domenica 25 agosto 2019

G7, Macron: “Nessun mandato alla Francia per parlare con l’Iran”. Ma il ministro degli Esteri di Teheran arriva a Biarritz

@ - Il presidente francese smentisce le voci uscite in mattinata, che lo volevano nel ruolo di mediatore tra Teheran e i 7 del vertice. Intanto, però, arriva a sorpresa il ministro degli Esterni iraniano per un incontro col suo omologo francese. Trump: "No comment".

Nessun mandato formale per parlare con l’Iran a nome del G7, “perché Il G7 è un club informale, non conferisce mandati formali a questo o a quello”. Il presidente francese Emmanuel Macron smentisce le voci sul presunto ruolo conferitogli per mediare tra Teheran e i Paesi presenti al vertice e in particolare gli Stati Uniti, che a maggio 2018 hanno ufficializzato il ritirodalla storica intesa con Teheran siglata il 14 luglio 2015 dall’amministrazione di Barack Obama. Eppure il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif è arrivato nel primo pomeriggio proprio a Biarritz, dove si sta svolgendo il summit, chiamato su iniziativa di Parigi e non del G7 per “una riunione franco-iraniana” con il suo omologo francese Jean-Yves Le Drian. Solo due giorni fa, alla vigilia del vertice, Zarif aveva incontrato a Parigi Macron nonostante, aveva scritto su Twitter, “gli sforzi americani di distruggere la diplomazia”. Un incontro che il leader di En Marche aveva definito “costruttivo e produttivo”. Il portavoce di Zarif, Seyyed Abbas Mousavi, ha inoltre aggiunto che il ministro è arrivato “su invito del ministro degli Esteri francese Le Drian per continuare le discussioni sulle recenti iniziative tra i presidenti dell’Iran e della Francia” precisando che “non ci saranno colloqui o incontri con la delegazione americana in questo viaggio”.

E se sull’arrivo del ministro iraniano Trump si è limitato a un secco “no comment”, una fonte dell’Eliseo ha assicurato che la Francia agisce “in piena trasparenza con gli Stati Uniti“. Irapporti diplomatici tra Usa e Iran, dopo la rottura dell’intesa sul nucleare, si sono ulteriormente complicati con i casi delle petroliere saudite e britannica nello Stretto di Hormuz e il presunto abbattimento di un drone Usa nei cieli iraniani. Zarif, infatti, è il capo della diplomazia di Teheran, colui con cui i Paesi stranieri si devono confrontare riguardo a ogni trattativa internazionale. Il ministro degli Esteri, tra l’altro, è da considerarsi una colomba all’interno del governo riformista di Hassan Rohani, che già in passato ha spinto per favorire il dialogo con gli avversari internazionali, compresi gli Stati Uniti.

In mattinata i media francesi avevano attribuito all’Eliseo l’assegnazione del “mandato”, a seguito della discussione coi leader del vertice, per “evitare a ogni costo che l’Iran si doti dell’arma nucleare e di fermare l’escalation nella regione”. Ma il diretto interessato ha smentito: “Il presidente Trump ha ragione: non c’è un mandato formale dato nel quadro del G7, non esiste”, ha detto confermando che non ci fosse stata nessuna discussione, come dichiarato dal presidente Usa. “Continueremo ciascuno ad agire nel proprio ruolo. Poi, parlando con i giornalisti, a proposito dell’Iran ha detto: “Ieri abbiamo avuto una discussione, dalla quale sono emerse due punti fermi comuni, nessun membro del G7 vuole che l’Iran si doti dell’arma nucleare e tutti siamo impegnati per la stabilità della regione”. Il presidente ha spiegato che continuerà le discussioni con l’Iran “a nome della Francia, ma alla luce delle discussioni di ieri sera”.

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