mercoledì 30 maggio 2018

Traffico di esseri umani, jihadismo e Europa. Intervista a Loretta Napoleoni - Arabpress

Traffico di esseri umani, jihadismo e Europa. Intervista a Loretta Napoleoni - Arabpress: "“Ragazzoni pronti per i lavori nei campi! 400,700,800…”, 400 dollari, questo il prezzo di un essere umano in Libia, venduto all’asta come merce dai mercanti di schiavi. Un orrore mostrato in un video chock della Cnn risalente all’agosto 2017, la cui autenticità è stata confermata dal reportage di Nima Elbagir che a Tripoli ha documentato vere e proprie aste di esseri umani. Un business miliardario compiuto sulla pelle dei migranti che sembra strettamente legato ad un altro fenomeno, quello del jihadismo.  I proventi del traffico di migranti, foraggerebbero infatti il terrorismo jihadista, fenomeno che dall’11 settembre a oggi, da al-Qaeda all’Isis, continua a tenere con il fiato sospeso il mondo intero e nel tempo ha solo cambiato forma, non più boing che squarciano grattacieli ma furgoni lanciati sulla folla inerme o individui pseudoradicalizzati, armati di semplici coltelli pronti a sgozzare vittime innocenti.  E se la liberazione di Raqqa del 17 ottobre scorso, sembrava aver segnato la fine dello Stato Islamico,  l’incubo foreign fighters è ancora presente e anche in Italia cresce il pericolo jihadista. Quanto il fenomeno sia legato al business del traffico di migranti, quali strategie adottare per combatterlo e quali errori abbia commesso l’Europa nella gestione dei flussi migratori, sono i temi trattati in questa nostra intervista con la professoressa Loretta Napoleoni, economista esperta di terrorismo internazionale.

L’ONU ha attaccato duramente l’accordo tra Ue e Italia sui migranti in Libia, in base al quale l’Unione europea assiste la guardia costiera libica nell’intercettare nel Mediterraneo e riportare indietro i migranti, accordo che l’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al-Hussein, ha definito “disumano”.  Se è vero che sono diminuiti i flussi in entrata in Europa, è pur vero che è aumentato il numero di migranti trattenuti nei centri di detenzione in Libia in condizioni disperate.  Dove ha sbagliato l’Europa, in particolare l’Italia, nella gestione dei flussi migratori? 

Secondo me l’errore più grande è stato firmare il trattato di Dublino, perché con il trattato di Dublino ci siamo messi il cappio al collo. Se un migrante deve rimanere nel Paese in cui approda, è chiaro che noi siamo in prima linea perché non è che dall’Africa arriva in Finlandia, quindi, già quello è stato secondo me il primo errore. Perché lo abbiamo firmato? Non ne ho la più pallida idea, nel senso che mi sembra che ci sia stata proprio una svista oppure ci sono motivi che noi non conosciamo, perché quando è stato firmato noi il problema dei cosiddetti ‘vu cumprà’ ce l’avevamo già, allora perché è stato firmato? E questa è la cosa di cui non si parla, dopodiché, una volta firmato il trattato di Dublino, è chiaro che l’unica soluzione possibile era bloccarli prima che arrivassero in Italia perché una volta arrivati in Italia c’è un processo lunghissimo per decidere se  possono o non possono avere l’asilo politico, alla maggior parte viene dato l’asilo umanitario, a quelli che vogliamo rimandare indietro dobbiamo pagare il biglietto e alla fine ci costano molti soldi. Allora l’idea, di Berlusconi inizialmente, poi dei governi susseguenti, è stata quella di dire’li blocchiamo in Libia, diamo i soldi ai libici’, infatti abbiamo dato i soldi a Gheddafi prima e adesso stiamo dando i soldi a questi altri, e questi li tengono in condizioni disumane. Insomma, io l’ho scritto nel Libro ‘Mercanti di uomini’, è una cosa pazzesca.

Nel suo penultimo lavoro Mercanti di uomini, individua un filo rosso tra il rapimento di ostaggi occidentali, la crisi dei migranti e il jihadismo. Il riscatto degli ostaggi verrebbe investito nel business miliardario del traffico di migranti che, a sua volta, foraggerebbe il jihadismo. E’ ancora cosi in Africa?

Secondo me è ancora così in Africa. Adesso noi non sappiamo quanti ne arrivino esattamente in Libia, non ne abbiamo la più pallida idea, però secondo me i flussi non sono diminuiti poi così tanto, cioè, non è vero che dall’Africa orientale, occidentale, arrivi meno gente, si, magari c’è stata una piccola diminuzione però secondo me la gente scappa perché la situazione non è cambiata, quindi, in un modo o nell’altro raggiungono la Libia dove poi vengono presi e incarcerati e la raggiungono con l’aiuto dei mercanti di uomini e tra questi ci sono sicuramente i jihadisti. In Africa il jihadismo non si è fermato assolutamente, ci sono stati gli attacchi in Burkina Faso ultimamente, è un continuo, quindi , secondo me siamo in una situazione in cui, siccome li abbiamo bloccati lì, siccome abbiamo tagliato la testa all’Isis, ma fino a un certo punto perché insomma l’Isis ancora c’è in alcuni punti della Siria, specialmente lungo il confine tra la Siria e l’Iraq, a questo punto noi abbiamo detto “abbiamo vinto” ma non è vero, assolutamente no. " SEGUE >>>

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