Antartide, raggiunto accordo storico per preservare le biodiversità: pesca vietata per 35 anni | Newsitaliane.it: "Entro la fine del 2017 in Antartide ci sarà la più grande riserva marina del inondo. Su una superficie di 1,55 milioni di chilometri quadrali nel mare di Ross, coprirà il 12 per cento dell'o- ceano Atlantico mentre la pesca per I prossimi 35 anni sarà vietata. Questa la storica decisione che fa seguito ad un vertice interna- zlonalea Hobart, in Australia, da 24 Paesi e dall’lle dopo un dibattito che è durato cinque anni. Si tratta di un grande risultato per la salute ambientale della Terra.
Sembra essere stato raggiunto uno storico accordo internazionale da 24 paesi tra i quali l’italia, oltre all’Unione europea al fine di creare il più grande parco marino al mondo nell’Oceano Meridionale, nel Mare di Ross presso l’Antartide. Lo storico accordo internazionale, siglato in Australia da 24 paesei e dall’Unione europea, sembra essere stato raggiunto dopo tanto lavoro durato ben 5 anni, nel corso dei quali sono stati raggiunti diversi compromessi e negoziati purtroppo falliti dalla Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide, un organismo istituito nel 1982. La decisione sembra essere giunta nella giornata di ieri dopo che la Russia ha ritirato le sue obiezioni dopo due settimane di negoziati in una riunione della Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide ad Hobart in Australia.
“Questa è la prima volta in assoluto che un’area marina protetta su larga scala viene creata in acque internazionali. Si tratta della più grande area marina protetta“, ha detto Elsa Evers, direttore delle comunicazioni per l’Alleanza.L’intesa è stata confermata dal ricercatore Leonardo Tunese, biologo marino e direttore del III Dipartimento di biodiversità dell’Ispra, istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il quale ha dichiarato: “E’ un’intesa fondamentale per il mantenimento della biodiversità, non solo per gli obiettivi raggiunti ma anche per dare una nuova spinta all’accordo già preso nel corso della Convenzione sulla Diversità Biologica (Cdb) e firmato dalla maggior parte dei Paesi del mondo, tra cui anche l’Italia, per fare in modo che entro il 2020 il 10 per cento delle superfici marine mondiali vengano protette. Ad oggi non siamo neanche arrivati al 3 o 4 per cento. Anche se siamo molto lontani, questa intesa rappresenta un significativo balzo in avanti”.
Il Mare di Ross è ad oggi una delle poche frontiere selvagge del mondo, considerato come l’unico ecosistema marino intatto del pianeta. Tunese, ha ancora aggiunto che noi al giorno d’oggi mangiavo anelli di calamaro, totano e bastoncini di pesce provenienti dall’Oceano Antartico, visto che l’uomo pare essersi spinto a pescare tutto ciò che è disponibile. “Certe flotte di pescherecci non si sono limitate a fare razzìe di pesci, ma anche di krill, i piccoli crostacei che costituiscono l’alimento principale delle balene. Ora, la balena è specie protetta, ma se la privi del nutrimento principale, va da sé che questi cetacei non riusciranno a sopravvivere”, ha aggiunto ancora Tunese. La zona ‘protetta’ è grande quanto Francia, Germania e Spagna insieme. Avrà una zona dove nulla può essere prelevato compresi organismi marini e minerali ma ci saranno anche zone speciali dove la pesca del krill e del merluzzo sarà consentita per scopi di ricerca. Nell’area marina protetta verranno salvaguardate tutte o parte delle risorse naturali dell’area che copre specie marine, biodiversità, habitat, aree di ricerca dei cibo e di allevamento della prole."
Sembra essere stato raggiunto uno storico accordo internazionale da 24 paesi tra i quali l’italia, oltre all’Unione europea al fine di creare il più grande parco marino al mondo nell’Oceano Meridionale, nel Mare di Ross presso l’Antartide. Lo storico accordo internazionale, siglato in Australia da 24 paesei e dall’Unione europea, sembra essere stato raggiunto dopo tanto lavoro durato ben 5 anni, nel corso dei quali sono stati raggiunti diversi compromessi e negoziati purtroppo falliti dalla Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide, un organismo istituito nel 1982. La decisione sembra essere giunta nella giornata di ieri dopo che la Russia ha ritirato le sue obiezioni dopo due settimane di negoziati in una riunione della Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide ad Hobart in Australia.
“Questa è la prima volta in assoluto che un’area marina protetta su larga scala viene creata in acque internazionali. Si tratta della più grande area marina protetta“, ha detto Elsa Evers, direttore delle comunicazioni per l’Alleanza.L’intesa è stata confermata dal ricercatore Leonardo Tunese, biologo marino e direttore del III Dipartimento di biodiversità dell’Ispra, istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il quale ha dichiarato: “E’ un’intesa fondamentale per il mantenimento della biodiversità, non solo per gli obiettivi raggiunti ma anche per dare una nuova spinta all’accordo già preso nel corso della Convenzione sulla Diversità Biologica (Cdb) e firmato dalla maggior parte dei Paesi del mondo, tra cui anche l’Italia, per fare in modo che entro il 2020 il 10 per cento delle superfici marine mondiali vengano protette. Ad oggi non siamo neanche arrivati al 3 o 4 per cento. Anche se siamo molto lontani, questa intesa rappresenta un significativo balzo in avanti”.
Il Mare di Ross è ad oggi una delle poche frontiere selvagge del mondo, considerato come l’unico ecosistema marino intatto del pianeta. Tunese, ha ancora aggiunto che noi al giorno d’oggi mangiavo anelli di calamaro, totano e bastoncini di pesce provenienti dall’Oceano Antartico, visto che l’uomo pare essersi spinto a pescare tutto ciò che è disponibile. “Certe flotte di pescherecci non si sono limitate a fare razzìe di pesci, ma anche di krill, i piccoli crostacei che costituiscono l’alimento principale delle balene. Ora, la balena è specie protetta, ma se la privi del nutrimento principale, va da sé che questi cetacei non riusciranno a sopravvivere”, ha aggiunto ancora Tunese. La zona ‘protetta’ è grande quanto Francia, Germania e Spagna insieme. Avrà una zona dove nulla può essere prelevato compresi organismi marini e minerali ma ci saranno anche zone speciali dove la pesca del krill e del merluzzo sarà consentita per scopi di ricerca. Nell’area marina protetta verranno salvaguardate tutte o parte delle risorse naturali dell’area che copre specie marine, biodiversità, habitat, aree di ricerca dei cibo e di allevamento della prole."
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