Turchia-Italia, sull'Eni si rischia la crisi diplomatica. L'Ue protesta con Ankara (di U. De Giovannangeli): "Il "Sultano" è di parola. Nei suoi incontri a Roma con il presidente Sergio Mattarella e il premier Paolo Gentiloni, lunedì scorso, aveva "espresso le nostre preoccupazioni riguardo all'Eni" per "le iniziative nel Mediterraneo orientale" su licenza del governo di Cipro. "I lavori (di ricerca ndr) del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro nord e per noi" .
Quello del presidente turco Recep Tayyp Erdogan aveva il sapore, acre, dell'avvertimento. Ora, si è passati all'azione intimidatoria. E questo tra due Paesi membri della stessa alleanza, la Nato. La Farnesina ha detto di seguire al più alto livello, in raccordo con le proprie rappresentanze diplomatiche a Nicosia e Ankara, la vicenda della nave Saipem 12000, cui le autorità turche non consentono al momento di proseguire la navigazione verso l'area di destinazione. "Non ci aspettavamo che" venisse bloccata la piattaforma Saipem dalla Turchia "perché siamo assolutamente molto dentro l'Economic zone di Cipro", ha detto l'ad di Eni Claudio Descalzi, parlando ai giornalisti al Cairo. "Abbiamo già perforato dei pozzi in analoghe condizioni", ha spiegato De Scalzi, ricordando che "nella Economic zone di Cipro e non ci è successo assolutamente niente. Probabilmente la tensione è salita per altri motivi e quindi la nave e' stata bloccata".
La crisi diplomatica è a un passo. Il ministero degli Esteri sta espletando ogni via per risolvere il problema, ma fuori dall'ufficialità, fonti della Farnesina non nascondono ad HP le difficoltà: "Erdogan – annota la fonte - nella sua visita a Roma, non è stato conciliante, soprattutto di fronte alle osservazioni critiche di Mattarella e Gentiloni sui giornalisti arrestati e sull'offensiva militare in Siria. Ora, però, sta esagerando e noi non possiamo farci prendere a schiaffi in faccia...". Stando ad una ricostruzione dell'Associated Press, la Marina turca ha intimato di non proseguire per non interferire con "attività militari nell'area di destinazione". A quel punto, spiega un portavoce dell'Eni, "il comandante ha prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione, in attesa di uno sblocco della situazione". Il governo di Nicosia, da parte sua, ha definito quello che è avvenuto come una nuova "provocazione" turca nella sua Zona economica esclusiva (Zee), mentre il ministero degli Esteri greco, definisce in una nota ufficiale il comportamento di Ankara "provocatorio" e "non consono" per un Paese che reclama di entrare nell'Unione europea. Ma la determinazione turca è per ora ferrea. E il rischio di una crisi diplomatica è alle porte.
A sostegno dell'Italia è intervenuta anche l'Europa. "Esorto la Turchia ad evitare minacce o azioni contro qualsiasi membro dell'Ue e ad impegnarsi piuttosto in buone relazioni di vicinato, nella soluzione pacifica di controversie, ed al rispetto della sovranità territoriale", ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter, dopo la telefonata col presidente cipriota Nicos Anastasiades.
Si spera in una soluzione rapida, ma se così non fosse tutte le strade sono aperte, compreso il richiamo per consultazioni del nostro ambasciatore ad Ankara. Di recente l'Eni ha annunciato l'investimento di 150 milioni di euro per trivellare in una zona considerata ricchissima di petrolio. La società del Cane a sei zampe è molto attiva a Cipro, dove è titolare di ben sei licenze, e proprio qualche giorno fa aveva annunciato una scoperta a gas nel Blocco 6, nell'Offshore di Cipro, attraverso il pozzo Calypso 1, ritenuto "una promettente scoperta di gas", che "conferma l'estensione del tema di ricerca di Zohr (il grande giacimento egiziano, ndr) nelle acque economiche esclusive di Cipro". Il ministro dell'Energia di Nicosia, Giorgos Lakkotrypis, aveva definito "incoraggianti" le prospettive derivanti dalle prime ricerche nell'area: "I risultati sono molto incoraggianti: una riserva (di gas) è stata localizzata, ma la morfologia del particolare obiettivo è complessa e quindi serve più tempo", ha affermato Lakkotrypis dopo la riunione avuta con il capo dello Stato per fare il punto sullo sviluppo dei progetti energetici di Nicosia. "Eni non fa annunci pubblici se non ci sono scoperte", ha aggiunto il ministro cipriota, che però ha sottolineato come il gas contenuto nel ritrovamento sia "di ottima qualità", perché costituito da "lean gas" (gas naturale che contiene pochi o nessun idrocarburo liquido o trasformabile allo stato liquido). Secondo quanto riferito da Lakkotrypis il gas potrebbe essere persino "più' pulito di quello di Zohr"." SEGUE >>>
Quello del presidente turco Recep Tayyp Erdogan aveva il sapore, acre, dell'avvertimento. Ora, si è passati all'azione intimidatoria. E questo tra due Paesi membri della stessa alleanza, la Nato. La Farnesina ha detto di seguire al più alto livello, in raccordo con le proprie rappresentanze diplomatiche a Nicosia e Ankara, la vicenda della nave Saipem 12000, cui le autorità turche non consentono al momento di proseguire la navigazione verso l'area di destinazione. "Non ci aspettavamo che" venisse bloccata la piattaforma Saipem dalla Turchia "perché siamo assolutamente molto dentro l'Economic zone di Cipro", ha detto l'ad di Eni Claudio Descalzi, parlando ai giornalisti al Cairo. "Abbiamo già perforato dei pozzi in analoghe condizioni", ha spiegato De Scalzi, ricordando che "nella Economic zone di Cipro e non ci è successo assolutamente niente. Probabilmente la tensione è salita per altri motivi e quindi la nave e' stata bloccata".
