sabato 18 aprile 2020

Wuhan ricalcola i morti Ora crescono del 50%

@ - I morti sono 3.869. Alcuni sono morti in casa perché non potevano essere ospedalizzati. Non erano quindi rientrati nel conteggio.


La città di Wuhan adesso ha deciso di rivedere il conteggio ufficiale di contagi e di decessi, che segnano così un certo aumento.

Nello specifico, i primi di 325, mentre i secondi addirittura di 1.290 morti. Raggiungendo rispettivamente 50.333 casi e 3.869 decessi. Il focolaio del Covid-19, cioè la città che conta 11 milioni di abitanti che alla fine di gennaio scorso erano stati messi in isolamento, ha quindi dovuto aggiornare meglio i suoi dati.

Come riportato da alcuni media locali, in una nota sarebbe stato spiegato che questa “revisione è conforme a leggi e regolamenti, e al principio di essere responsabili verso la storia, le persone e i defunti". L’amministrazione della città di Wuhan ha inoltre spiegato tramite un comunicato stampa diffuso sui social, che nel momento peggiore dell’epidemia alcuni malati erano deceduti all’interno delle loro abitazioni perché non potevano essere trasferiti e ricoverati in ospedale. Questi morti non erano quindi rientrati nel conteggio ufficiale che tiene in considerazione solo quelle persone che sono morte in strutture ospedaliere e non nella proprie case.
Wuhan rivede il conteggio di contagiati e morti

Con le nuove stime alla mano il conto dei deceduti, solo nella città di Wuhan, risulta così di una volta e mezzo rispetto a quello dichiarato precedentemente, andando a toccare la quota di 3.869 unità. Lo stesso vale per il numero totale dei contagiati. Anche questo è stato infatti visto al rialzo. La somma da aggiungere è però più contenuta rispetto a quella delle persone decedute. In questo caso si parla di “soli” 325 casi, arrivando così a 50.333 totali. Alla fine in tutta la Cina il numero totale dei soggetti che hanno contratto il virus supera gli 80mila casi.
I dubbi di Macron

Pechino ha sempre dichiarato di aver contenuto l’emergenza, ma nel resto del mondo i dubbi in proposito non mancano. Molti hanno messo in discussione i dati ufficiali resi noti dalle autorità cinesi. Giovedì scorso è stato per esempio il presidente francese Emmanuel Macron a parlare di zone grigie proprio riguardo alla gestione dell’epidemia da parte del Paese asiatico. Al Financial Times il presidente d’Oltralpe ha sostenuto che in Cina sono avvenute “palesemente delle cose che sono accadute ma che non si conoscono”. Oggi Oggi è arrivato dalla Cina un appello all’unità in quanto, come dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, la pandemia non è ancora sotto controllo.

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