lunedì 16 gennaio 2017

Oxfam: cresce la diseguaglianza. Appello ai governi

Oxfam: cresce la diseguaglianza. Appello ai governi: "Puntuale come ogni anno, alla vigilia del Forum mondiale di Davos (che da domani 17 al 20 riunisce il gotha dell’economia e della finanza) Oxfam, una delle principali agenzie non governative, mette nero su bianco lo stato delle diseguaglianze nel pianeta. In un mondo che cambia e che si appresta a vivere l’era Trump, il miliardario-tycoon portato alla presidenza Usa anche dalle classi operaie, l’organizzazione britannica torna ad accendere i riflettori sulla crescita delle disparità, additate come fattore per cui il mondo non riesce a uscire dalla povertà più estrema. Il dato più sintetico del rapporto (intitolato quest’anno "Un’economia per il 99%") è che otto super-miliardari detengono da soli la stessa ricchezza netta (426 miliardi di dollari) di metà della popolazione più povera del mondo, vale a dire 3,6 miliardi di persone. Pur facendo la tara alla validità statistica di questi raffronti (da sempre Oxfam si basa sulla rielaborazione del "Global Wealth Databook" di Credit Suisse, abbinato alla lista di Forbes sui 1.810 miliardari presenti nel mondo, in possesso di 6.500 miliardi di dollari, un terzo dei quali è ereditata), è la conferma che la forbice tra ricchi e poveri si sta estremizzando oltre ogni ragionevole giustificazione. E questo fa ribadire a Oxfam che è necessario un profondo ripensamento dell’attuale sistema economico, che fin qui ha funzionato a beneficio di pochi fortunati e non della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Per questo Oxfam ha lanciato la petizione "Un futuro equo, per tutti: sfida l'ingiustizia della disuguaglianza estrema", con le richieste ai governi nazionali per dar vita a politiche rivolte ad un diverso modello di "human economy".


Il Pil non misura le diseguaglianze È un altro "mattone" a favore di quegli economisti che sostengono che occorre guardare a una molteplicità di indicatori relativi al benessere dei cittadini (come il Bes) e non più al semplice Pil. Il rapporto fa l’esempio di uno stato africano, lo Zambia, dove nonostante una crescita media del Prodotto del 6% l’anno tra il 1998 e il 2010 (ultimo anno per cui sono disponibili dati aggiornati), la fascia di povertà ha raggiunto 4 milioni di persone in più.

Come cambia la distribuzione della ricchezza globale Secondo le nuove stime, pur basate su dati migliori relativi alla condizione delle fasce di popolazione meno abbienti in mega-Paesi come Cina e India, la metà più povera del pianeta è ancora più misera del passato. Fra il 1988 e il 2011 il reddito medio del 10% della popolazione mondiale con meno denaro è aumentato di appena 65 dollari, vale a dire meno di 3 dollari l’anno. «È osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini – ha detto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia –. La disuguaglianza stritola centinaia di milioni di persone, rende le nostre società insicure e instabili, compromette la democrazia. In tutto il mondo – ha aggiunto Barbieri – le persone vengono lasciate indietro. Alla logica della massimizzazione dei profitti, si contrappone una realtà di salari stagnanti e inadeguati, mentre chi è al vertice viene gratificato con bonus miliardari. La voce del 99% rimane inascoltata perché le politiche continuano a fare gli interessi dell'1% più ricco: le grandi corporation e le élites più prospere». Primo "trillionaire" nei prossimi 25 anniI mega-paperoni dei nostri giorni si arricchiscono a un ritmo così spaventosamente veloce che potremmo veder nascere nei prossimi 25 anni il primo "trillionaire", ovvero un individuo che possiederà più dell’iperbolica cifra di 1.000 miliardi di dollari (la parola non è ancora nei vocabolari). Per avere solo una vaga idea, bisogna pensare che per consumare un trilione di dollari è necessario spendere 1 milione di dollari al giorno per oltre 2mila anni. Nel frattempo, 7 persone su dieci vivono in Paesi dove la disuguaglianza è cresciuta negli ultimi 30 anni, durante i quali il reddito medio dell'1% più ricco del pianeta è salito di 11.800 dollari.

Donne e disuguaglianza In questo quadro, le donne sono particolarmente svantaggiate perché trovano prevalentemente lavoro in settori con salari più bassi e hanno sulle spalle la gran parte del lavoro domestico e di cura non retribuito. Di questo passo ci vorranno 170 anni perché una donna raggiunga gli stessi livelli retributivi di un uomo.

Disuguaglianza Italia Gli stessi fenomeni si riscontrano nel Belpaese. Nel 2016 la ricchezza dell'1% più ricco degli italiani (in possesso oggi del 25% di ricchezza nazionale netta) supera di oltre 30 volte quella del 30% più povero e di ben 415 volte quella detenuta dal più ristretto 20% in povertà. Per quanto riguarda il reddito tra il 1988 e il 2011, il 10% più ricco della popolazione ha accumulato un incremento di reddito superiore a quello della metà più povera degli italiani.

Le leve dell’estremo divario Non solo: i "vincitori" di questo sistema " SEGUE >>>

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