mercoledì 10 gennaio 2018

Patrimonio culturale: 2018, un anno per riconoscersi e sentirsi europei | AgenSIR

Patrimonio culturale: 2018, un anno per riconoscersi e sentirsi europei | AgenSIR: "Migliaia di eventi già fissati nel corso dei prossimi 12 mesi in tutti i Paesi del Vecchio continente: al centro dell'attenzione di questo anno speciale si collocano storia, cultura, arte, natura, assieme a economia e turismo. “Dove il passato incontra il futuro” lo slogan dell'iniziativa Ue. L'obiettivo di fondo: “rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo”


Hanno preso avvio da Milano le manifestazioni legate al 2018, proclamato dall’Ue “Anno europeo per il patrimonio culturale”. L’inaugurazione, avvenuta lo scorso 7 dicembre, ha visto la presenza nel capoluogo lombardo del Commissario europeo per l’educazione e la cultura Tibor Navracsics, insieme al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e alla presidente del Comitato per la cultura e l’educazione del Parlamento europeo Petra Kammerevert. “Dove il passato incontra il futuro” è lo slogan efficace di tutto ciò che avverrà nei prossimi mesi con l’obiettivo dichiarato di coinvolgere soprattutto i più giovani nella scoperta della multiforme importanza del nostro patrimonio culturale e così “rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo”, accrescere o creare la consapevolezza che esiste un’identità europea, da custodire e rinforzare.

Che cosa è il “patrimonio”?

La definizione ufficiale fornita dal Consiglio europeo (“le risorse del passato in una varietà di forme e aspetti”) è stata scomposta in quattro grandi categorie: c’è un “patrimonio tangibile” fatto di edifici, monumenti, manufatti, abbigliamento, opere d’arte, libri, macchine, città storiche, siti archeologici; ce n’è uno “intangibile” che comprende pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze, abilità e gli strumenti, gli oggetti e gli spazi culturali associati. A questo capitolo appartengono le tradizioni linguistiche e orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e l’artigianato tradizionale. C’è poi un patrimonio “naturale” che significa paesaggi, flora e fauna. C’è, non di meno, un “patrimonio digitale” di risorse che sono state create in forme innovative (ad esempio arte digitale o animazione) o che sono state digitalizzate per preservarle (testi, immagini, video, registrazioni). Se può servire come parametro di valutazione, l’Europa ha 453 siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità, il 50% dell’intera lista Unesco. L’Europa ha anche 27mila siti naturali protetti, 31 percorsi culturali certificati. Dire “patrimonio culturale” significa anche 7,8 milioni di posti di lavoro direttamente legati ai siti e 26,7 milioni “indirettamente” legati a questo mondo (turismo, cultura, musei, arte…). Economicamente è una miniera incredibile."

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