Le donne e il giubileo della misericordia: "Giubileo e misericordia sono di tutti, appartengono in egual misura tanto alle donne quanto agli uomini. Se il giubileo, tempo di remissione dei peccati, conversione e penitenza, è soprattutto l’anno di Cristo — che porta a compimento l’antico giubileo essendo venuto a «predicare l’anno di grazia del Signore» (Luca 4, 16-30) — e se, come ha scritto padre Xavier Léon Dufour, «saremo giudicati in base alla misericordia che avremo esercitata, forse inconsciamente, nei confronti di Gesù in persona» giacché «l’amore di Dio non rimane che in coloro che esercitano la misericordia», che declinazione può avere il giubileo della misericordia al femminile?
È questa la domanda che affrontiamo in questo numero di «donne chiesa mondo». Le bibliste e i biblisti — come ci ricorda Nuria Calduch-Benages — spiegano che la radice del verbo ebraico mostrare misericordia e dell’aggettivo misericordioso deriva dalla radice del termine che designa l’utero materno, rehem. L’organo riproduttivo del corpo femminile, perciò, «funge — come ha scritto Elizabeth Johnson — da metafora concreta di un modo di essere, di sentire e di agire tipicamente divino. Quando la Scrittura invoca la misericordia di Dio — tema che si ritrova di frequente — ciò che chiede al Santo è di avere nei nostri confronti lo stesso tipo di amore che una madre nutre per il figlio del proprio grembo». E continua: «Il grembo protegge e nutre ma non possiede né controlla. Concede il suo tesoro per consentire pieno sviluppo e benessere. È davvero la via della compassione». Anche per questo abbiamo affidato l’apertura di questo numero a una delle matriarche di Israele, Rachele, al centro di uno splendido racconto di Stefan Zweig. Il Signore è terribilmente arrabbiato con il suo popolo, la pazienza è colma e la punizione è grande, ma il Dio dell’amore — domanda coraggiosamente Rachele al Signore — può essere, senza rinnegare se stesso, il Dio della vendetta e del castigo? O invece può essere solo il Dio della misericordia? «Giudica fra te e la tua parola, Dio! Se sei veramente il Dio collerico che affermi di essere, allora getta anche me nelle tenebre, insieme ai miei figli, perché non voglio contemplare il tuo volto, se è quello di un Dio rabbioso, e la furia della tua gelosia mi ripugna. Ma se, invece, sei davvero il Dio Misericordioso che ho amato fin dall’inizio e secondo i cui insegnamenti ho vissuto, allora fatti finalmente riconoscere da me». E Dio, che è misericordioso, la ascolta. (giulia galeotti)"
È questa la domanda che affrontiamo in questo numero di «donne chiesa mondo». Le bibliste e i biblisti — come ci ricorda Nuria Calduch-Benages — spiegano che la radice del verbo ebraico mostrare misericordia e dell’aggettivo misericordioso deriva dalla radice del termine che designa l’utero materno, rehem. L’organo riproduttivo del corpo femminile, perciò, «funge — come ha scritto Elizabeth Johnson — da metafora concreta di un modo di essere, di sentire e di agire tipicamente divino. Quando la Scrittura invoca la misericordia di Dio — tema che si ritrova di frequente — ciò che chiede al Santo è di avere nei nostri confronti lo stesso tipo di amore che una madre nutre per il figlio del proprio grembo». E continua: «Il grembo protegge e nutre ma non possiede né controlla. Concede il suo tesoro per consentire pieno sviluppo e benessere. È davvero la via della compassione». Anche per questo abbiamo affidato l’apertura di questo numero a una delle matriarche di Israele, Rachele, al centro di uno splendido racconto di Stefan Zweig. Il Signore è terribilmente arrabbiato con il suo popolo, la pazienza è colma e la punizione è grande, ma il Dio dell’amore — domanda coraggiosamente Rachele al Signore — può essere, senza rinnegare se stesso, il Dio della vendetta e del castigo? O invece può essere solo il Dio della misericordia? «Giudica fra te e la tua parola, Dio! Se sei veramente il Dio collerico che affermi di essere, allora getta anche me nelle tenebre, insieme ai miei figli, perché non voglio contemplare il tuo volto, se è quello di un Dio rabbioso, e la furia della tua gelosia mi ripugna. Ma se, invece, sei davvero il Dio Misericordioso che ho amato fin dall’inizio e secondo i cui insegnamenti ho vissuto, allora fatti finalmente riconoscere da me». E Dio, che è misericordioso, la ascolta. (giulia galeotti)"
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