venerdì 30 marzo 2018

Papa Tawadros II: “La nostra preghiera è che la pace ci sia concessa e si diffonda su tutta la terra” | AgenSIR

Papa Tawadros II: “La nostra preghiera è che la pace ci sia concessa e si diffonda su tutta la terra” | AgenSIR: "La Via Crucis passa anche da qui. Passa per la cattedrale di san Marco al Cairo, nel quartiere di Abbasseya, sede del Patriarcato copto ortodosso di Egitto, casa della piccola minoranza cristiana che in questo immenso Paese di sabbia, storia e Nilo, rappresenta appena il 10% della popolazione egiziana. È qui che l’11 dicembre 2016 12 chili di tritolo sono stati fatti esplodere nella cappella di san Pietro e Boutrosseya dove si stava celebrando la messa. Il bilancio fu di almeno 25 morti, tra cui 6 bambini, e 35 feriti. I loro volti sono ancora lì, riprodotti in una gigantografia all’ingresso della cappella. Non le chiamano “vittime del terrorismo”, come succede in Europa, ma martiri. Sono le 19, probabilmente alla chiusura degli uffici e il complesso della cattedrale è popolato di gente: uomini, donne e bambini. Un via vai continuo, nonostante dentro e fuori i controlli sono serrati. Perquisizioni, metal detector, poliziotti armati di mitra e giubbetto antiproiettile sembrano ormai far parte della normalità di questo spaccato di umanità. Le immagini del terrore – i calcinacci, i corpi dilaniati, il pianto delle donne – purtroppo non finirono nel 2016. Anche l’anno successivo, il 2017, fu durissimo per la comunità cristiano-copta d’Egitto: secondo il conteggio dell’Associated Press, dal dicembre 2016 ci sono stati almeno 100 morti e centinaia di feriti. L’attacco più sanguinoso, rivendicato dall’Isis, avvenne la domenica delle Palme. Prima l’esplosione durante la messa nella chiesa di san Giorgio a Tanta, a nord del Cairo. Poi l’attentato nella cattedrale di san Marco ad Alessandria. Ancora morti, ancora martiri. I copti ortodossi celebrano la Pasqua domenica 8 aprile, seguendo il calendario giuliano. Le chiese si riempiranno di nuovo. L’allerta sarà massima. Per questo il Sir è volato al Cairo ed ha chiesto un incontro con Papa Tawadros II, capo della Chiesa copta ortodossa e patriarca di Alessandria.

Santità, per i cristiani la Pasqua è la vittoria della Vita sull’oscurità della morte. Che cosa significa vivere questa festa in una terra colpita duramente dal terrorismo?
La Croce Santa non era l’ultima tappa e neanche la morte di Gesù, che noi celebriamo il Venerdì Santo, era la fine. Quando è arrivato il giorno della Resurrezione di Gesù Cristo è nata la Vita. La croce è composta da due parti. Quella orizzontale rappresenta la terra ed è la croce della passione e dei dolori. E poi c’è la parte verticale che rappresenta la relazione tra la terra e il cielo. È la parte che simboleggia la speranza. Per questo noi teniamo fortemente la Croce tra le nostre mani perché è la nostra Speranza e perché

dentro questa Croce sono comprese tutte le passioni e tutti i dolori del mondo.

Le forze oscure della morte sono sempre all’opera nella storia umana e voi lo sapete molto bene. Siete vittime di una lunga scia di sangue. Il terrorismo ha colpito nelle vostre chiese e continua a mietere vittime anche in Europa.
Noi abbiamo la speranza che tutti i martiri, che sono caduti in tutti gli attentati, sono in cielo. La Croce fa da ponte tra il cielo e la terra. Noi crediamo che questi martiri sono andati dall’altra parte della riva del mare e non hanno mai perso il rapporto con noi. Sono andati nella sponda della vita che non finisce mai e non avrà mai fine. Questo ci dona una pace profonda e anche gioia.

Lei è padre spirituale del popolo copto ortodosso. Le chiese per le celebrazioni della Pasqua si riempiranno. Non ha paura per la sicurezza dei suoi fedeli?
Il nostro sentimento (e lo è per tutto l’anno, non solo per la Pasqua) è che siamo nelle mani del Signore. Nelle mani del Dio che ha amato e ama tutti gli esseri umani e fa di tutto per il nostro bene. Dio è giudice. Lui è il padrone della vita e della morte. Quello che possiamo fare è pregare e lavorare per la pace. La nostra preghiera è che la pace ci sia concessa come dono e si diffonda su tutta la terra." SEGUE >>>


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