Ma le probabilità di operazioni transnazionali tra grandi istituti di credito sono molto basse, ha aggiunto il ceo. La banca non ha finito di cedere asset, si tratterà di immobili o partecipate finanziarie. No comment sul patto di Mediobanca in scadenza a settembre | Unicredit balza dopo i conti. Lo spread costa 1 miliardo | Analisti: conti solidi e costi in calo. Peccato per lo spread.
L'attuale piano di Unicredit "è basato esclusivamente sulla crescita organica. In quello nuovo, entro la fine del 2019, valuteremo sia una crescita di tipo organica sia, potenzialmente, anche quella non organica", ha chiarito l'ad, Jean Pierre Mustier, nel corso di una conferenza stampa di commento ai risultati al 30 giugno.
Sulla possibilità di operazioni transnazionali tra grandi istituti di credito, il banchiere ha specificato che "le probabilità sono molto basse". Di recente sono tornate voci di una possibile fusione con Societe Generale , banca francese dalla quale proviene lo stesso Mustier, per ora mai confermate. La Bce, però, vede in maniera positiva operazioni di aggregazione internazionale all'interno dell'Ue, per permettere alle banche di aumentare la massa critica nel momento in cui i tassi continuano a restare rasoterra.
Se il gruppo intende crescere anche per linee esterne, non ha però chiuso col capitolo vendite. Mustier ha infatti spiegato che non prevede ulteriori vendite di asset operativi, mentre potrebbe effettuare cessioni di asset immobiliari o finanziari. "Se mi chiedete se venderemo altre banche del gruppo la risposta è no", ha detto. Quindi FinecoBank e gli istituti esteri (Turchia compresa) sono per ora fuori dal perimetro delle cessioni.
Quanto alla partecipazione dell'8,7% detenuta da Unicredit in Mediobanca , Mustier ha ribadito che rientra tra gli asset finanziari. "Mediobanca ", ha affermato in merito, "è un investimento finanziario. Noi ci auguriamo che abbia grande successo, deve andare molto bene perché siamo i primi azionisti. Degli investimenti finanziari decideremo cosa fare quando sarà il momento di farlo".
No comment, invece, in merito al patto di sindacato di Mediobanca , in scadenza a settembre e nel quale è presente anche Unicredit . "Non commentiamo mai rumor e speculazioni, per cui non diremo nulla. E' la policy della banca", ha ribattuto l'amministratore delegato a proposito della possibile uscita a settembre della banca di piazza Gae Aulenti dal patto di sindacato di Piazzetta Cuccia.
I principali soci della banca sono, infatti, riuniti in un patto di sindacato che vincola il 28,5% del capitale e che scade a fine 2019, ma è prevista a settembre una finestra per le disdette anticipate e le voci di un possibile disimpegno di Unicredit sono ricorrenti sul mercato. Se le azioni apportate scendessero sotto il 25% del capitale, il patto si scioglierebbe.
A proposito, infine, dell'impatto sui cashes (strumenti di tipo equity linked), il top manager ha specificato che "non forniamo mai alcun commento sulle cause in corso, specialmente quando sono sia civili sia penali". La banca ha avviato un'azione legale nei confronti di Caius Capital e dei suoi fondi per la vicenda legata ai cashes del 2008, chiedendo 90 milioni di risarcimento per i danni che l'istituto avrebbe subito.
Il banchiere si è detto comunque "molto fiducioso sul fatto che non ci sarà alcun impatto materiale né sul nostro capitale né su chi detiene i titoli". Mustier ha infine ricordato come "tutte le principali Authorities interpellate hanno confermato il metodo con cui vengono contabilizzati i cashes sul nostro bilancio". Dopo le dichiarazioni di Mustier a Piazza Affari il titolo Unicredit sale del 2,84% a 14,78 euro, restando a ridosso del massimo intraday a quota 14,834 euro.
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