Guerra delle spie, Europa e Usa espellono diplomatici russi. Due via anche dall'Italia: "Europa e Stati Uniti espellono decine di diplomatici russi. Una raffica di nuove sanzioni prese a livello bilaterale da una nutrita pattuglia di paesi europei e dagli americani nei confronti di Mosca per rispondere alla sfida lanciata con l'attentato al gas nervino contro l'ex spia russa Serghei Skripal avvenuto a Salisbury in Gran Bretagna. E questo nonostante la linea diretta che il presidente Usa Donald Trump ha con il suo collega Vladimir Putin, al quale, a differenza di altri leader occidentali, ha fatto le sue più sentite congratulazioni per la rielezione. Washington ha ordinato l'espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato russo di Seattle.
L'Italia ha cacciato due diplomatici russi. «A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato - si legge in una nota della Farnesina - il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica». Sono 67 i diplomatici della Federazione russa presenti in Italia, secondo quanto riportato sul Cerimoniale diplomatico della Repubblica, pubblicato sul sito della Farnesina e aggiornato al 23 marzo di quest'anno. Sul territorio italiano, la missione diplomatica russa, in base ai dati presenti sul sito dell'ambasciata, si articola nell'ambasciata e nel consolato di Roma e nei consolati di Milano, Palermo e Genova. Sono inoltre presenti consolati onorari a Firenze, Ancona, Venezia, Verona, Udine, Napoli e Messina.
Anche Germania, Francia, Lituania e Polonia hanno annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi ciascuno. Due le espulsioni decise dalla Danimarca. L'Ucraina ha deciso di espellere 13 diplomatici russi.
«Come seguito» di quanto deciso al vertice Ue della settimana scorsa, in risposta all'attacco di Salisbury «oggi già 14 Stati membri hanno deciso di espellere diplomatici russi», ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, spiegando che «altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane». «Restiamo critici nei confronti delle azioni» di Mosca, ma nonostante questo, «oggi noi europei, assieme ai russi, piangiamo le vittime del tragico rogo nella Siberia occidentale», ha aggiunto Tusk, che oggi si trova a Varna (Bulgaria), assieme al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per un vertice col presidente turco Erdogan. Le espulsioni sono avvenute dopo la decisione collegiale - e senza precedenti - presa dai leader Ue di richiamare per consultazioni l'ambasciatore dell'Unione in Russia, il tedesco Markus Ederer.
Le 60 espulsioni decise dagli Stati Uniti riguardano invece 12 diplomatici russi operanti all'Onu a New York e 48 dipendenti dell'ambasciata a Washington. «Trump ha ordinato l'espulsione di decine di membri dell'intelligence russa dagli Stati Uniti e la chiusura del consolato di Seattle per la sua vicinanza a una delle nostre basi sottomarine e alla Boeing», annuncia la Casa Bianca con una nota. «Gli Stati Uniti intraprendono questa azione in accordo, con i nostri alleati della Nato e con i partner nel mondo, in risposta all'uso di un'arma chimica di tipo militare sul suolo del Regno Unito, l'ultima attività nel modello destabilizzante in tutto il mondo».
«Le azioni odierne rendono gli Stati Uniti più sicuri riducendo la capacità della Russia di spiare gli americani e condurre operazioni sotto copertura che minacciano la sicurezza nazionale americana», si legge ancora nella nota. «Con questi passi, gli Stati Uniti, i nostri alleati e i partner chiariscono alla Russia che le sue azioni hanno conseguenze. Gli Stati Uniti restano pronti a cooperare per costruire una relazione migliore con la Russia, ma questo può accadere solo con un cambiamento nella linea del governo russo», prosegue la Casa Bianca, secondo la quale la sede diplomatica è «stata utilizzata come una base fondamentale per le operazioni d'intelligence della Russia».
Intanto Mosca continua ad accusare Londra di fomentare artificiosamente la protesta dei partner europei. La Russia risponderà all'espulsione dei suoi diplomatici decisa dagli Stati Uniti e dai paesi europei. Lo afferma il ministero degli Esteri citato da Interfax. Londra, prosegue il ministero, sul caso Skripal ha assunto una posizione «ipocrita e zeppa di pregiudizi». «Gli alleati di Londra non hanno a disposizione informazioni complete e seguono ciecamente il principio dell'unità euro-atlantica a spese del buon senso, delle buone norme di dialogo interstatale e del diritto internazionale».
Ma al di là dello scambio di accuse tra Russia e Gran Bretagna, è sotto gli occhi di tutti come, grazie al caso dell'ex spia Serghei Skripal, Theresa May, sempre più in difficoltà sul fronte Brexit, sia riuscita a disinnescare momentaneamente l'opposizione interna e a riconquistare il sostegno dei partner Ue. Il governo britannico, dal ministro degli Esteri Boris Johnson a quello della Difesa Gavin Williamson, esulta. In particolare Johnson twitta: «La straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa nella storia e ci aiuterà a difendere la nostra sicurezza. La Russia non può violare impunemente le norme internazionali»."
