mercoledì 7 febbraio 2018

Ue: pil Italia all'1,5% nel 2018, ma rischi al ribasso per fragilità banche - MilanoFinanza.it

Ue: pil Italia all'1,5% nel 2018, ma rischi al ribasso per fragilità banche - MilanoFinanza.it: "La crescita dell'Italia quest'anno dovrebbe attestarsi all'1,5%, prima di scendere al 1,2% nel 2019, secondo le previsioni d'inverno pubblicate oggi dalla Commissione europea. La stima di crescita per l'Italia nel 2018 è basata sul presupposto che il governo italiano "continui ad attuare le riforme favorevoli alla crescita già adottate e prosegua politiche di bilancio prudenti", ha scritto la Commissione Ue nelle sue previsioni economiche d'inverno, lasciando intendere che sulle proiezioni per l'Italia pesano le incertezze legate alle elezioni.

Peraltro sulle prospettive di crescita dell'Italia nel 2018 e nel 2019 pesano "rischi al ribasso interni legati in gran parte alla situazione ancora fragile del settore bancario italiano". L'Ue ha quindi avvertito l'Italia a "non cambiare le politiche" adottate finora con "riforme favorevoli alla crescita e una prudente azione fiscale". La ripresa in Italia "è destinata a diventare più autosufficiente", ha previsto. Tuttavia, le prospettive di crescita del Paese "rimangono moderate vista la limitata crescita potenziale dell'economia" e "restano ancora rischi interni a causa del fragile sistema bancario italiano". In ogni caso, ha ribadito Bruxelles, "c'è la possibilità che la ripresa possa rafforzarsi più del previsto nel breve termine".

La stima del pil italiano è comunque migliore di quella delle previsioni economiche d'autunno pubblicate a novembre, nelle quali la Commissione Ue aveva previsto una crescita dell'1,3% per l'anno in corso e dell'1% per il prossimo. L'esecutivo comunitario ha, invece, confermato la stima dell'1,5% di crescita per il 2017. Le condizioni economiche favorevoli, che proseguiranno nel 2018", secondo la Commissione Ue, subiranno un rallentamento dovuto al "graduale ritiro degli stimoli" monetari della Bce.

Invece l'inflazione in Italia dovrebbe attestarsi all'1,3% quest'anno, lo stesso livello del 2017, prima di risalire all'1,5% nel 2019. Con l'1,5% di aumento di pil nel 2018 e l'1,2% nel 2019, l'Italia è l'ultimo Paese della zona euro in termine crescita. Tra i grandi Paesi, il pil della Germania dovrebbe aumentare del 2,3% quest'anno e del 2,1% nel 2019, quello della Francia del 2% e dell'1,8%, quello della Spagna del 2,6% e del 2,1%.

Nell'Ue a 28 solo il Regno Unito dovrebbe fare peggio dell'Italia, con una previsione di crescita dell'1,4% nel 2018 e dell'1,1% nel 2019. Ma le prospettive di crescita dell'Italia quest'anno e il prossimo potrebbero migliorare grazie a una ripresa più forte del previsto. "Per l'Italia c'è un rischio al rialzo che la ripresa possa rafforzarsi più di quanto previsto, almeno nel breve termine".

Quanto alla crescita nella zona euro e nell'Unione Europea a 28 dovrebbe attestarsi al 2,3% quest'anno, dopo il 2,4% del 2017, e al 2% nel 2019 sia nella zona euro sia nell'Ue a 28. Anche in questo caso Bruxelles ha rivisto al rialzo le sue proiezioni rispetto alle previsioni d'autunno quando prevedeva una crescita del 2,1% per quest'anno e del 1,9% per il prossimo. La stessa crescita del 2017 è stata rivista al rialzo, con un 2,4% sia per la zona euro che per l'Ue a 28 rispetto al 2,2% e 2,3% stimato a novembre.

Il miglioramento delle prospettive nella zona euro e nell'Ue a 28 "risulta da una migliore dinamica congiunturale in Europa, dove prosegue la schiarita sul mercato del lavoro e dove la fiducia economica è particolarmente elevata, e da una ripresa più marcata del previsto dell'attività economica mondiale e degli scambi commerciali internazionali", ha spiegato la Commissione.

La forte domanda interna, l'elevato tasso di utilizzazione delle capacità e le condizioni di finanziamento propizie "dovrebbero favorire gli investimenti" nei prossimi due anni, ha previsto l'esecutivo comunitario che si aspetta anche un'inflazione all'1,3% quest'anno, in linea con il dato del 2017, e all'1,5% nel 2019. Bruxelles ha notato che i prezzi dei servizi sono cresciuti più lentamente nell'ultimo trimestre del 2017. La pressione al rialzo sui prezzi al consumo nel 2018 a causa del rialzo dei prezzi del petrolio dovrebbe essere ampiamente compensata dagli effetti legati agli alimenti non processati e ai servizi.

L'inflazione core, ha precisato la Commissione Ue, ha subito un rallentamento in linea con i prezzi per i servizi nell'ultimo trimestre del 2017, ma il ritmo salirà con la crescita moderata dei salari e la ripresa dei margini di profitto. Inflazione a parte, sulle prospettive di crescita della zona euro e dell'Unione Europea a 28 pesano i negoziati sulla Brexit e la tendenza al protezionismo. "La crescita economica potrebbe superare le attese nel breve periodo, come indica il livello elevato di fiducia economica", ha osservato l'esecutivo comunitario, "ma ci sono anche dei rischi al ribasso". Nel medio termine, i prezzi elevati degli attivi sui mercati finanziari mondiali potrebbero subire una rivalutazione dei rischi e dei fondamentali. Tra i rischi al ribasso la Commissione ha individuato anche le tensioni geopolitiche." SEGUE >>>

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