mercoledì 4 aprile 2018

Frutti di pace per il mondo

Frutti di pace per il mondo: "Porre fine allo sterminio «nella martoriata Siria», riconciliare i popoli della Terra santa «anche in questi giorni ferita da conflitti», incoraggiare il dialogo in Corea. Senza dimenticare tutti i teatri di tensione e violenza: dall’Ucraina al Venezuela, dallo Yemen al Sud Sudan. A mezzogiorno di domenica 1° aprile, dalla loggia centrale della basilica vaticana, Papa Francesco nel tradizionale messaggio pasquale «urbi et orbi» ha invocato con forza la pace, disegnando una mappa delle situazioni più critiche del pianeta.

A cominciare proprio dalla Siria, «la cui popolazione — ha ricordato — è stremata da una guerra che non vede fine». Con l’auspicio che «la luce di Cristo Risorto illumini le coscienze di tutti i responsabili politici e militari, affinché si ponga termine immediatamente allo sterminio in corso, si rispetti il diritto umanitario» e si agevoli «l’accesso agli aiuti di cui questi nostri fratelli e sorelle hanno urgente bisogno, assicurando condizioni adeguate per il ritorno» degli sfollati.

Ampliando poi lo sguardo all’intero scacchiere mediorientale, il Pontefice ha invocato «frutti di riconciliazione per la Terra santa», dove proprio negli stessi giorni «conflitti aperti non risparmiano gli inermi» e per tutta la regione «affinché il dialogo e il rispetto reciproco prevalgano sulle divisioni e sulla violenza. Possano i nostri fratelli in Cristo, — è stata la sua invocazione — che non di rado subiscono soprusi e persecuzioni, essere testimoni luminosi del Risorto».

Quindi il pensiero del Papa è andato a «quelle parti del continente africano travagliate dalla fame, da conflitti endemici e dal terrorismo», nella speranza che «la pace del Risorto risani le ferite: apra i cuori al dialogo e alla comprensione». Anche perché, ha insistito parlando del Sud Sudan, spesso le vittime di certe guerre sono «soprattutto i bambini».

Dopo aver accennato anche alle situazioni problematiche in Asia, America latina e nella stessa Europa, il Pontefice ha espresso l’anelito per una società che la smetta di «scartare» i più fragili, a partire dai più piccoli e dagli anziani; tornando a chiedere attenzione nei confronti dei profughi, perché «non manchi la solidarietà per le molte persone costrette ad abbandonare le proprie terre e private del minimo necessario per vivere». E così facendo Francesco ha rilanciato il suo alto messaggio che ha segnato la settimana santa, culminata nelle due celebrazioni di Pasqua: la veglia di sabato sera nella basilica vaticana e la messa di domenica mattina sul sagrato. Un messaggio riecheggiato anche nel Regina caeli recitato con i fedeli presenti in piazza San Pietro nel lunedì dell’Angelo."


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