Unesco, Renzi su astensione Italia risoluzione luoghi santi Gerusalemme: "Allucinante, basta attacchi ad Israele" - Il Fatto Quotidiano: "“Allucinante l’astensione dell’Italia sulla risoluzione dell’Unesco in merito ai luoghi santi di Gerusalemme”. Matteo Renzi, intervistato da Rtl 102.5 ha condannato il comportamento dei diplomatici italiani che hanno scelto di non prendere posizione sul documento che definisce Israele “potenza occupante” e utilizza solo la terminologia araba per definire posti simbolici come “il Monte del Tempio“. Presentato la settimana scorsa da un gruppo di Paesi arabi in nome “della protezione culturale”, è stato duramente contestato dal premier israeliano Netanyahu. “Ho chiesto al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni di vederci subito al mio ritorno a Roma. E’ incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa”.
Il testo è stato approvato la settimana scorsa con 23 voti a favore, sei contrari (Usa, Germania, Gran Bretagna, Estonia, Lituania e Olanda) e ventisei astenuti. A esprimersi contro era stata la stessa direttrice dell’Unesco Irina Bokova che dopo il via libera ha ricevuto minacce di morte. Il documento, a giudizio dello Stato ebraico, non riconosce i profondi legami storici e spirituali tra gli ebrei, il Monte del Tempio di Gerusalemme (come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee) e il Muro del Pianto. Una posizione duramente criticata dal premier Benyamin Netanyahu, che nei giorni scorsi l’ha definita “assurda” e che equivale a dire che “la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l’Egitto con le Piramidi”. Oggi è arrivata anche la condanna di Renzi: “Storicamente su queste posizioni”, ha detto, “andiamo sempre insieme agli altri Paesi europei. Ma trovo la decisione Unesco sinceramente incomprensibile e sbagliata. Non si può continuare con queste mozioni, una volta all’Onu, una volta all’Unesco contro Israele. Sostenere che Gerusalemme e l’ebraismo non hanno una relazione è sostenere che il sole fa buio: una cosa incomprensibile, insostenibile e sbagliata. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose che non si può andare avanti così: non si può negare la realtà”.
Il documento è stato presentato dai palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan. Nel provvedimento – che condanna Israele su vari temi riguardo Gerusalemme e i suoi luoghi santi e definisce lo Stato “potenza occupante” – si utilizza la terminologia araba di “Moschea di Al-Aqsa” e di “Haram al-Sharif” ma non il termine ebraico (Har HaBayit) né quello inglese equivalente (Temple Mount). E nel testo ci si riferisce al Muro del Pianto usando la dizione araba di “Buraq Plaza” e quella di ‘Muro Occidentale’. Bokova, nei giorni scorsi, ha detto che il patrimonio di Gerusalemme “è indivisibile e ognuna delle sue comunità ha diritto all’esplicito riconoscimento della sua storia e del suo legame con la città”. “Negare, nascondere o voler cancellare una o l’altra delle tradizioni ebraica, cristiana o musulmana significa mettere in pericolo l’integrità del sito, contro i motivi che giustificarono la sua iscrizione nella lista del patrimonio mondiale”."
Il testo è stato approvato la settimana scorsa con 23 voti a favore, sei contrari (Usa, Germania, Gran Bretagna, Estonia, Lituania e Olanda) e ventisei astenuti. A esprimersi contro era stata la stessa direttrice dell’Unesco Irina Bokova che dopo il via libera ha ricevuto minacce di morte. Il documento, a giudizio dello Stato ebraico, non riconosce i profondi legami storici e spirituali tra gli ebrei, il Monte del Tempio di Gerusalemme (come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee) e il Muro del Pianto. Una posizione duramente criticata dal premier Benyamin Netanyahu, che nei giorni scorsi l’ha definita “assurda” e che equivale a dire che “la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l’Egitto con le Piramidi”. Oggi è arrivata anche la condanna di Renzi: “Storicamente su queste posizioni”, ha detto, “andiamo sempre insieme agli altri Paesi europei. Ma trovo la decisione Unesco sinceramente incomprensibile e sbagliata. Non si può continuare con queste mozioni, una volta all’Onu, una volta all’Unesco contro Israele. Sostenere che Gerusalemme e l’ebraismo non hanno una relazione è sostenere che il sole fa buio: una cosa incomprensibile, insostenibile e sbagliata. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose che non si può andare avanti così: non si può negare la realtà”.
Il documento è stato presentato dai palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan. Nel provvedimento – che condanna Israele su vari temi riguardo Gerusalemme e i suoi luoghi santi e definisce lo Stato “potenza occupante” – si utilizza la terminologia araba di “Moschea di Al-Aqsa” e di “Haram al-Sharif” ma non il termine ebraico (Har HaBayit) né quello inglese equivalente (Temple Mount). E nel testo ci si riferisce al Muro del Pianto usando la dizione araba di “Buraq Plaza” e quella di ‘Muro Occidentale’. Bokova, nei giorni scorsi, ha detto che il patrimonio di Gerusalemme “è indivisibile e ognuna delle sue comunità ha diritto all’esplicito riconoscimento della sua storia e del suo legame con la città”. “Negare, nascondere o voler cancellare una o l’altra delle tradizioni ebraica, cristiana o musulmana significa mettere in pericolo l’integrità del sito, contro i motivi che giustificarono la sua iscrizione nella lista del patrimonio mondiale”."
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