sabato 26 maggio 2018

Flat tax, euro, debito, migranti. Cosa resta e cosa scompare nel contratto finale Di Maio-Salvini - Il Sole 24 ORE

Flat tax, euro, debito, migranti. Cosa resta e cosa scompare nel contratto finale Di Maio-Salvini - Il Sole 24 ORE: "Niente uscita dall'euro, richieste inusuali alla Bce o sospensione della Tav. Confermati flat tax, reddito di cittadinanza e strette su sicurezza e immigrazione. Il confronto fra la prima e l'ultima versione del contratto Cinque stelle-Lega fa emergere alcune differenze fondamentali fra la prime bozza di intesa e quella ora ai voti di Rosseau, la piattaforma di «democrazia diretta» dei grillini. Il tutto nell’arco di cinque giorni, visto che il testo originario ha iniziato a circolare lunedì e quello ufficiale è apparso solo oggi. Le trattative hanno smussato gli annunci più roboanti del programma, facendo pendere la bilancia a favore dei temi più cari a Matteo Salvini. Anche se non mancano aggiustamenti all'insegna della real politik, soprattutto quando si entra in rotta di collisione con l'Europa.

FISCO E SICUREZZA 18 maggio 2018
Tanto verde, poco giallo. Il contratto Lega-Cinque stelle sembra scritto da Salvini (per il nord)
1) Debito: via la richiesta della “sanatoria” da 250 miliardi di euro
La prima novità di impatto è la rimozione di un passaggio che aveva scatenato le perplessità (e le ironie) degli osservatori. Nel prima bozza, Lega e Cinque stelle prevedevano una via abbastanza rapida per smaltire parte del debito pubblico: la cancellazione di 250 miliardi di titoli di Stato italiani in pancia alla Bce, da attuarsi su richiesta del governo italiano a Francoforte («La loro cancellazione vale circa 10 punti percentuali» dettagliava la bozza). L'ipotesi è sfumata subito e non compare in nessuna forma nel testo definitivo. Al capitolo deficit e debito pubblico si parla, genericamente, di favorire la riduzione del debito con l'aumento del Pil e rinegoziare i trattati europei. Fra le priorità c'è quella di «indurre la Commissione europea allo scorporo degli investimenti pubblici produttivi dal deficit corrente in bilancio, come annunciato più volte dalla medesima Commissione».
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COM’È CAMBIATO L’ACCORDO 18 maggio 2018
Contratto di governo Lega-M5S: attacco al Jobs Act, due aliquote per le imprese
2) Europa: non si paventa l'uscita dall'euro
La prima bozza dell'accordo lasciava aperti spiragli sull'uscita dall'euro, con l'introduzione di «specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica per recedere dall'Unione monetaria» o «restarne fuori con una clausola di opt-out permanente». Oggi non c'è più traccia di un divorzio dall'Eurozona. Si mantengono toni critici, soprattutto sui trattatti (come il Ceta), i fenomeni di dumping e la svalutazione del Made in Italy («le decisioni lesive degli interessi della piccola industria, valorizzate le nostre eccellenze produttive, perseguite le contraffazioni, le violazioni dei marchi e la circolazione dei falsi, proibendo le confusioni tra “Made by Italy»). Tra le proposte attive c'è quella di «riformare i meccanismi di gestione di fondi Ue preassegnati all'Italia».

CONSULTAZIONI 17 maggio 2018
Contratto di governo, per la Lega mille gazebo nel weekend. Voto M5s online venerdì
3) Fisco: arriva la flat tax a due scaglioni per le imprese
Il pilastro leghista della flat tax, l'aliquota piatta al 15%, è rimasto intatto dalla prima all'ultima versione dell'accordo. Ma il format si è affinato. Nella prima bozza, la misura veniva liquidata in poche righe: un'imposta «caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell'imposta in armonia con i principi costituzionali». C'è stato bisogno dell'ultima versione dell'accordo per conoscere i dettagli: due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese (in origine destinatarie di un'alquota unica al 15%) e famiglie, con una deduzione fissa di 3mila euro sulla base del reddito per le famiglie.

L'ULTIMA VERSIONE DEL PROGRAMMA 18 maggio 2018
Contratto M5S-Lega, nuova retromarcia su deficit e debito
4) Migranti e sicurezza
Anche se vengono trattati in due capitoli distinti, migranti e sicurezza rientrano in linee programmatiche simili. A forte spinta leghista. Fra i punti che rimangono fissi dalla prima all'ultima versione ci sono il superamento del regolamento di Dublino, l'inasprimento delle pene per i reati commessi da stranieri, la valutazione delle domande di ammissibilità di protezione internazionale direttamente nei Paesi di partenza e di origine, la chiusura dei campi nomadi irregolari, l'istituzione di registri dei ministri di culto per monitorare la comunità islamica. Viene meno l'obbligo di fare prediche in italiano, mentre si aggiunge l'obiettivo del «superamento completo dei campi Rom». La stretta si fa sentire anche sulle politiche di sostegno alla famiglia: i nuclei di stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni non avranno diritto a sgravi sull'asilo nido per i propri figli, riservati agli italiani.
5) Reddito di cittadinanza " SEGUE >>>

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