La crisi diplomatica è a un passo. Il ministero degli Esteri sta espletando ogni via per risolvere il problema, ma fuori dall'ufficialità, fonti della Farnesina non nascondono ad HP le difficoltà: "Erdogan – annota la fonte - nella sua visita a Roma, non è stato conciliante, soprattutto di fronte alle osservazioni critiche di Mattarella e Gentiloni sui giornalisti arrestati e sull'offensiva militare in Siria. Ora, però, sta esagerando e noi non possiamo farci prendere a schiaffi in faccia...". Stando ad una ricostruzione dell'Associated Press, la Marina turca ha intimato di non proseguire per non interferire con "attività militari nell'area di destinazione". A quel punto, spiega un portavoce dell'Eni, "il comandante ha prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione, in attesa di uno sblocco della situazione". Il governo di Nicosia, da parte sua, ha definito quello che è avvenuto come una nuova "provocazione" turca nella sua Zona economica esclusiva (Zee), mentre il ministero degli Esteri greco, definisce in una nota ufficiale il comportamento di Ankara "provocatorio" e "non consono" per un Paese che reclama di entrare nell'Unione europea. Ma la determinazione turca è per ora ferrea. E il rischio di una crisi diplomatica è alle porte.
A sostegno dell'Italia è intervenuta anche l'Europa. "Esorto la Turchia ad evitare minacce o azioni contro qualsiasi membro dell'Ue e ad impegnarsi piuttosto in buone relazioni di vicinato, nella soluzione pacifica di controversie, ed al rispetto della sovranità territoriale", ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter, dopo la telefonata col presidente cipriota Nicos Anastasiades.
Si spera in una soluzione rapida, ma se così non fosse tutte le strade sono aperte, compreso il richiamo per consultazioni del nostro ambasciatore ad Ankara. Di recente l'Eni ha annunciato l'investimento di 150 milioni di euro per trivellare in una zona considerata ricchissima di petrolio. La società del Cane a sei zampe è molto attiva a Cipro, dove è titolare di ben sei licenze, e proprio qualche giorno fa aveva annunciato una scoperta a gas nel Blocco 6, nell'Offshore di Cipro, attraverso il pozzo Calypso 1, ritenuto "una promettente scoperta di gas", che "conferma l'estensione del tema di ricerca di Zohr (il grande giacimento egiziano, ndr) nelle acque economiche esclusive di Cipro". Il ministro dell'Energia di Nicosia, Giorgos Lakkotrypis, aveva definito "incoraggianti" le prospettive derivanti dalle prime ricerche nell'area: "I risultati sono molto incoraggianti: una riserva (di gas) è stata localizzata, ma la morfologia del particolare obiettivo è complessa e quindi serve più tempo", ha affermato Lakkotrypis dopo la riunione avuta con il capo dello Stato per fare il punto sullo sviluppo dei progetti energetici di Nicosia. "Eni non fa annunci pubblici se non ci sono scoperte", ha aggiunto il ministro cipriota, che però ha sottolineato come il gas contenuto nel ritrovamento sia "di ottima qualità", perché costituito da "lean gas" (gas naturale che contiene pochi o nessun idrocarburo liquido o trasformabile allo stato liquido). Secondo quanto riferito da Lakkotrypis il gas potrebbe essere persino "più' pulito di quello di Zohr"." SEGUE >>>
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