di Claudio Del Frate
Giro di vite sull’asilo. Con una circolare inviata a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, chiede una velocizzazione nell’esame delle istanze ed una stretta sulla concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, il beneficio più concesso (quest’anno salito a quota 28% e che è una delle tre possibilità previste dalla legge ) e per il quale si invitano le commissioni alla «necessaria rigorosita’ dell’esame delle vulnerabilità degne di tutela». Sul punto è intervenuto personalmente il ministro Salvini con un tweet: «Ho personalmente richiesto velocita’ e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto. Donne incinte e bambini resteranno in Italia ».
Salvini: «limitare la protezione umanitaria»
«Il senso dell’iniziativa - spiega il ministro - è limitare un abuso che va a discapito dei rifugiati veri. Su 43mila domande esaminate, i rifugiati sono il 7% mentre la protezione sussidiaria raggiunge il 5. Poi abbiamo la protezione umanitaria che, sulla carta, è riservata a limitati e residuali casi di persone che, pur non essendo in fuga dalle guerra hanno necessità di una tutela. Ma rappresentano il 28 per cento dei casi che poi arriva al 40 con i ricorsi, decine di migliaia di persone. E spesso diventano la legittimazione dell’immigrazione clandestina»
Accolte il 39% delle richieste totali
Secondo i dati del Viminale le domande di asilo esaminate a maggio dall’Italia sono state 5.172 contro le 4.525 del mese precedente. Il 61% di queste si è risolta con un diniego della protezione , nel 28% dei casi è stata concessa la protezione umanitaria , al 7% dei richiedenti lo status di rifugiati e al 4% la protezione sussidiaria. In totale sono state accolte il 39% delle domande. Nel 2017 l’Italia ha esaminato poco meno di 129mila richieste in leggera crescita rispetto alle 122miladell’anno precedente. La Germania ne ha ricevute 222mila, la Francia 79mila.
Rimandare i migranti in Italia e Grecia
Sul tema migranti la prossima settimana ci sarà un vertice a tre tra Germania, Austria e Italia con l’obiettivo di fermare la rotta del Mediterraneo. Il cancelliere austriaco Kurz e il ministro degli interni tedesco Seehofer si sono visti oggi e hanno concordato di non mettere in campo atti ostili tra i due Paesi alla frontiera comune. Tuttavia i rappresentanti dei due paesi hanno concordato che «se i rifugiati registrati in Italia o in Grecia dove hanno già presentato domanda di asilo dovessero essere trovati sul confine austro-tedesco, dovranno essere collocati in centri di transito ed entro 48 ore riportati nel primo Paese di ingresso». Vale a dire proprio in Italia o in Grecia. Seehofer ha poi fatto riferimento specifico a un accordo per rimandare indietro tutti i migranti entrati nella ue da Italia e Grecia e poi spostatisi in Germania e Austria
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