mercoledì 19 ottobre 2016

Referendum: una vittoria del No potrebbe non essere così negativa, occhio alle banche - FINANZA.COM

Referendum: una vittoria del No potrebbe non essere così negativa, occhio alle banche - FINANZA.COM: "Il referendum costituzionale, in programma il 4 dicembre, rappresenta il principale appuntamento per l'Italia e Piazza Affari in questo finire d'anno. Una vittoria del Sì è il risultato auspicato dalla maggior parte degli investitori, tuttavia il No potrebbe non rappresentare una disfatta così grave per i mercati. Ne è convinto  Pierre Olivier Beffy, capo economista di Exane BNP Paribas, che ha analizzato da vicino la situazione dell'Italia.
"Contrariamente al caso del referendum britannico, la vittoria del No significherebbe semplicemente il mantenimento dello status quo - afferma l'analista - Inoltre, le elezioni anticipate sono molto improbabili e, nel caso in cui Renzi si dimettesse, verrebbe nominato un governo tecnico che resterebbe in carica fino alle prossime elezioni in programma nel 2018".

Agli occhi dell'esperto, la sfida più difficile potrebbe invece giocarsi sul piano bancario. "Il sistema bancario rappresenta uno dei più importanti problemi strutturali dell’economia italiana", afferma Beffy. La Banca d’Italia ha sottolineato che molte banche italiane hanno fondamentali solidi, tuttavia alcune stanno affrontando situazioni difficili. "Finora i diversi governi hanno adottato soluzioni temporanee senza mettere in pratica un’azione decisiva: di conseguenza, risulta più difficile creare una bad bank per risolvere il problema (dei non performing loans)", spiega l'esperto della banca d'affari francese.

L’unica nota positiva sarebbe che il collasso del sistema bancario italiano avrebbe degli effetti così sistematici che le autorità europee sarebbero costrette a trovare una soluzione. "Tuttavia, questo sarebbe un processo lento e doloroso - avverte - In particolare, si innescherebbe un circolo vizioso: la debolezza della crescita nominale italiana renderebbe più difficile la riduzione degli Npl, spingendo le banche ad essere più selettive nell’erogazione dei prestiti corporate con conseguente indebolimento degli investimenti e, a catena, della produttività e della crescita nominale".

Per concludere, sarà interessante monitorare l’andamento economico dell’Italia nel prossimo anno. "Il governo italiano proverà a ritardare l’aggiustamento fiscale mantenendo il deficit fiscale stabile nel prossimo anno", afferma Beffy. Questo argomento sarà discusso con la Commissione Europea a partire da lunedì. "Tuttavia, nello scorso anno l’economia italiana ha beneficiato del deprezzamento dell’euro, del calo dei prezzi del petrolio e della contrazione dei rendimenti obbligazionari. Questi fattori positivi sono scomparsi e ora si stanno addirittura invertendo", conclude l'esperto."


'via Blog this'

Nessun commento: