domenica 9 settembre 2018

Ponte, Toti litiga con Di Maio e Toninelli. La Procura dà il via libera per i sensori

Genova - Nuovo scontro tra il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e il commissario per l’emergenza Giovanni Toti. «Autostrade avrà un’altra brutta sorpresa nei prossimi giorni. Io non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare. Per quanto ci riguarda, lo deve fare un’azienda di Stato come Fincantieri», dice il vicepremier da Bari. «Più che brutte sorprese per Autostrade, Di Maio dia buone notizie ai genovesi. Credo che farebbe meglio il suo lavoro», replica Toti.
Ed è “lite” anche tra il commissario e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. «Il presidente Toti si preoccupi degli sfollati», scrive il ministro su Twitter. «Toninelli dovrebbe preoccuparsi del suo ministero», ribatte Toti.
Intanto, si dimette dalla commissione nominata dal ministro Toninelli per stabilire le cause del crollo Bruno Santoro , indagato nell’inchiesta di Genova.
La procura ha dato il nulla osta per installare i sensori per il monitoraggio dei monconi del ponte. «Abbiamo a cuore gli sfollati», dice il procuratore Cozzi. «Noi siamo pronti a partire», afferma Toti. Il via libera della procura è una notizia particolarmente attesa dai 566 sfollatiche hanno le case sotto i resti del ponte. Una volta avviato il monitoraggio, se non ci saranno segnalazioni di criticità per la stabilità dei monconi, gli sfollati potranno rientrare per alcune ore a piccoli gruppi nelle loro abitazioni per ritirare effetti personali e ricordi.
A Genova, intanto, proseguono le indagini sul crollo di ponte Morandi e l’attenzione dei pm ci sono ora le consulenze pagate da Autostrade per l’Italia a tecnici e funzionari che avevano ruoli fondamentali nella verifica delle condizioni di manutenzione e sicurezza del viadotto e non solo. Nel frattempo grazie alla Guardia di Finanza sono state completate già con venerdì le notifiche alle persone indagate della richiesta di incidente probatorio.
Gettoni di presenza a convegni ed eventi pubblici e pareri tecnici ben retribuiti che potrebbero essere stati utilizzati per “ammorbidire i controlli”. I magistrati, grazie all’aiuto della Guardia di Finanza, controlleranno la documentazione relativa agli incarichi extra-lavorativi retribuiti negli ultimi anni.
La ricostruzione del ponte Morandi, con il progetto donato da Renzo Piano, potrebbe essere finanziata anche grazie alla possibilità di scorporare le spese necessarie dai conteggi su possibili “sforamenti di Bilancio” fissato dall’Unione Europea.

Le notizie della giornata
Sensori, Cozzi «Abbiamo a cuore gli sfollati» 
«Abbiamo a cuore i problemi degli sfollati e con il nulla osta all’installazione dei sensori speriamo che gli sfollati possano quanto prima tornare per alcune ore nelle loro case». Lo ha detto all’Ansa il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi commentando il via libera del suo ufficio al monitoraggio dei monconi di ponte Morandi. «Abbiamo accolto la richiesta del presidente Toti in piena collaborazione istituzionale alla quale siamo molto attenti», ha sottolineato Cozzi. Il procuratore ha aggiunto: «Facciamo il possibile per conciliare le esigenze dei cittadini con quelle delle indagine». E a proposito delle necessità investigative Cozzi ha sottolineato che «per la rimozione e lo smaltimento delle macerie servirà ancora un pò di tempo perché dobbiamo raccogliere tutti gli elementi possibili utili a condurre l’indagine».

