Meningite, la grande paura e tutta la verità sulle vaccinazioni: "“Da quanto risulta, il bambino non era stato vaccinato”. Termina così una delle ultime note ufficiali dell’ospedale Meyer di Firenze, dopo la conferma delle analisi di laboratorio sull’ennesimo decesso di un bambino, causato dalla meningite. E la chiave di tutto è proprio nella vaccinazione. Se infatti ci si interroga sul motivo di così tanti casi in Toscana, la realtà dei fatti richiede adesso di contenere soprattutto il meningococco C e la paura tra la gente.
Anche perché la malattia sta toccando anche altre regioni, come confermano i casi di qualche tempo fa all’Università Statale di Milano o in Campania. Non a caso il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Walter Ricciardi, ha avvertito che «in questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili".
Ovviamente, ha spiegato il presidente dell'Iss, «è importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è proprio da irresponsabili». Infatti, «altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno dunque superato la malattia». Da qui l'invito ad effettuare urgentemente la vaccinazione contro il meningococco C: «Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma - ha chiarito Ricciardi - la copertura da raggiungere per essere sicuri dei benefici derivati dal cosiddetto 'effetto gregge', sarebbe almeno del 90%. Ad ogni modo, senza la campagna estensiva di vaccinazione già avviata i casi sarebbero stati sicuramente molti di più».
Un allarme era scattato anche nel Lazio, dopo il ricovero di un anziano ricoverato a Sulmona lo scorso 28 dicembre ma proprio oggi i medici hanno fatto sapere che «il tipo di meningite non richiede profilassi antibiotica né vaccinazione perché non c'è pericolo di diffusione. La forma di meningite che ha colpito il paziente non ha alcun collegamento con quelle registratesi in queste settimane in Toscana che invece necessitano di tutta una serie di misure di profilassi e prevenzione».
Allo stesso modo il caso di meningite scoperto al Pronto Soccorso dell'ospedale San Benedetto di Alatri non è causato da meningococco. Anche se il cinquantenne colpito dall'infezione è ricoverato in condizioni serie nella capitale, c'è minor allarme sanitario dopo tutte le verifiche del caso. Situazioni che in realtà preoccupano e confondono la popolazione, che segue le notizie di ricoveri e spesso decessi che colpiscono ogni fascia d’età.
Innanzitutto va detto che la meningite è causata da un batterio, e non da un virus, il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae.
Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X, per questo esistono diversi tipi di vaccini: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.
I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia.
Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età. Come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, che ha diffuso una nota con la supervisione scientifica di Giovanni Rezza (direttore del dipartimento Malattie Infettive) e Paola Stefanelli (responsabile sorveglianza nazionale malattie invasive batteriche del Dipartimento di Malattie Infettive), vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.
La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino.
Al di fuori di queste due fasce di età, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche o dormitori, reclute militari, e per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa)." SEGUE >>>
Anche perché la malattia sta toccando anche altre regioni, come confermano i casi di qualche tempo fa all’Università Statale di Milano o in Campania. Non a caso il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Walter Ricciardi, ha avvertito che «in questo momento non vaccinare i bambini in Toscana contro la meningite è da irresponsabili".
Ovviamente, ha spiegato il presidente dell'Iss, «è importante vaccinare i bambini su tutto il territorio nazionale, ma rifiutare la vaccinazione in Toscana, dove continuano ad essere presenti dei focolai, è proprio da irresponsabili». Infatti, «altri casi di infezione nei bambini nella regione, anche se pochi, si sono registrati, ma i piccoli erano stati vaccinati ed hanno dunque superato la malattia». Da qui l'invito ad effettuare urgentemente la vaccinazione contro il meningococco C: «Attualmente è stato vaccinato circa il 35% della popolazione toscana ma - ha chiarito Ricciardi - la copertura da raggiungere per essere sicuri dei benefici derivati dal cosiddetto 'effetto gregge', sarebbe almeno del 90%. Ad ogni modo, senza la campagna estensiva di vaccinazione già avviata i casi sarebbero stati sicuramente molti di più».
Un allarme era scattato anche nel Lazio, dopo il ricovero di un anziano ricoverato a Sulmona lo scorso 28 dicembre ma proprio oggi i medici hanno fatto sapere che «il tipo di meningite non richiede profilassi antibiotica né vaccinazione perché non c'è pericolo di diffusione. La forma di meningite che ha colpito il paziente non ha alcun collegamento con quelle registratesi in queste settimane in Toscana che invece necessitano di tutta una serie di misure di profilassi e prevenzione».
Allo stesso modo il caso di meningite scoperto al Pronto Soccorso dell'ospedale San Benedetto di Alatri non è causato da meningococco. Anche se il cinquantenne colpito dall'infezione è ricoverato in condizioni serie nella capitale, c'è minor allarme sanitario dopo tutte le verifiche del caso. Situazioni che in realtà preoccupano e confondono la popolazione, che segue le notizie di ricoveri e spesso decessi che colpiscono ogni fascia d’età.
Innanzitutto va detto che la meningite è causata da un batterio, e non da un virus, il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae.
Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X, per questo esistono diversi tipi di vaccini: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.
I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia.
Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età. Come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, che ha diffuso una nota con la supervisione scientifica di Giovanni Rezza (direttore del dipartimento Malattie Infettive) e Paola Stefanelli (responsabile sorveglianza nazionale malattie invasive batteriche del Dipartimento di Malattie Infettive), vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.
La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino.
Al di fuori di queste due fasce di età, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche o dormitori, reclute militari, e per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa)." SEGUE >>>
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