Omesse dichiarazioni RED 2012/13, l’INPS chiede i soldi ai pensionati: cosa fare?: "Molti assegni pensionistici di molti pensionati italiani, hanno una parte di pensione collegata al proprio reddito. Le #Pensioni basse per esempio, vengono adeguate al minimo o vengono implementate con la maggiorazione sociale in base alle condizioni reddituali del pensionato, del coniuge ed in alcuni casi anche dei figli. La verifica della sussistenza dei requisiti che consentono ad un pensionato di percepire questi emolumenti, sono annuali. Infatti tramite la campagna RED, l’#Inps chiede ai pensionati di compilare un modello dove si dichiarano tutti i redditi posseduti oltre a quelli erogati direttamente dall’Istituto. Nelle ultime settimane per molti pensionati sono arrivate lettere che minacciano la revoca delle prestazioni e che chiedono la restituzione di quanto percepito in più.
Gli anni interessati sono il 2012 ed il 2013
Come dicevamo, il modello RED va presentato annualmente da quei pensionati che non presentano le dichiarazioni dei redditi perché non tenuti. Infatti, in assenza del 730 o del modello Unico, l’unico modo che l’INPS ha di verificare la condizione reddituale di una famiglia è proprio il #modello RED. Gli anni interessati dalla verifica dell’Istituto sono il 2012 ed il 2013 e coloro che hanno omesso la dichiarazione reddituale, si stanno vedendo recapitare delle lettere dall’INPS. Nelle missive, l’INPS da per scontato che non essendo pervenuti i RED, ai pensionati non spettavano maggiorazioni sociali ed altri trattamenti legati al reddito. Ecco perché chiede i soldi percepiti in più dai pensionati in quei due anni e minaccia, in assenza di interventi, la revoca definitiva delle prestazioni. Oggi comunque i pensionati continueranno a percepire la pensione normalmente, perché i controlli riguardano solo gli anni prima citati, sempre che le dichiarazioni reddituali degli anni successivi al 2013 siano regolari. Di fatto l’INPS procede a ricostituire le pensioni d’ufficio, senza tenere conto della situazione reddituale di quegli anni. I recuperi ed i tagli di assegno inizieranno con la rata di pensione di dicembre.
Come sanare la situazione? Ecco un nuovo messaggio INPS
Ricapitolando, per molti pensionati non si rischia la revoca della pensione, ma solo il taglio della parte di pensione collegata al reddito. In molti casi si parla anche di cifre rilevanti, tra i 150 ed i 250 euro. L’INPS ha emanato un nuovo messaggio, il 3446 del 30 agosto scorso, con il quale spiega che procedura bisognerà seguire per sanare la situazione. Il pensionato a cui è arrivata la lettera, dovrà presentare entro il prossimo 14 ottobre una ricostituzione di pensione con i redditi del 2012 e del 2013. In assenza di questa ricostituzione, dalle minacce si passerà ai fatti e le prestazioni collegate al reddito saranno definitivamente revocate, quindi andranno perdute dai pensionati. Per quanto concerne invece il recupero delle somme corrisposte indebitamente, essendo gli assegni a cui si riferiscono queste prestazioni, nella maggior parte dei casi, pensioni sociali o pensioni di importo minimo, l’INPS non potrà procedere alla trattenuta mensile sull’assegno. Immaginando una pensione di 500 euro netti, tagliata della metà perché vengono revocate le prestazioni collegate ai redditi, risulta complicato per l’INPS provvedere ad un ulteriore taglio per recuperare le somme percepite in più. Ecco perché nella lettera, l’INPS allega un bollettino postale con il quale chiede il pagamento in unica soluzione degli arretrati."
Gli anni interessati sono il 2012 ed il 2013
Come dicevamo, il modello RED va presentato annualmente da quei pensionati che non presentano le dichiarazioni dei redditi perché non tenuti. Infatti, in assenza del 730 o del modello Unico, l’unico modo che l’INPS ha di verificare la condizione reddituale di una famiglia è proprio il #modello RED. Gli anni interessati dalla verifica dell’Istituto sono il 2012 ed il 2013 e coloro che hanno omesso la dichiarazione reddituale, si stanno vedendo recapitare delle lettere dall’INPS. Nelle missive, l’INPS da per scontato che non essendo pervenuti i RED, ai pensionati non spettavano maggiorazioni sociali ed altri trattamenti legati al reddito. Ecco perché chiede i soldi percepiti in più dai pensionati in quei due anni e minaccia, in assenza di interventi, la revoca definitiva delle prestazioni. Oggi comunque i pensionati continueranno a percepire la pensione normalmente, perché i controlli riguardano solo gli anni prima citati, sempre che le dichiarazioni reddituali degli anni successivi al 2013 siano regolari. Di fatto l’INPS procede a ricostituire le pensioni d’ufficio, senza tenere conto della situazione reddituale di quegli anni. I recuperi ed i tagli di assegno inizieranno con la rata di pensione di dicembre.
Come sanare la situazione? Ecco un nuovo messaggio INPS
Ricapitolando, per molti pensionati non si rischia la revoca della pensione, ma solo il taglio della parte di pensione collegata al reddito. In molti casi si parla anche di cifre rilevanti, tra i 150 ed i 250 euro. L’INPS ha emanato un nuovo messaggio, il 3446 del 30 agosto scorso, con il quale spiega che procedura bisognerà seguire per sanare la situazione. Il pensionato a cui è arrivata la lettera, dovrà presentare entro il prossimo 14 ottobre una ricostituzione di pensione con i redditi del 2012 e del 2013. In assenza di questa ricostituzione, dalle minacce si passerà ai fatti e le prestazioni collegate al reddito saranno definitivamente revocate, quindi andranno perdute dai pensionati. Per quanto concerne invece il recupero delle somme corrisposte indebitamente, essendo gli assegni a cui si riferiscono queste prestazioni, nella maggior parte dei casi, pensioni sociali o pensioni di importo minimo, l’INPS non potrà procedere alla trattenuta mensile sull’assegno. Immaginando una pensione di 500 euro netti, tagliata della metà perché vengono revocate le prestazioni collegate ai redditi, risulta complicato per l’INPS provvedere ad un ulteriore taglio per recuperare le somme percepite in più. Ecco perché nella lettera, l’INPS allega un bollettino postale con il quale chiede il pagamento in unica soluzione degli arretrati."
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