Dalla procura via libera per i sensori 
La procura di Genova ha dato il nulla osta per partire con le operazioni di installazione dei sensori utili per il monitoraggio dei monconi del ponte Morandi. Il sostituto procuratore Stefano Terrile lo ha comunicato al presidente della Regione e commissario per l’emergenza di ponte Morandi Giovanni Toti.
La Commissione tecnica del Commissario per l’emergenza ha già individuato la ditta che, per competenze e miglior offerta sul mercato, potrà eseguire il lavoro di monitoraggio con i sensori sui monconi di ponte Morandi. «Noi siamo pronti a partire - ha detto il governatore e commissario Toti -. E che tutto fosse già pronto è dimostrato dal fatto che la Commissione tecnica aveva già fissato, per lunedì, un incontro operativo con tutti i soggetti che dovranno partecipare alle operazioni per definire immediatamente tutte le fasi operative in dettaglio. Quindi non c’è stato nessuno ritardo. Stiamo solo seguendo le procedure previste dalla legge».

Toti: «Di Maio dia buone notizie a genovesi» 
«Più che brutte sorprese per autostrade vorrei belle sorprese per i cittadini di Genova, per la Liguria e per il sistema di imprese del Nord Ovest che del porto di Genova si servono»: così il presidente della Liguria Giovanni Tori ha commentato l’annuncio di brutte sorprese nei prossimi giorni per Autostrade per l’Italia. «Se Di Maio invece di annunciare brutte sorprese annunciasse delle belle sorprese - ha concluso -credo che farebbe più efficacemente il suo lavoro».
Dal governo «mi aspetto degli atti perché è quello che serve e non delle polemiche. Ognuno si assumerà davanti ai cittadini le proprie responsabilità». Lo ha detto il governatore della Liguria, Giovanni Toti, in una conferenza stampa a margine del Forum Ambrosetti a Cernobbio, commentando le polemiche relative al progetto di ricostruzione del ponte Morandi. «Non faccio nessun appello a Salvini - ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se vorrebbe lanciare un messaggio al ministro dell’Interno e leader della Lega, partito con cui governa la Regione - Con lui ci sentiamo quando serve. Governo e Parlamento devono dare fiducia alle istituzioni locali, lasciando che gestiscano la situazione, il governo poi ha il diritto di discutere il ruolo dei concessionari, il ruolo di controllo del ministero e la concessione ad autostrade».

Toti: «Il ministero non commissaria gli enti locali» 
«Quello di chi fa il commissario per l’emergenza a Genova «è l’ultimo problema, lo devono scegliere le istituzioni coinvolte in questo disastro. Nessuno può pensare che un ministero, dove molto si è sbagliato, possa portare a un commissariamento delle istituzioni locali». Lo ha sottolineato il governatore della Liguria, Giovanni Toti, parlando della ricostruzione del viadotto crollato in città lo scorso 14 agosto. «Magari è opportuno che lo faccia un tecnico e non il presidente della Regione», ha concluso in una conferenza stampa a margine del Forum Ambrosetti a Cernobbio.

Toti: «Toninelli si preoccupi del suo ministero» 
Botta e risposta fra il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e il governatore della Liguria Giovanni Toti: dopo l’attacco del ministro su Twitter, il politico forzista da Cernobbio ha replicato che «Toninelli dovrebbe preoccuparsi di altro rispetto a quello che fa Toti. Dovrebbe occuparsi del suo ministero, visto che la composizione della commissione da lui nominata ruotano più velocemente che in una partita di calcio». 
«Non capisco di cosa stia parlando. Quasi tutti gli sfollati, circa 200, sono già stati sistemati in nuovi alloggi. Se Toninelli leggesse le relazioni che gli mandiamo saprebbe che stiamo lavorando. Se le persone non possono prendere le loro cose in casa è perché le strutture del ponte non sono sicure e spero che Toninelli non voglia mettere a repentaglio la loro salute», ha attaccato. «Io ho sentito troppe parole, ora servono fatti. Il Governo sta dicendo molti no e pochi sì, mentre io vorrei che si passasse a una fase propositiva. Noi abbiamo dato nostre idee e nostri contributi. Il Mit si dimostra un colabrodo, Regione Liguria e Comune di Genova devono essere protagonisti in questa fase. Ridare il ponte al porto di Genova deve essere una priorità del Paese», ha concluso Toti.

Di Maio: «Autostrade avrà brutta sorpresa nei prossimi giorni» 
«Autostrade avrà un’altra brutta sorpresa nei prossimi giorni. Io non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare». Lo ha dichiarato Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio e Ministro dello sviluppo economico, a margine della sua visita alla 82esima Fiera del Levante di Bari.
«Per quanto ci riguarda, il ponte Morandi lo deve ricostruire un’azienda di Stato come Fincantieri, perché - ha proseguito Di Maio - dobbiamo monitorare cosa si farà sulla ricostruzione del ponte».
«In questi giorni si parla di manutenzione delle infrastrutture perché c’è stata una tragedia ad agosto a a Genova. Il ponte Morandi ha dei responsabili che si chiamano Autostrade per l’Italia, Atlantia e Benetton. Quei signori - ha evidenziato Di Maio- dovevano manutenere quel ponte e non lo hanno fatto».
«Noi gli toglieremo le concessioni e non solo, perché questa è una promessa che abbiamo fatto agli italiani rispetto a gente che non può più permettersi di far pagare il pedaggio per mandare a morire gli italiani e non può pensare di farla franca maneggiando un plastico o facendosi belli in conferenza stampa». Il ministro ha poi spiegato che i monitoraggi «sono ancora in atto» e che «si è perso troppo tempo in questi anni». «Noi abbiamo dei sensori che adesso inizieremo ad installare su tutte le infrastrutture e questo ci consentirà di monitorare in tempo reale lo stato di salute di ponti e viadotti e cavalcavia. Deve però essere chiaro - ha concluso Di Maio - che una volta installati li dovremo anche mettere a regime. Avverto rammarico perché si poteva fare prima, anni fa».

Toninelli: «Evitare altri crolli, agire su A24-A25» 
«Il crollo di Genova è un evento che mai sarebbe dovuto succedere e che non dovrà ripetersi. Con la morte nel cuore ci siamo subito rimboccati le maniche. Abbiamo stanziato dei fondi per le prime necessità e ci accingiamo a varare un decreto che assicuri al capoluogo ligure quella rinascita che si merita. Inoltre abbiamo avviato una mappatura delle criticità esistenti nelle infrastrutture di tutta Italia e stiamo creando una task force di tecnici che sia in grado di valutare i rischi e intervenire dove necessario, penso ad esempio allo stato in cui si trovano la A24 e la A25, su cui interverremo. Abbiamo anche finanziato con 35 milioni di euro interventi su 9 ponti pericolanti sul Po, e puntiamo a stanziare altri soldi per metterne in sicurezza altri 32». Lo scrive sul blog delle Stelle il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli in un lungo post dedicato ai primi 100 giorni della sua attività.

Bruno Santoro si dimette da commissione ispettiva 
Bruno Santoro ha rassegnato spontaneamente le proprie dimissioni dalla Commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che opera per individuare le cause del crollo del Ponte Morandi. Lo ha reso noto il Ministero delle Infrastrutture in una nota. Il ministero, ringraziandolo per la sensibilità e la professionalità dimostrate, precisa che appena dal 23 marzo scorso Santoro è dirigente della Divisione 1 (Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione) della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali. E che presso tale divisione egli non ebbe competenza alcuna sul progetto di manutenzione straordinaria presentato da Autostrade per il Ponte Morandi. In relazione, poi, alle cosiddette “consulenze” per Aspi, si fa notare che i collaudi delle opere in concessione vengono regolarmente effettuati dalle strutture del concedente a spese del concessionario. E si conferma che gli incarichi dell’ingegner Santoro sono stati debitamente autorizzati anni fa dall’amministrazione, all’epoca in cui Santoro era in servizio presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici”.

