venerdì 7 settembre 2018

Trump, la senatrice Warren: "Rimuovere il presidente con il 25° emendamento"

Dopo l'articolo dell'anonimo alto funzionario dell'Amministrazione Trump pubblicato dal New York Times, la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren ha rotto gli indugi nel Partito democratico finora cauto. Il senatore repubblicano Rand Paul suggerisce di usare il test della virtà per trovare il colpevole.

WASHINGTON - Dopo l'articolo dell'anonimo alto funzionario dell'Amministrazione Trump pubblicato dal New York Times, la senatrice del MassachusettsElizabeth Warren ha rotto gli indugi nel Partito democratico e ha detto ai microfoni della Cnnche se alti funzionari dell'Amministrazione dicono che il presidente non è in grado di fare il presidente, devono usare il 25° emendamento, che poi è la norma della Costituzione americana che permette di destituire l'inquilino della Casa Bianca nei casi in cui il presidente non sia in grado di governare.

Finora nel Partito democratico era prevalsa la cautela sia nei confronti delle ipotesi di impeachment legate all'inchiesta del procuratore speciale, Robert Mueller, sia nei confronti dell'ipotesi dell'uso del 25° emendamento. Ma l'affermazione della senatrice Warren, considerata una delle possibili scelte tra i democratici per correre per la Casa Bianca nel 2020, ora è destinata a smuovere il dibattito nel fronte liberal, in vista soprattutto delle elezioni di mid-term e della relativa strategia elettorale per vincerle.
Intanto tutti i principali collaboratori e ministri del presidente Trump hanno negato di essere gli autori della lettera anonima pubblicata dal New York Timesche ha descritto “una resistenza silenziosa” nei confronti del tycoon. E Trump, durante una manifestazione elettorale in Montana, è tornato a dire che la pubblicazione dell'intervento sul quotidiano di New York potrebbe essere considerato alto "tradimento", mentre il senatore repubblicano Rand Paul ha suggerito di usare il test della verità per scoprire chi, tra coloro che hanno accesso ai segreti d'intelligence alla Casa Bianca, ha scritto l'anonimo intervento pubblicato sul New York Times.

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