giovedì 13 ottobre 2016

Anci, Mattarella: I Comuni non sono la periferia ma le fondamenta della costruzione democratica | Agenparl

Anci, Mattarella: I Comuni non sono la periferia ma le fondamenta della costruzione democratica | Agenparl: " Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia di apertura dei lavori della 33^ Assemblea Nazionale dei Comuni Italiani dal titolo “Sindaci di tutti” che si è svolta al Nuovo Padiglione della Fiera del Levante di Bari.

Dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale e la proiezione del filmato “Noi” realizzato dall’Anci, hanno preso la parola il Sindaco di Catania e Presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, il Presidente dell’ANCI Puglia, Luigi Perrone, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Presidente dell’ANCI uscente, Piero Fassino e il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

E’ quindi intervenuto il Sindaco di Bari, Antonio Decaro, neo eletto Presidente dell’ANCI. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella.



Rivolgo a tutti un saluto molto cordiale. Un saluto al Ministro dell’Interno, al Presidente della Regione, al Sindaco di Bari, al Presidente dell’Assemblea dell’Anci, al Presidente dell’Anci di questa Regione, alle Autorità e a tutti i presenti.

Un saluto particolarmente cordiale è per voi, cari Primi Cittadini e care Prime Cittadine del nostro Paese.

Vi ringrazio della calorosa accoglienza e di questa nuova opportunità di incontro, a un anno dall’Assemblea di Torino.

Ricambio con cordialità il vostro saluto.

Desidero rivolgere un sincero apprezzamento a Piero Fassino per il grande e proficuo impegno da lui profuso nella presidenza dell’Anci.

Rivolgo un augurio di buon lavoro ad Antonio Decaro e a quanti lo affiancheranno, perché sia possibile perseguire con efficacia gli obiettivi che tutti insieme vi darete.

Nel Sud d’Italia, in Puglia, vi sono risorse preziose. Promuoverle, valorizzarle, utilizzarle è una priorità per il Paese. L’Italia ha un destino comune, e la dimensione globale in cui il nostro Paese è immerso rafforza, se possibile, ancor di più le ragioni della nostra unità.

In questo giorno, a tre mesi di distanza dal tragico incidente ferroviario sulla tratta Andria-Corato, che è costato la vita a 23 persone, voglio rivolgere ancora un commosso pensiero a familiari e amici delle vittime, ai feriti e a tutte le comunità colpite da tanta sofferenza. E’ stata una tragedia inaccettabile: dobbiamo assicurare, con immediatezza, che non possa mai più ripetersi nulla di simile.

Qui a Bari riprende il confronto sui problemi legati allo svolgimento del vostro mandato, che non è limitato all’esercizio di una potestà amministrativa ma costituisce un nodo vitale di connessione sia di ciascuna comunità locale sia di quella più ampia rete sociale che sostiene l’intero nostro Paese.

La vita nei Comuni è la vita dei cittadini: dalla sua qualità dipende molto della nostra condizione e del nostro stesso modo di pensare la società, le relazioni, il futuro.

Il passaggio d’epoca che stiamo vivendo richiede visione lucida, energia e grandi capacità di scelta per orientare le innovazioni necessarie a confermare i fondamenti democratici e sociali della nostra convivenza. La dura crisi economica di questi anni – benché costringa ancora a sacrifici e impegni straordinari – non è la sola ragione che ci spinge al cambiamento. Predisporci ai mutamenti soltanto come riflesso di condizioni oggettive, di vincoli esterni, di stringenti compatibilità economiche, indurrebbe a rassegnazione, a sfiducia, e porrebbe le premesse di tensioni ed emarginazioni.

Dobbiamo invece saper affrontare i tempi nuovi cercando di cogliere le opportunità per avviare un sviluppo davvero sostenibile, per ricostruire nel mercato globale il senso delle politiche pubbliche, per ridurre squilibri e diseguaglianze.

Questo non vuol dire, naturalmente, ignorare i limiti e i vincoli esistenti, con cui dobbiamo necessariamente misurarci.

Vuol dire, piuttosto, affrontarli con realismo, ma anche con l’ambizione di governarli.

Vuol dire dare sostanza alla democrazia, che si alimenta sempre con le aspirazioni dei cittadini.

Anche in questa prospettiva – affinché le istituzioni riescano a compiere il balzo necessario – il ruolo dei sindaci è di grande importanza.

I Comuni non sono la periferia ma le fondamenta della costruzione democratica.

Tanto più questo vale nel nostro Paese, la cui storia è segnata da diverse identità territoriali e la cui unità è stata costruita e si è consolidata con l’apporto proficuo di culture ricche e molteplici, tutte accomunate dall’essere italiani.

La Repubblica comincia nell’azione dei municipi.

Nei diritti che i suoi servizi rendono autentici, nelle domande che i cittadini pongono alle istituzioni loro più vicine, nelle risposte che determinano il grado effettivo di coesione sociale.

La democrazia oggi è sfidata e voi sindaci, in questa partita, non siete spettatori, né giocatori seduti in panchina."SEGUE >>>

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