Sì alla legge anti-violenza sulle donne, ma le mogli restano escluse: "La legge contro la violenza sulle donne è stata adottata dal Parlamento del Regno del Marocco. Il cammino della norma è stato lungo – ci sono voluti oltre 1.200 giorni ai legislatori per farla arrivare in porto – e tortuoso – svariati i “rimpalli” dalla Camera dei deputati a quella dei Consiglieri (Shura) – , ma alla fine la legge Hakkaoui, dal nome della responsabile del Dicastero della Famiglia, della Solidarietà, della Donna e dello Sviluppo sociale, che l’ha promossa, è passata. La ministra Bassima Hakkaoui, membro del partito Giustizia e Sviluppo (islamista, a guida della coalizione di governo), ha esultato su Twitter scrivendo: «Finalmente, grazie a Dio». La legge 103-13 è il frutto di una bozza redatta inizialmente nel 2013. Dopo diverse battute d’arresto, la scorsa estate il testo è tornato di drammatica attualità a seguito di un fatto di cronaca: le molestie sessuali subite da una adolescente che viaggiava in pieno giorno su di un autobus del trasporto pubblico. Nella più totale indifferenza dei presenti, qualcuno ha girato un video e lo ha caricato su Facebook, portando alla luce un caso emblematico.
L’episodio ha riacceso il dibattito, imprimendo così alla discussione parlamentare un’imprevista accelerazione. Non mancano tuttavia lunghe ombre, evocate dalle associazione per i diritti delle donne: il testo estende il termine violenza agli atti di aggressione, alle molestie anche via Sms, ai messaggi vocali o alle foto, allo sfruttamento sessuale, all’aggressione sul posto di lavoro e agli abusi e inasprisce le punizioni in casi di situazioni aggravanti quali la gravidanza o nel caso che la violenza sia perpetrata da persone conosciute. E d’ora in poi, dunque, chi molesta una donna per strada sarà punibile con 6 mesi di prigione; fino a un anno chi forza il matrimonio di una minorenne. Ma non prende in considerazione la violenza coniugale. La pressione delle forze politiche islamiste e delle autorità religiose alla fine ha prevalso.
Il codice penale marocchino all’articolo 486 punisce la violenza sessuale ma presenta ambiguità nella definizione, secondo gli esperti di diritto. Oltre il 40% delle donne intervistate dalla Commissione superiore per la pianificazione, rappresentative della popolazione femminile fra i 18 e i 64 anni, ha dichiarato di essere stata «vittima di un atto di violenza»."
L’episodio ha riacceso il dibattito, imprimendo così alla discussione parlamentare un’imprevista accelerazione. Non mancano tuttavia lunghe ombre, evocate dalle associazione per i diritti delle donne: il testo estende il termine violenza agli atti di aggressione, alle molestie anche via Sms, ai messaggi vocali o alle foto, allo sfruttamento sessuale, all’aggressione sul posto di lavoro e agli abusi e inasprisce le punizioni in casi di situazioni aggravanti quali la gravidanza o nel caso che la violenza sia perpetrata da persone conosciute. E d’ora in poi, dunque, chi molesta una donna per strada sarà punibile con 6 mesi di prigione; fino a un anno chi forza il matrimonio di una minorenne. Ma non prende in considerazione la violenza coniugale. La pressione delle forze politiche islamiste e delle autorità religiose alla fine ha prevalso.
Il codice penale marocchino all’articolo 486 punisce la violenza sessuale ma presenta ambiguità nella definizione, secondo gli esperti di diritto. Oltre il 40% delle donne intervistate dalla Commissione superiore per la pianificazione, rappresentative della popolazione femminile fra i 18 e i 64 anni, ha dichiarato di essere stata «vittima di un atto di violenza»."
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