mercoledì 10 gennaio 2018

Perché hanno paura di una sedicenne? - Comune-info

Perché hanno paura di una sedicenne? - Comune-info: "Ahed Tamini in questi giorni viene tenuta in fredde celle di isolamento con le telecamere puntate verso di lei per 24 ore al giorno. Ripetutamente, senza la presenza di un genitore o di un avvocato, hanno tentato di interrogarla. Il ragionamento per la decisione del giudice di prolungare la sua detenzione, è che Ahed “costituisce un rischio” per la causa delle forze armate e del governo israeliano contro di lei. Israele ha ragione, AhenTamini crea un rischio. Non è, però, un rischio per uno degli eserciti più massicciamente armati e avanzati del mondo… Il rischio che pone è nel suo rifiuto di sottomettersi alla richiesta di Israele che i Palestinesi acconsentano alla loro stessa occupazione. La logica di Israele è infatti nota: i Palestinesi dovrebbero collaborare con alla loro oppressione…

Il recente arresto di Ahen Tamini

di Ariel Gold e Taylor Morley*

La sedicenne Ahed Tamini giovedì 28 dicembre è tornata in tribunale dove il giudice ha decretato per la terza volta che la sua detenzione è prolungata, questa volta per altri cinque giorni. Nella scorse settimana e mezza, Ahed è stata fatta entrare e uscire da numerose carceri israeliane e distretti di polizia. È stata tenuta in fredde celle di isolamento con le telecamere puntate verso di lei per ventiquattro ore al giorno. Ripetutamente, senza la presenza di un genitore o di un avvocato, hanno tentato di interrogarla. Il ragionamento per la decisione del giudice di prolungare la sua detenzione, è che Ahed “costituisce un rischio” per la causa delle forze armate e del governo israeliano contro di lei.

Israele ha ragione che Ahen Tamini crea un rischio. Non è, però, un rischio per uno degli eserciti più massicciamente armati e avanzati del mondo o per un caso legale che viene costruito contro di lei. Il rischio che pone è nel suo rifiuto di sottomettersi alla richiesta di Israele che i Palestinesi acconsentano alla loro stessa occupazione. La logica di Israele è che i Palestinesi dovrebbero collaborare con alla loro oppressione. Dovrebbero spostarsi tranquillamente tra i vari posti di controllo, aprire le loro borse, non guardare negli occhi gli occupanti e non contestare o protestare per il furto delle loro terre, risorse e libertà. La logica id Israele è che non gli sta bene così, possono andarsene. In realtà preferirebbero moltissimo che i Palestinesi se ne andassero. La strategia è di rendere la vita così insopportabile per i Palestinesi, che essi se ne vadano volentieri. Questo ha anche un nome: “trasferimento volontario”.

Fin da quando Ahed era una bambina, lei e la sua famiglia si sono impegnati nella resistenza attiva contro l’occupazione israeliana. Dal 2013 fino a oggi hanno organizzato regolari dimostrazioni contro le forze armate e i coloni vicini che hanno preso il controllo delle loro terre e delle acque di sorgente. I dimostranti vengono “accolti” con gas lacrimogeni, proiettili di gomma, acqua puzzolente e munizioni con esplosivo.

Nel 2012, il padre di Ahed è stato dichiarato prigioniero di coscienza da Amnesty international. Nel 2013, suo zio è stato ucciso da un candelotto di gas lacrimogeno lanciatogli sulla testa. Nel 2014 sua madre è diventata quasi permanentemente disabile quando le hanno sparato nella gamba un proiettile calibro 22. Nel 2015, un video con Ahed che impediva che suo fratello di venisse arrestato, è diventato virale. I suoi cugini e il suo fratello più grande hanno trascorso del tempo nelle prigioni israeliane.



Venerdì 15 dicembre, durante una protesta per l’annuncio del presidente Trump di Gerusalemme capitale di Israele, hanno sparato in faccia al cugino di Ahed, Mohammed Tamini, di quattordici anni, con una pallottola di gomma. È stato portato all’ospedale dove c’è stato bisogno di un intervento chirurgico e dove è stato messo in coma farmacologico. Poche ore dopo, quando dei soldati armati sono andati a casa di Ahed chiedendo di entrare, ha resistito. LI ha presi a schiaffi e a calci e ha urlato che non potevano entrare." SEGUE >>>


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