giovedì 7 luglio 2016

Recuperato il relitto del peschereccio naufragato con 700 migranti a bordo

Recuperato il relitto del peschereccio naufragato con 700 migranti a bordo: "Sono da poco state completate le operazioni per il recupero del relitto del peschereccio, a bordo del quale viaggiavano oltre 800 migranti e inabissatosi nel Canale di Sicilia lo scorso 18 aprile, che provocò la più grave strage di profughi nel Mediterraneo da quando le imbarcazioni dei trafficanti solcano quel tratto di mare. Quell'evento colpì molto tutte le persone di buona volontà. E da li' abbiamo iniziato a cambiare la politica continentale sui migranti, un passo alla volta.

"Quella nave - ha scritto ancora Renzi - contiene storie, volti, persone, non solo un numero di cadaveri". Il peschereccio che si è inabissato il 18 aprile 2015 si trova al porto di Augusta. Matteo Renzi aveva detto che era doveroso "dare una sepoltura a quei nostri fratelli, a quelle nostre sorelle che altrimenti sarebbero rimasti per sempre in fondo al mare".

Un gommone carico di migranti si è rovesciato e almeno dieci donne sarebbero annegate, mentre 107 superstiti sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera. L'ho fatto perché noi italiani conosciamo il valore della parola 'civiltà'. E ci hanno insegnato fin dai primi giorni di scuola che il rispetto per la sepoltura e' uno dei grandi valori della nostra cultura.

Il peschereccio sarà trasportato nella rada di Augusta e in seguito collocato all'interno di una struttura refrigerata lunga tre metri. Continuiamo tutti i giorni a cercare di salvare vite umane, anche oggi. L'attività disposta dalla Presidenza del Consiglio è resa possibile grazie alla sinergia tra i ministeri della Difesa, dell'Interno, della Salute, dell'Istruzione, dal Commissario Straordinario per le persone scomparse, dalla prefettura di Siracusa e dalla Procura distrettuale Catania e vede il coinvolgimento a terra di circa 150 persone al giorno tra cui personale della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, dell'Ufficio di sanità marittima, area e di frontiera (Usmaf), dell'Azienda sanitaria provinciale (Asp), Agenzia della dogana, oltre alle Autorità ed Enti Locali. Un'azione che i promotori sperano possa diventare un esempio per l'Europa, sul fronte delle delicate politiche sull'immigrazione, come ribadito dai rappresentanti delle istituzioni coinvolte nell'operazione, riunitesi questo giovedì mattina in conferenza stampa al "Pontile Marina Militare di Melilli". Il relitto è stato recuperato ieri, quattordici mesi dopo. I corpi saranno esaminati da esperti coordinati dalla dottoressa Cattaneo del Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell'Università di Milano, allo scopo di acquisire informazioni utili a risalire all'identità dei cadaveri.

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