giovedì 22 febbraio 2018

Papa Francesco - L’ostacolo più grande è la paura Desidero che nella Chiesa siano affidate responsabilità importanti

L’ostacolo più grande è la paura: "«Desidero che nella Chiesa siano affidate responsabilità importanti» ai giovani, che si abbia il coraggio di lasciare loro maggiore spazio; e che essi si preparino «ad assumere queste responsabilità»: è l’auspicio espresso da Papa Francesco nel messaggio per la trentatreesima giornata mondiale della gioventù (gmg), che quest’anno si celebra a livello diocesano il prossimo 25 marzo, domenica delle Palme.



Diffuso stamane, giovedì 22 febbraio, il testo pontificio prende spunto dalle parole rivolte dall’arcangelo Gabriele alla Vergine di Nazaret: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Luca 1, 30). Alla madre di Gesù, fa notare il Papa, «fu affidato un compito importante proprio perché era giovane». E siccome, prosegue Francesco attualizzando la riflessione, «voi giovani avete forza» ed energie, bisognerebbe impiegarle «per migliorare il mondo, incominciando dalle realtà più vicine». Da qui l’invito a preparare l’appuntamento della gmg di Panamá, in programma nel gennaio 2019, «con la gioia e l’entusiasmo di chi vuol essere partecipe di una grande avventura».

Del resto, avverte il Papa esortando ad accettare la sfida, la Giornata mondiale della gioventù «è per i coraggiosi», non per quanti «cercano solo la comodità e si tirano indietro davanti alle difficoltà».

Certo, il Pontefice è consapevole delle tante paure che si insinuano nell’animo dei giovani «quando siamo di fronte alle scelte fondamentali da cui dipende ciò che saremo e ciò che faremo. È il “brivido” che proviamo di fronte alle decisioni sul nostro futuro». Difatti spesso l’ostacolo alla fede non è l’incredulità, ma la paura.

Elencando i principali timori dei giovani, Francesco accenna a quella «paura “di sottofondo” di non essere amati, benvoluti, accettati» che si riflette nella «sensazione di dover essere diversi» da ciò che si è in realtà, «nel tentativo di adeguarsi a standard spesso artificiosi e irraggiungibili». Ecco allora il ricorso a «continui “fotoritocchi” delle proprie immagini, nascondendosi dietro a maschere e false identità, fin quasi a diventare loro stessi un “fake”». Addirittura il Papa riscontra «in molti l’ossessione di ricevere il maggior numero possibile di “mi piace”». Insomma sono tutti segnali di un «senso di inadeguatezza» da cui «sorgono tante incertezze», come quelle di quanti «temono di non riuscire a trovare una sicurezza affettiva e rimanere soli».

In altri, continua Francesco, «davanti alla precarietà del lavoro, subentra la paura di non riuscire a trovare una soddisfacente affermazione professionale, di non veder realizzati i propri sogni». Ecco dunque l’importanza del discernimento e del dialogo con gli adulti che hanno più esperienza. «Mai — ammonisce il Papa — perdere il gusto di godere dell’incontro. Non lasciate, cari giovani, che i bagliori della gioventù si spengano nel buio di una stanza chiusa in cui l’unica finestra per guardare il mondo è quella del computer e dello smartphone. I vostri spazi e tempi siano abitati da persone concrete, relazioni profonde, con le quali poter condividere esperienze autentiche e reali nel quotidiano»."


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