A Londra il revival della meditazione nell'età secolarizzata: "Tre giorni per recuperare, riempirsi di Dio e ripartire. Lisa Atkins e Jo Buchanan, tutte due quarantenni, due figli ancora piccoli, hanno occupazioni diversissime. Preside della scuola elementare cattolica statale del Sacro Cuore, a Loughborough, nel cuore d’Inghilterra, la prima. Poliziotta della squadra omicidi delle West Midlands, regione centro occidentale con Birmingham e Coventry, la seconda. Cattolica la preside Atkins, di fede battista l’agente della squadra omicidi Buchanan. A sostenerle, in questi lavori così pesanti è quel Dio che incontrano nei ritiri che fanno almeno una volta l’anno. «Tra aprile e maggio vado via per tre giorni, insieme ad altre sessanta donne cristiane. Ascoltiamo un ospite, preghiamo, facciamo delle passeggiate e anche qualche acquisto. Il ritiro è costruito attorno alla Bibbia e alla lettura delle Scritture».
Jo si ricarica le batterie, in quelle giornate, perché sente di appartenere a una comunità più ampia e può condividere, con altri come lei, la difficoltà di vivere la vita cristiana in una società molto secolarizzata. «Tra i poliziotti britannici pochi sono credenti. I miei colleghi mi prendono in giro perché chiedo il turno che mi consente di andare in chiesa alla domenica e trovano strano che nomini Dio e la Bibbia. So che è un’opportunità di testimoniare Gesù, ma non è facile», racconta la poliziotta. «Parte del mio lavoro è fare sostegno psicologico alle famiglie dove è stata uccisa una persona. Le ore trascorse con i parenti in lutto mi esauriscono. Lavoro dodici, tredici ore al giorno, anche se il mio contratto è soltanto di trenta alla settimana, ed è facile lasciarsi sopraffare dalla pressione e perdere il punto di vista su Dio». «In ritiro – continua – con altre donne cristiane che hanno famiglia, posso dure di radicare in Gesù tutto quello che faccio. Ritrovo la forza di tirare avanti ogni giorno. Unendomi a Cristo metto le cose in prospettiva. È molto facile lasciarsi catturare dalle proprie preoccupazioni, rinchiudersi e affondare mentre, quando ci si fida di Gesù, tutto è possibile. In chiesa trovo anche una direttrice spirituale che incontro regolarmente e mi aiuta con i miei problemi».
Anche la preside Atkins va in ritiro, di solito tre volte l’anno, e anche per lei quella tre giorni è uno strumento contro lo stress. «La diocesi di Nottingham offre ai presidi di tutte le 86 scuole elementari e superiori la possibilità di qualche ora di direzione spirituale e di preghiera. Il ritiro si conclude con la Messa celebrata dal vescovo Patrick McKinney», spiega la preside. «È importantissimo poter parlare con altri dirigenti nella mia stessa condizione, che capiscono le difficoltà del mio lavoro, che è piuttosto solitario». Quest’anno, per la prima volta, Lisa Atkins ha deciso di estendere anche alle sue insegnanti e assistenti la possibilità di 'nutrirsi spiritualmente' e di tornare alle radici della loro vocazione. «Andremo, per un giorno di ritiro, all’abbazia cistercense di Monte san Bernardo, dove un monaco parlerà della sua chiamata. A coppie, le insegnanti discuteranno con una collega delle difficoltà che incontrano intrecciando su una piccola corda tanti nodi quanti sono gli ostacoli della vita professionale. Sarà poi la Madonna a scioglierli nelle preghiere che le rivolgeremo». Anche qualche piccolo lavoretto di arte e artigianato farà parte di questa giornata che si concluderà con una cena in un pub. «Chi si prende cura degli altri, come gli insegnanti, deve assicurarsi, prima di tutto, di nutrire, psicologicamente e spiritualmente, anche se stesso», spiega la preside.
