai numerosi shock che ha subito l'anno scorso – ha precisato Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane –. La crescita sta tenendo e la disoccupazione e i disavanzi stanno calando, ma, con un'incertezza a livelli così elevati, è più importante che mai utilizzare tutti gli strumenti offerti dalle politiche di sostegno alla crescita. Soprattutto, però, dobbiamo garantire che i benefici siano percepiti in tutte le regioni della zona euro e in tutti i segmenti della società”.

SLANCIO DELLA RIPRESA MONDIALE – Le prospettive di crescita per le economie avanzate non appartenenti all'UE sono migliorate negli ultimi mesi, in gran parte grazie alle aspettative di incentivi di bilancio negli Stati Uniti che hanno generato tassi di interesse a lungo termine più alti e un apprezzamento del dollaro statunitense. Anche la crescita nelle economie di mercato emergenti è destinata a consolidarsi fino al 2018, benché in misura diversa a seconda dei paesi e delle regioni. Nel complesso, questo scenario potrebbe rilanciare le esportazioni europee di beni e servizi dopo un 2016 fiacco.

L'INFLAZIONE SALE – Ultimamente l'inflazione nella zona euro ha ripreso a salire, poiché il calo dei prezzi dell'energia registrato in passato ha recentemente ceduto il passo ad un aumento. Molto bassa negli ultimi due anni, l'inflazione dovrebbe raggiungere valori più alti quest'anno e l'anno prossimo, pur non arrivando ancora all'obiettivo di "livelli inferiori, ma prossimi al 2% a medio termine" che corrisponde alla definizione di stabilità dei prezzi. L'inflazione di fondo, che non tiene conto della volatilità dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari, dovrebbe aumentare solo gradualmente. Nel complesso, l'inflazione nella zona euro dovrebbe crescere, passando dallo 0,2% nel 2016 all'1,7% nel 2017 e all'1,4% nel 2018. Nell'Ue l'inflazione dovrebbe salire dallo 0,3% del 2016 all'1,8% nel 2017 e all'1,7% nel 2018." SEGUE >>>

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