mercoledì 2 maggio 2018

Italia, disoccupazione giovanile mai così bassa dal 2011. Inattivi al minimo storico - MilanoFinanza.it

Italia, disoccupazione giovanile mai così bassa dal 2011. Inattivi al minimo storico - MilanoFinanza.it: "Il mercato del lavoro italiano si sta risollevando. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all'11% in Italia a marzo, sui minimi da settembre 2012. L'Istat ha sottolineato che, dopo il calo di febbraio, la stima delle persone in cerca di occupazione a marzo ha registrato un aumento dello 0,7% (+19 mila). La crescita della disoccupazione si è concentrata tra le donne e i 35-49enni.

Mentre si registra un nuovo minimo storico per gli inattivi, cioè coloro che non hanno un lavoro né lo cercano. Quelli tra i 15 e i 64 anni sono diminuiti dello 0,8% (-104.000). Il calo ha riguardato entrambi i generi e tutte le classi di età ad eccezione dei 15-24enni. Il tasso di inattività è così sceso al 34,3% (-0,3 punti percentuali rispetto a febbraio). E' quindi proseguito il calo iniziato a metà del 2013.

Bene, inoltre, la disoccupazione giovanile scesa a marzo al 31,7% (-0,9 punti percentuali). Non è stata mai così bassa dal 2011. Un aspetto di rilievo è stata proprio la crescita dell'occupazione giovanile con +68.000 occupati 15-34enni a marzo che ha contribuito al dato sugli occupati del mese: +0,3% rispetto a febbraio, pari a +62.000 unità. Il tasso di occupazione si è così attestato al 58,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente). Si tratta di un livello record dall'ottobre 2008, quindi nel periodo pre-crisi, quando fu pari al 58,5%.

La crescita dell'occupazione ha interessato tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni, ha osservato l'Istituto di statistica, con un aumento maggiore per i giovani 25-34enni (+0,9 punti percentuali). La crescita è dovuta interamente alla componente maschile mentre per le donne, dopo l'aumento dei mesi precedenti, si è visto un calo. L'Istat ha stimato "una ripresa degli indipendenti, che recuperano in parte la diminuzione osservata nei primi due mesi dell'anno e, in misura più lieve, dei dipendenti a termine, mentre restano sostanzialmente stabili i permanenti".


Nell'arco del primo trimestre 2018 gli occupati sono cresciuti dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (+21 mila). L'aumento ha riguardato gli uomini e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Inoltre sono cresciuti i dipendenti a termine (+66 mila), mentre sono diminuiti lievemente i permanenti (-8 mila) e in misura più consistente gli indipendenti (-37 mila). Alla crescita degli occupati nel trimestre si è accompagnato un lieve aumento dei disoccupati (+0,1%) e un calo degli inattivi (-0,3, -34 mila).

Invece, su base annua, è continuato l'aumento degli occupati (+0,8%, +190 mila). La crescita ha interessato uomini e donne e riguardato esclusivamente i lavoratori a termine (+323 mila), mentre sono calati i permanenti (-51 mila) e gli indipendenti (-81 mila). Sono cresciuti soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+391 mila) e, in misura minore, i 15-34enni (+46 mila), viceversa sono scesi i 35-49enni (-246 mila). Nell'arco di un anno sono, infine, diminuiti sia i disoccupati (-4,0%, -118 mila) sia gli inattivi (-1,1%, -150 mila).

"I dati Istat di marzo, che registrano un aumento di 190.000 occupati su base annua, confermano il consolidamento positivo dell'assetto del mercato del lavoro italiano, in corso da diversi trimestri", ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. "Il numero degli occupati, pari a 23,13 milioni, e il tasso di occupazione, al 58,3%, si collocano ai livelli più alti dalla seconda metà del 2008 che segnò l'inizio della grande crisi".

Positivi, in particolare, ha aggiunto "i dati relativi all'occupazione giovanile, per la quale si registra sia un aumento del numero degli occupati sia una diminuzione del tasso di disoccupazione che, pur restando certamente ancora troppo alto, si attesta ai livelli minimi da dicembre 2011". Il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, ha rilevato: "scende la disoccupazione giovanile, mai così bassa dal 2011; diminuiscono gli inattivi, segnando il minimo dall'inizio delle serie storiche del 1977; cresce l'occupazione, con il più alto tasso dall'ottobre 2008; aumentano le persone in cerca di lavoro: le riforme hanno svolto il loro lavoro".

"Nessun trionfalismo, ma soddisfazione sì", ha precisato Teresa Bellanova. In questi anni "abbiamo avuto un solo obiettivo: difendere il lavoro, difenderne la centralità e la dignità. Una priorità, indiscussa, nell'azione dei governi Renzi e Gentiloni. Certo, c'è da lavorare ancora e molto, perché non si vanifichino i buoni risultati e si prosegua con determinazione e ostinazione. Ma i dati sono questi, indiscutibili, e c'è da augurarsi che nessuno voglia interpretarli al contrario".

Tuttavia per Federconsumatori prevalgono ancora precarietà e incertezza, per cui è necessario un piano di rilancio per un'occupazione di qualità. Se, infatti, il tasso di disoccupazione si attestasse al 6%, e cioè ai livelli pre-crisi, "il potere di acquisto delle famiglie registrerebbe un incremento di circa +40 miliardi di euro l'anno. Incremento che sarebbe in grado di rimettere in moto una domanda interna ancora in forte crisi, determinando così una ripresa della produzione e dando un ulteriore impulso alla crescita occupazionale"." SEGUE >>>

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