Alla scuola elementare del Sacro Cuore gli oltre duecento alunni pregano almeno tre volte al giorno, e fanno meditazione. Un tessuto colorato sul quale sono stati cuciti tanti bottoni, ognuno per ogni bambino, si trova al centro, su un tavolino, accanto a una candela accesa e a un’immagine della Madonna. Seduti per terra, immobili, anche gli scolari di appena quattro anni, ripetono, concentratissimi e a occhi chiusi, la parola 'Maranatha', ovvero 'Vieni Signore Gesù'. «Se ho delle preoccupazioni sento di poterle affidare a Dio e divento più calmo, meno teso», dice Matthew. «Quando ero davvero stressato, alla vigilia di un esame, la meditazione mi ha aiutato», aggiunge Harvey. «I miei genitori si sono separati e ho imparato, pregando, che posso pensare a mio papà anche se non c’è», conclude Rachel. " SEGUE >>>
Jo si ricarica le batterie, in quelle giornate, perché sente di appartenere a una comunità più ampia e può condividere, con altri come lei, la difficoltà di vivere la vita cristiana in una società molto secolarizzata. «Tra i poliziotti britannici pochi sono credenti. I miei colleghi mi prendono in giro perché chiedo il turno che mi consente di andare in chiesa alla domenica e trovano strano che nomini Dio e la Bibbia. So che è un’opportunità di testimoniare Gesù, ma non è facile», racconta la poliziotta. «Parte del mio lavoro è fare sostegno psicologico alle famiglie dove è stata uccisa una persona. Le ore trascorse con i parenti in lutto mi esauriscono. Lavoro dodici, tredici ore al giorno, anche se il mio contratto è soltanto di trenta alla settimana, ed è facile lasciarsi sopraffare dalla pressione e perdere il punto di vista su Dio». «In ritiro – continua – con altre donne cristiane che hanno famiglia, posso dure di radicare in Gesù tutto quello che faccio. Ritrovo la forza di tirare avanti ogni giorno. Unendomi a Cristo metto le cose in prospettiva. È molto facile lasciarsi catturare dalle proprie preoccupazioni, rinchiudersi e affondare mentre, quando ci si fida di Gesù, tutto è possibile. In chiesa trovo anche una direttrice spirituale che incontro regolarmente e mi aiuta con i miei problemi».
Anche la preside Atkins va in ritiro, di solito tre volte l’anno, e anche per lei quella tre giorni è uno strumento contro lo stress. «La diocesi di Nottingham offre ai presidi di tutte le 86 scuole elementari e superiori la possibilità di qualche ora di direzione spirituale e di preghiera. Il ritiro si conclude con la Messa celebrata dal vescovo Patrick McKinney», spiega la preside. «È importantissimo poter parlare con altri dirigenti nella mia stessa condizione, che capiscono le difficoltà del mio lavoro, che è piuttosto solitario». Quest’anno, per la prima volta, Lisa Atkins ha deciso di estendere anche alle sue insegnanti e assistenti la possibilità di 'nutrirsi spiritualmente' e di tornare alle radici della loro vocazione. «Andremo, per un giorno di ritiro, all’abbazia cistercense di Monte san Bernardo, dove un monaco parlerà della sua chiamata. A coppie, le insegnanti discuteranno con una collega delle difficoltà che incontrano intrecciando su una piccola corda tanti nodi quanti sono gli ostacoli della vita professionale. Sarà poi la Madonna a scioglierli nelle preghiere che le rivolgeremo». Anche qualche piccolo lavoretto di arte e artigianato farà parte di questa giornata che si concluderà con una cena in un pub. «Chi si prende cura degli altri, come gli insegnanti, deve assicurarsi, prima di tutto, di nutrire, psicologicamente e spiritualmente, anche se stesso», spiega la preside.
Alla scuola elementare del Sacro Cuore gli oltre duecento alunni pregano almeno tre volte al giorno, e fanno meditazione. Un tessuto colorato sul quale sono stati cuciti tanti bottoni, ognuno per ogni bambino, si trova al centro, su un tavolino, accanto a una candela accesa e a un’immagine della Madonna. Seduti per terra, immobili, anche gli scolari di appena quattro anni, ripetono, concentratissimi e a occhi chiusi, la parola 'Maranatha', ovvero 'Vieni Signore Gesù'. «Se ho delle preoccupazioni sento di poterle affidare a Dio e divento più calmo, meno teso», dice Matthew. «Quando ero davvero stressato, alla vigilia di un esame, la meditazione mi ha aiutato», aggiunge Harvey. «I miei genitori si sono separati e ho imparato, pregando, che posso pensare a mio papà anche se non c’è», conclude Rachel. " SEGUE >>>
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