Papa Francesco: un pellegrino di pace e un apostolo della speranza «Afronline - la voce dell'Africa: "Papa Francesco è stato ricevuto in Repubblica Centrafricana dal Capo di Stato della transizione del CAR, Catherine Samba-Panza, che è anche il vice presidente dell'Associazione delle donne africane Giuristi. Il Capo dello Stato, sindaco della capitale durante il conflitto armato 2012- 2013, è stato eletto come presidente ad interim per governare il paese durante la fase di transizione tra guerra civile e le prossime elezioni presidenziali e parlamentari, in programma per il mese di dicembre.
Dall'aeroporto il papa ha proceduto al Palais de la Renaissance, dove dopo l'incontro con la famiglia del presidente in privato, ha incontrato la classe dirigente e corpo diplomatico accreditato presso il paese, al quale ha espresso la sua simpatia e vicinanza spirituale a tutti Central Africani. Il Vescovo di Roma ha salutato anche i rappresentanti delle organizzazioni internazionali il cui lavoro evoca "l'ideale della solidarietà e della cooperazione che deve essere coltivata tra popoli e nazioni".
"Poiché la Repubblica Centrafricana si sposta progressivamente, nonostante le difficoltà, verso la normalizzazione della vita sociale e politica, io vengo in questo paese per la prima volta, seguendo il mio predecessore Giovanni Paolo II. Vengo come pellegrino di pace e apostolo di speranza. Per questo motivo, io esprimo il mio apprezzamento degli sforzi compiuti dalle diverse autorità nazionali e internazionali, a cominciare da signora capo ad interim dello Stato, per guidare il paese a questo punto. È mia fervida desiderio che le varie consultazioni nazionali che si terranno nelle prossime settimane permetterà al paese di intraprendere serenamente sul nuovo capitolo della sua storia.
"Per illuminare l'orizzonte, vi è il motto della Repubblica Centrafricana, che traduce la speranza di pionieri e il sogno dei padri fondatori: 'Unità-Dignità-lavoro'. Oggi, più che mai, questa trilogia esprime le aspirazioni di ciascun Centrafricana. Di conseguenza, è una bussola sicura per le autorità chiamati a guidare il destino del paese. Unità, la dignità, il lavoro! Tre parole molto significative, ognuna delle quali rappresenta tanto un progetto di costruzione come un programma senza fine, qualcosa da incessantemente artigianale.
"In primo luogo, l'unità. Questa, si sa, è un valore cardine per l'armonia dei popoli. Si deve essere vissuta e costruita sulla base della meravigliosa diversità del nostro ambiente, evitando la tentazione di paura degli altri, del non familiare, di ciò che non fa parte del nostro gruppo etnico, le nostre opinioni politiche o la nostra confessione religiosa. Unità, al contrario, richiede la creazione e la promozione di una sintesi della ricchezza che ogni persona deve offrire. L'unità nella diversità è una sfida costante, quella che richiede creatività, la generosità, sacrificio e rispetto per gli altri.
"Allora, la dignità. Questo valore morale è giustamente sinonimo di onestà, la lealtà, grazia e onore che caratterizzano gli uomini e le donne consapevoli dei loro diritti e doveri, e che li portano al rispetto reciproco. Ogni persona ha dignità. Ero interessato a imparare che l'Africa Centrale è il paese del 'Zo kWe zo', il paese in cui tutti sono qualcuno. Tutto deve essere fatto per proteggere lo status e la dignità della persona umana."
Dall'aeroporto il papa ha proceduto al Palais de la Renaissance, dove dopo l'incontro con la famiglia del presidente in privato, ha incontrato la classe dirigente e corpo diplomatico accreditato presso il paese, al quale ha espresso la sua simpatia e vicinanza spirituale a tutti Central Africani. Il Vescovo di Roma ha salutato anche i rappresentanti delle organizzazioni internazionali il cui lavoro evoca "l'ideale della solidarietà e della cooperazione che deve essere coltivata tra popoli e nazioni".
"Poiché la Repubblica Centrafricana si sposta progressivamente, nonostante le difficoltà, verso la normalizzazione della vita sociale e politica, io vengo in questo paese per la prima volta, seguendo il mio predecessore Giovanni Paolo II. Vengo come pellegrino di pace e apostolo di speranza. Per questo motivo, io esprimo il mio apprezzamento degli sforzi compiuti dalle diverse autorità nazionali e internazionali, a cominciare da signora capo ad interim dello Stato, per guidare il paese a questo punto. È mia fervida desiderio che le varie consultazioni nazionali che si terranno nelle prossime settimane permetterà al paese di intraprendere serenamente sul nuovo capitolo della sua storia.
"Per illuminare l'orizzonte, vi è il motto della Repubblica Centrafricana, che traduce la speranza di pionieri e il sogno dei padri fondatori: 'Unità-Dignità-lavoro'. Oggi, più che mai, questa trilogia esprime le aspirazioni di ciascun Centrafricana. Di conseguenza, è una bussola sicura per le autorità chiamati a guidare il destino del paese. Unità, la dignità, il lavoro! Tre parole molto significative, ognuna delle quali rappresenta tanto un progetto di costruzione come un programma senza fine, qualcosa da incessantemente artigianale.
"In primo luogo, l'unità. Questa, si sa, è un valore cardine per l'armonia dei popoli. Si deve essere vissuta e costruita sulla base della meravigliosa diversità del nostro ambiente, evitando la tentazione di paura degli altri, del non familiare, di ciò che non fa parte del nostro gruppo etnico, le nostre opinioni politiche o la nostra confessione religiosa. Unità, al contrario, richiede la creazione e la promozione di una sintesi della ricchezza che ogni persona deve offrire. L'unità nella diversità è una sfida costante, quella che richiede creatività, la generosità, sacrificio e rispetto per gli altri.
"Allora, la dignità. Questo valore morale è giustamente sinonimo di onestà, la lealtà, grazia e onore che caratterizzano gli uomini e le donne consapevoli dei loro diritti e doveri, e che li portano al rispetto reciproco. Ogni persona ha dignità. Ero interessato a imparare che l'Africa Centrale è il paese del 'Zo kWe zo', il paese in cui tutti sono qualcuno. Tutto deve essere fatto per proteggere lo status e la dignità della persona umana."
Nessun commento:
Posta un commento