venerdì 26 gennaio 2018

Treno deragliato, nuovo sopralluogo sul "punto zero". Ecco cosa è successo - Cronaca - ilgiorno.it

Treno deragliato, nuovo sopralluogo sul "punto zero". Ecco cosa è successo - Cronaca - ilgiorno.it: "CIRCOLAZIONE RIPRESA - Intanto dalle ore 6 di questa mattina è ripreso gradualmente il traffico ferroviario su due dei quattro binari della linea Milano–Brescia. Intorno alle 12, ha fatto sapere Rfi, la copertura delle esigenze dei mobilità dei passeggeri si attesta intorno all'80%. I ritardi eventuali sui treni del passante oscillano, in media, tra i 5 e 10 minuti, mentre sulle altre linee intorno al quarto d'ora. Rfi ritiene di ristabilire il normale traffico ferroviario tra lunedì e martedì della prossima settimana.

I FERITI - "Fortunatamente degli 80 passeggeri rimasti coinvolti nel deragliamento, stamattina ne sono stati dimessi 60. Dei 20 che rimangono attualmente ricoverati, 2 si trovano in terapia intensiva e restano ancora in prognosi riservata". Lo comunica l'assessore  al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

I SUPER PERITI - La Procura ha nominato come consulenti l'ispettore della Polfer Angelo Laurino e gli ingegneri Fabrizio D'Errico e Roberto Lucani, i primi due si sono occupati dell'incidente di Viareggio e il terzo di quello di Andria. Nelle prossime ore verrà affidato loro formalmente l'incarico di eseguire una perizia sull'incidente. Qualcosa di più si potrà sapere dalla scatola nera del convoglio, trovata e sequestrata ieri. Sotto sequestro anche i vagoni e la documentazione relativa alla manutenzione.  Un tassello in più per le indagini potrà arrivaere anche dalle telecamere di videosorveglianza della stazione di Pioltello che hanno immortalato l'inizio della tragedia: una lunga scia di scintille, traversine in frantumi e sassi che volano a mo’ di proiettili al padssaggio del convoglio. Nelle immagini si nota un uomo che si volta e inizia a correre terrorizzato. In sostanza, una parte del convoglio avanzava sulla massicciata, non più sulle rotaie.

I TEMPI - Per sapere la causa precisa dell'incidente ferroviario avvenuto tra Cremona e Milano bisognerà aspettare "qualche mese, perché prima andranno completate le indagini di Polizia Ferroviaria e consulenti e le analisi tecniche". A spiegarlo è Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. "Il cedimento strutturale non si può escludere e l'infrastruttura è un elemento da indagare - continua - La rottura può avere alla base diversi fattori". La causa vera sarà possibile saperla "una volta capita la dinamica dello svio. A quel punto si potranno fare le analisi metallografiche, cioè le radiografie che permettono di capire il tipo di frattura e le cause". Probabilmente ci vorranno "alcuni mesi, perché prima dovranno terminare le indagini giudiziarie dei periti e consulenti. La Polfer e gli investigatori devono identificare dove sono finite tutte le parti dei veicoli coinvolti, e fare l'analisi dei mezzi - aggiunge Resta -. Terminata questa fase, si potranno determinare le responsabilità".

L'INCHIESTA - Aperto ieri un fascicolo per disastro ferroviario colposo, che al momento è ancora a carico di ignoti.  La Procura è in attesa delle "carte" sequestrate per cominciare a ricostruire l'esatta dinamica e procedere alle iscrizioni "tecniche" nel registro degli indagati dei vertici, tra manager e responsabili della sicurezza, di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo  Ferrovie dello Stato responsabile della gestione della rete ferroviaria nazionale e non si esclude anche di alcuni responsabili di Trenord. Le iscrizioni sono una sorta di atto dovuto per permettere ai tecnici di Rfi e Trenord, tramite gli esperti da loro nominati, di partecipare alla super consulenza disposta dai pm per accertare con esattezza le cause del deragliamento. 

L'ESPOSTO - Con un esposto che sarà presentato oggi alla Procura di Milano, il Codacons chiede di estendere le indagini all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. Al centro dell'istanza, il richiamo partito pochi giorni fa dall'ente e relativo proprio alla manutenzione della rete ferroviaria. "Apprendiamo che l'Ansf era già da tempo a conoscenza delle carenze sul fronte della manutenzione delle rotaie - spiega il Codacons - In una lettera partita 10 giorni fa e diretta alle imprese ferroviarie e ai soggetti coinvolti nella sicurezza della circolazione dei treni, l'Agenzia sottolineava 'importanti criticità manutentive dei veicoli ferroviari e dell'infrastruttura'"." SEGUE >>>

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