domenica 9 settembre 2018

Svezia al voto con la tentazione di virare verso l’ultra-destra anti migranti

Per i sondaggisti il partito guidato da Akesson potrebbe arrivare al 20 percento per cento, rendendo complicata la composizione del prossimo governo.

Sono iniziate questa mattina alle 8 sotto un sole caldissimo le operazioni di voto a Stoccolma. Urne aperte nella capitale e in tutto il Paese per quelle che si prefigurano come elezioni storiche. Oggi, 7,5 milioni di svedesi decideranno se “tradire” la tradizione socialdemocratica e virare verso l’ultra-destra o, meno probabilmente, mantenere lo status quo. Dopo una feroce campagna elettorale, il governo di Stefan Löfven e i partiti delle sinistre temono un successo senza precedenti dell’ultra destra sovranista, anti-immigrati e euroscettica dei Democratici svedesi di Jimmie Akesson. Il giovane leader del movimento che ha radici nel neonazismo, ha trascinato il partito dal 6 al 13% nel voto del 2014 e ora potrebbe arrivare al 20%, tallonando i socialdemocratici del premier. 

In una campagna dominata dall’immigrazione, dall’integrazione, dalla criminalità, dall’assistenza sanitaria e dall’educazione, i Democratici svedesi hanno insistito senza sosta sul loro messaggio principale: i 400.000 richiedenti asilo che la Svezia ha accolto dal 2012 hanno distrutto il generoso stato sociale del Paese. 
Gli ultimi sondaggi (i primi exit poll sono previsti alle 20 di stasera, appena chiuderanno i seggi) fanno pensare a uno storico riallineamento, forzato dall’impennata dei Democratici svedesi, con i due blocchi consolidati di centrosinistra e centrodestra che potrebbero crollare sotto la spinta populista. 
La coalizione uscente del primo ministro Löfven (alleato con i Verdi e sostenuto dalla sinistra ex-comunista) arriverebbe a stento al 40% dei voti; fotografia simile per il blocco di centrodestra guidata dai Moderati, con 2-3 punti in meno. Saranno quindi i Democratici svedesi ha decidere il futuro del Paese. Sebbene gli ultimi sondaggi li diano ancora come al terzo posto dopo i Socialdemocratici (25%) e il Partito moderato, i giochi sono tutt’altro che chiusi, con alcuni sondaggi che ipotizzano perfino la conquista del primo posto, con previsioni che oscillano tra il 16 e il 25%. 

L’unica certezza, per ora, è che qualsiasi sia l’esito del voto, la Svezia si deve preparare a un futuro di incertezza politica, con la prospettiva di un processo lungo e complicato per formare il nuovo governo. Con nessun blocco in chiaro vantaggio per ottenere la maggioranza del Riksdag (in totale 349 seggi), sarà necessaria una qualche forma di cooperazione tra conservatori e sinistre, con un appoggio esterno con l’ultra destra populista. Ipotesi mai verificatasi prima in Svezia.

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