giovedì 9 aprile 2015

Convegno dei formatori alla vita consacrata

Convegno dei formatori alla vita consacrata: "“Sentiamo oggi l’appello dei nuovi contesti geografici e culturali che si manifesta in modo intenso. I contesti sono cambiati e siamo spaesati nella nostra identità. Un nuovo impegno di approfondimento ci è richiesto”: lo ha detto ieri in Vaticano il card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica nel suo intervento di apertura al convegno dei formatori alla vita consacrata. 

Offrire un modello concreto di comunità
“In una società dello scontro, della difficile convivenza tra culture diverse, della sopraffazione sui più deboli, delle disuguaglianze - ha affermato -, siamo chiamati ad offrire un modello concreto di comunità che, attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona e della condivisione del dono di cui ognuno è portatore, permetta di vivere rapporti fraterni”. È attraverso la qualità delle relazioni che passa la profezia della vita consacrata. Per raggiungere questo obiettivo la formazione integrale deve essere attenta a tutte le dimensioni (intellettuale ed emotiva, individuale e comunitaria, personale e sociale, affettiva e sessuale).

Fare splendere nell’umano la vita divina come santità
“La vocazione è alla santità - ha detto Michelina Tenace, docente alla Pontificia Università Gregoriana -. La formazione non ha altro fondamento: fare splendere nell’umano la vita divina come santità, formazione allo stesso sentire di Cristo Gesù”. (R.P.)"


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