sabato 10 giugno 2023

Stati Uniti e Cina di nuovo ai ferri corti, ecco la ragione

@ - Dopo la vicenda del pallone aerostatico che sorvolava gli Stati Uniti, Washington e Pechino sono di nuovo ai ferri corti, sembra che la Cina abbia previsto una nuova base di spionaggio: ecco dove.

Si apre un nuovo capitolo per i complicati rapporti tra Cina e Stati Uniti. Quando sembrava che Washington e Pechino si fossero lasciate alle spalle la vicenda del pallone aerostatico «spia», una nuova vicenda avrebbe condotto le due superpotenze nuovamente ai ferri corti: la Cina starebbe installando una stazione di intercettazione a Cuba.

La notizia è stata diffusa l’8 giugno dal Wall Street Journal citando funzionari americani non identificati, secondo le quali le autorità cinesi e cubane avrebbero raggiunto un accordo segreto sulla creazione di una struttura di intercettazione - ossia una base di spionaggio.

Una storia questa che riporta alla mente la crisi dei missili di Cuba del 1962 e che giunge proprio mentre la Casa Bianca stava cercando di migliorare i rapporti con il dragone orientale dopo mesi di acredine e ostilità. Stando al Wall Street Journal la Cina avrebbe accettato di pagare a Cuba diversi miliardi di dollari.

Al momento Pechino, il Pentagono e il governo cubano hanno negato la notizia, ma è certo che il governo statunitense è preoccupato per i rapporti tra Cina e Cuba. Ecco cosa sta accadendo a Cuba e quali potrebbero essere le conseguenze.

Stati Uniti e Cina ai ferri corti, ecco perché: gli accordi con Cuba e le accuse di spionaggio

Se quello che riporta il Wall Street Journal - citando funzionari statunitensi anonimi - fosse vero, la Cina avrebbe preso accordi con Cuba per installare una stazione di spionaggio sulle coste cubane a meno di 160 km dalla Florida. Una decisione che aprirebbe a una nuova crisi e a un nuovo periodo di tensione tra le due superpotenze mentre Washington e Pechino continuano a scontrarsi sulla questione Taiwan.

I rapporti sino-cubani hanno tuttavia suscitato l’indignazione dei cosiddetti “falchi cinesi” al Congresso - ossia una fazione politica contraria a restauratore i rapporti con Pechino - esortando l’amministrazione Biden a “prendere provvedimenti per prevenire questa grave minaccia alla nostra sicurezza nazionale e sovranità”.

Infatti, da tempo è stata segnalata una piccola presenza militare cinese a Cuba e l’accesso dei cinese alle stazioni di ascolto a Bejucal, vicino all’Avana, e a Santiago de Cuba, sulla costa sud-orientale. L’Economist ha poi aggiunto che si pensa che la Cina abbia simili strutture in tutto il mondo, tra cui una in Argentina. Ma gli Usa non son da meno, tramite navi e aerei della marina americana conducono regolarmente operazioni di sorveglianza al largo delle coste cinesi.

Al momento il significato strategico dell’alleanza Cina-Cuba rimane poco chiaro, ma è plausibile che una stazione di intercettazione sulle coste cubane consentirebbe a Pechino di monitorare al meglio le comunicazioni elettroniche, i movimenti di navi e aerei e altre attività potenzialmente sensibili nel sud-est degli Stati Uniti.

Accordi Cina-Cuba: quali possono essere le conseguenze
Se ancora non è stata confermata la vicenda, è inutile negare che in ogni caso i rapporti sino-cubani smuovono la scacchiera geopolitica con le dovute conseguenze e i possibili rischi. Senza dubbio i rapporti tra Avana e Pechino alimentano le preoccupazioni dei funzionari americani e degli alleati per il tentativo cinese di espandere la propria presenza militare in tutto il mondo.

La Cina ha stretto legami con Cuba a partire dalla fine della guerra fredda ed è ora il suo più grande partner commerciale e uno dei suoi maggiori finanziatori; mentre gli Stati Uniti hanno ripristinato i rapporti con l’isola - dopo il regime di Fidel Castro - nel 2014.

In tutto questo non bisogna ignorare il ruolo simbolico e politico di Cuba, al centro della crisi del 1962 che portò quasi a uno scontro militare e atomico tra Stati Uniti e Russia durante la guerra fredda. Mentre oggi continuano le tensioni tra l’isola e gli Washington con il Pentagono che gestisce tutt’ora una base militare a Guantánamo Bay in quella che Cuba descrive come un’occupazione illegale della sua terra.

Dopo la vicenda del pallone aerostatico i rapporti tra Cina e Stati Uniti avevano sofferto una grave battuta d’arresto e questa nuova vicenda rischia di peggiorare la situazione, aumentando le tensioni tra le due superpotenze. Come ricorda l’Economist, è certo che una stazione di ascolto rappresenta una minaccia trascurabile rispetto a una base di missili nucleari (come quella del 1962), tuttavia non bisogna ignorare il rischio di una reazione eccessiva da parte degli Stati Uniti, che potrebbe essere l’innesco di un pericoloso effetto domino.

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