@ - Il provvedimento passa l'esame dl consiglio dei ministri e prevede anche l'espulsione degli stranieri condannati a pene restrittive
Blocco navale, espulsioni, regole per i centri di permanenza: è stato approvato in consiglio dei ministri il disegno di legge che cambia le regole per i flussi migratori. «Oggi il Governo ha approvato un provvedimento molto significativo per rafforzare il contrasto all’immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani» ha commentato in serata con un video sui social Giorgia Meloni. Ecco quali sono le novità principali contenute nel testo.
Il blocco navale
Secondo l'articolo 10 del provvedimento «nei casi di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l'attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'interno». Costituiscono minaccia grave «il rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale; la pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini; le emergenze sanitarie di rilevanza internazionale; gli eventi internazionali di alto livello che richiedano l'adozione di misure straordinarie di sicurezza».
Le multe
In caso di violazione del blocco navale «salvo che il fatto costituisca reato, si applica al trasgressore la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10 mila a euro 50 mila. In caso di reiterazione della violazione commessa con l'utilizzo della medesima imbarcazione, «si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca dell'imbarcazione e l'organo accertatore procede immediatamente a sequestro cautelare. Si ha reiterazione nel caso di nuova violazione, commessa con l'utilizzo della medesima imbarcazione, contestata anche solo a uno degli autori o degli obbligati in solido nei cui confronti, nel quinquennio precedente, è stata accertata, con provvedimento esecutivo, una precedente violazione delle disposizioni del presente articolo, salvo che tale autore o obbligato in solido provi che la condotta illecita è avvenuta contro la sua volontà, manifestata attraverso comportamenti idonei, specificamente volti a impedirne il compimento».
Niente telefoni
Nuove regole anche per chi trova nei Cpr: «Al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate», allo straniero trattenuto «non è consentita la libera detenzione, all'interno della struttura, di telefoni cellulari, anche di proprietà, i quali sono custoditi da personale del soggetto incaricato della gestione per essere messi a disposizione dell'interessato per il periodo strettamente necessario per l'utilizzo». Lo prevede una norma contenuta nell'articolo 17 della bozza di disegno di legge.
Le espulsioni
Il giudice «ordina l'espulsione dello straniero ovvero l'allontanamento dal territorio dello Stato del cittadino appartenente ad uno Stato membro dell'Unione europea, oltre che nei casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero o il cittadino appartenente ad uno Stato membro dell'Unione europea sia condannato ad una pena restrittiva della libertà personale per violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, con circostanze aggravanti».
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