giovedì 21 maggio 2020

Guerra in Libia, otto aerei da caccia russi a Tripoli. Colloquio tra Di Maio e Pompeo

@ - Guerra in Libia, otto aerei da caccia russi a Tripoli. Di Maio chiama Pompeo per parlare dell’escalation.


L’emergenza coronavirus non ferma la guerra in Libia. Otto aerei da caccia russa, come riportato dai media internazionali, sono arrivati dalla Siria negli aeroporti gestiti da Haftar. Un segnale pericolosissimo in vista di un possibile conflitto che potrebbe entrare nel vivo nelle prossime ore.

Gli appelli arrivati dall’Unione Europea non sono stati ascoltati dal generale e da Al-Serraj con l’escalation che è continuata e non sembra avere fine nonostante i numeri dei contagi continuano a salire. Colloquio telefonico tra Di Maio e Pompeo Le novità in arrivo da Tripoli preoccupano (e non poco) l’Italia con Luigi Di Maio che ha avuto un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Mike Pompeo.

Il ministro degli Esteri ha espresso la sua preoccupazione per l’intensificazione del conflitto in Libia. Il rappresentante italiano ha ribadito la necessità di uno stop alle ostilità e soprattutto la cessazione delle interferenze straniere.

Donald Trump abbandona il trattato militare Open Skies L’arrivo degli aerei da caccia russi potrebbe far aumentare la tensione tra Stati Uniti e Russia. Dalla Casa Bianca, intanto, è arrivata la notizia dello stop al trattato militare Open Skies, firmato nel 1992. “Ho buone relazioni con Mosca – ha assicurato Donald Trump – ma non rispetta il trattato“. Una decisione che rischia di aprire ad una strategia internazionale dei due Paesi diversa da quella precedente.

La guerra in Libia potrebbe rappresentare un nuovo campo di scontro tra Stati Uniti e Russia. L’escalation non sembra fermarsi nonostante il coronavirus con l’entrata di Mosca che infastidisce l’Italia. Da Roma una chiamata agli Stati Uniti per ribadire il bisogno di fermare il conflitto e soprattutto lo stop alle interferenze. Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

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