Procura: «Entro domani ok a sensori monconi» 
Entro domani la procura farà pervenire «la risposta positiva al monitoraggio della struttura richiesto dal presidente della Regione Giovanni Toti quale commissario straordinario» per l’emergenza di ponte Morandi. La fa sapere il procuratore capo Francesco Cozzi. Il responsabile della procura ringrazia anche la Guardia di finanza e il colonnello Bixio che «già venerdì scorso aveva completato le notifiche alle persone indagate della richiesta di incidente probatorio». Il via libera della procura all’installazione dei sensori per il monitoraggio della stabilità dei monconi est e ovest del viadotto autostradale, crollato il 14 agosto causando 43 morti, 16 feriti, è una notizia particolarmente attesa dai 566 sfollati che hanno le case sotto i resti del ponte. Una volta avviato il monitoraggio, che a questo punto potrebbe partire nella prossima settimana e durare almeno tre giorni (i sensori saranno acquistati nei prossimi giorni in concomitanza con l’ok della procura all’intervento), se non ci saranno segnalazioni di criticità per la stabilità dei monconi, gli sfollati potranno rientrare per alcune ore a piccoli gruppi nelle loro abitazioni per ritirare effetti personali e ricordi.

Toninelli: «Toti si preoccupi degli sfollati» 
«Il presidente Toti si preoccupi di far rientrare in casa gli sfollati per riprendersi gli effetti personali e di dar loro un nuovo alloggio». Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, su Twitter. «Non faccia politica su Genova. Autostrade sborserà il danaro, come suo dovere, ma non ricostruirà il ponte che ha fatto crollare».

Casellati: «Serve mappatura infrastrutture» 
La tragedia di Genova «ha riportato drammaticamente l’attenzione sulla sicurezza e la gestione delle opere pubbliche»: così ha detto il presidente del Senato Elisabetta Alberta Casellati convinta che «prima di interrogarsi sulla capacità gestionale» bisogna, anzi «urge avviare una mappatura della rete strategica infrastrutturale per capire dove è urgente intervenire, con quali modalità e quali standard di sicurezza». «Ed è inoltre auspicabile - ha aggiunto- che sia gli interventi vengano progettati anche in riferimento ai nuovi imprevedibili fenomeni climatici».

Boccia (Confindustria): «Ricostruirlo in tempi certi e brevi»
«Diciamo le cose che si devono fare ma mai in quanto tempo, vale per il Ponte di Genova farlo in tempi certi e brevi». Lo dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia nel suo intervento al Forum Ambrosetti. Boccia ha posto il tema delle infrastrutture anche in senso più generale. «Le infrastrutture - ha detto - sono alla base di un’idea di società che include e non esclude. Collegano la periferia al centro».

Conte: «Se ci sono gli estremi decideremo revoca della concessione ad Autostrade» 
«Ho avviato la procedura per la cadutazione della concessione. Sono stato definito un irresponsabile, uno che fa scappare gli investitori che non verranno più in Italia»: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha sottolineato a Cernobbio. «Ci saranno tutte le garanzie di legge, non siamo fuori dallo stato di diritto - ha assicurato -. Ho detto che c’è una giustizia penale, io mi occupo della giustizia civile e amministrativa. Sono arrivate delle repliche, le esamineremo e poi decideremo con fermezza e risolutezza. E discuteremo poi alla fine se decideremo di arrivare alla cadutazione, se ci sono gli estremi, decideremo serenamente cosa fare dopo». 

Conte: «Non siamo per nazionalizzazioni»
«Non siamo per le nazionalizzazioni, non siamo per le privatizzazioni ma per una gestione efficiente delle risorse pubbliche» il premier Giuseppe Conte lo ha detto a Cernobbio parlando del crollo del ponte Morandi a Genova e della revoca della concessione. «Delle volte sarà necessario affidarsi ai privati - ha aggiunto - ma d’ora in poi consentiremo la remunerazione dell’investimento. Sappiamo cos’è il rischio di impresa e lo sconteremo ma sappiamo anche cosa significa depredare le risorse pubbliche e non lo consentiremo più»

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