L'Italia ha cacciato due diplomatici russi. «A seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 22 e 23 marzo scorso, in segno di solidarietà con il Regno Unito e in coordinamento con partner europei e alleati Nato - si legge in una nota della Farnesina - il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha notificato oggi la decisione di espellere dal territorio italiano entro una settimana due funzionari dell'Ambasciata della Federazione Russa a Roma accreditati in lista diplomatica». Sono 67 i diplomatici della Federazione russa presenti in Italia, secondo quanto riportato sul Cerimoniale diplomatico della Repubblica, pubblicato sul sito della Farnesina e aggiornato al 23 marzo di quest'anno. Sul territorio italiano, la missione diplomatica russa, in base ai dati presenti sul sito dell'ambasciata, si articola nell'ambasciata e nel consolato di Roma e nei consolati di Milano, Palermo e Genova. Sono inoltre presenti consolati onorari a Firenze, Ancona, Venezia, Verona, Udine, Napoli e Messina.
Anche Germania, Francia, Lituania e Polonia hanno annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi ciascuno. Due le espulsioni decise dalla Danimarca. L'Ucraina ha deciso di espellere 13 diplomatici russi.
«Come seguito» di quanto deciso al vertice Ue della settimana scorsa, in risposta all'attacco di Salisbury «oggi già 14 Stati membri hanno deciso di espellere diplomatici russi», ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, spiegando che «altre espulsioni non sono da escludere nei prossimi giorni e settimane». «Restiamo critici nei confronti delle azioni» di Mosca, ma nonostante questo, «oggi noi europei, assieme ai russi, piangiamo le vittime del tragico rogo nella Siberia occidentale», ha aggiunto Tusk, che oggi si trova a Varna (Bulgaria), assieme al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per un vertice col presidente turco Erdogan. Le espulsioni sono avvenute dopo la decisione collegiale - e senza precedenti - presa dai leader Ue di richiamare per consultazioni l'ambasciatore dell'Unione in Russia, il tedesco Markus Ederer.
Le 60 espulsioni decise dagli Stati Uniti riguardano invece 12 diplomatici russi operanti all'Onu a New York e 48 dipendenti dell'ambasciata a Washington. «Trump ha ordinato l'espulsione di decine di membri dell'intelligence russa dagli Stati Uniti e la chiusura del consolato di Seattle per la sua vicinanza a una delle nostre basi sottomarine e alla Boeing», annuncia la Casa Bianca con una nota. «Gli Stati Uniti intraprendono questa azione in accordo, con i nostri alleati della Nato e con i partner nel mondo, in risposta all'uso di un'arma chimica di tipo militare sul suolo del Regno Unito, l'ultima attività nel modello destabilizzante in tutto il mondo».
«Le azioni odierne rendono gli Stati Uniti più sicuri riducendo la capacità della Russia di spiare gli americani e condurre operazioni sotto copertura che minacciano la sicurezza nazionale americana», si legge ancora nella nota. «Con questi passi, gli Stati Uniti, i nostri alleati e i partner chiariscono alla Russia che le sue azioni hanno conseguenze. Gli Stati Uniti restano pronti a cooperare per costruire una relazione migliore con la Russia, ma questo può accadere solo con un cambiamento nella linea del governo russo», prosegue la Casa Bianca, secondo la quale la sede diplomatica è «stata utilizzata come una base fondamentale per le operazioni d'intelligence della Russia».
Intanto Mosca continua ad accusare Londra di fomentare artificiosamente la protesta dei partner europei. La Russia risponderà all'espulsione dei suoi diplomatici decisa dagli Stati Uniti e dai paesi europei. Lo afferma il ministero degli Esteri citato da Interfax. Londra, prosegue il ministero, sul caso Skripal ha assunto una posizione «ipocrita e zeppa di pregiudizi». «Gli alleati di Londra non hanno a disposizione informazioni complete e seguono ciecamente il principio dell'unità euro-atlantica a spese del buon senso, delle buone norme di dialogo interstatale e del diritto internazionale».
Ma al di là dello scambio di accuse tra Russia e Gran Bretagna, è sotto gli occhi di tutti come, grazie al caso dell'ex spia Serghei Skripal, Theresa May, sempre più in difficoltà sul fronte Brexit, sia riuscita a disinnescare momentaneamente l'opposizione interna e a riconquistare il sostegno dei partner Ue. Il governo britannico, dal ministro degli Esteri Boris Johnson a quello della Difesa Gavin Williamson, esulta. In particolare Johnson twitta: «La straordinaria risposta internazionale dei nostri alleati rappresenta la più grande espulsione collettiva di agenti dell'intelligence russa nella storia e ci aiuterà a difendere la nostra sicurezza. La Russia non può violare impunemente le norme internazionali»."
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